Perché gli onnivori sono nemici dei vegetariani? Sebastian Herrmann (Traduzione di Sunny Sunshine)

„Vieni a tavola, il pranzo appassisce!“ Molte persone hanno una reazione di fronte ai vegetariani quasi si trovassero di fronte a una tribù primitiva e molto esotica, da osservare con curiosità per poi metterla in ridicolo. Gli psicologi hanno una serie di spiegazioni per le battute e le altre manovre di difesa nei confronti dei vegetariani.

Come si definisce un vegetariano obeso? Pattumiera biologica. Come chiama un vegetariano la famiglia a tavola? “Bambini, il pranzo appassisce!“  La rete è piena di battute sui vegetariani come queste. E nelle discussioni ricorrenti durante le quali le persone che non mangiano carne motivano la loro scelta, a un certo punto compare per l’ennesima volta la trita battuta: “Non mi piacciono i vegetariani. Mangiano il cibo alla mia bistecca“.  Perchè molte persone hanno una reazione di fronte ai vegetariani quasi si trovassero di fronte a una tribù primitiva e molto esotica, da osservare con curiosità per poi metterla in ridicolo?

Julia Minson dell’ Università di Pennsylvania und Benoît Monin, Università di  Stanford,  ci offrono una spiegazione (Social Psychological and Personality Science, Bd. 3, S. 200, 2012). Secondo i due studiosi, i carnivori avrebbero spesso la sensazione che i vegetariani li giudichino moralmente riprovevoli e si sentirebbero così delle cattive persone. Le persone tenderebbero a difendersi dagli attacchi a una positiva immagine del sé, mettendo in ridicolo gli aggressori.

In realtà i vegetariani hanno perso da tempo il loro esotismo. In Germania rinunciano alla carne ca. 6 milioni di persone, che seguono  differenti forme della dieta vegetariana. La maggioranza di esse ha compiuto questo passo per motivazioni di carattere etico, scrivono i nutrizionisti Claus Leitzmann e Markus Keller nel loro libro “Alimentazione vegetariana”.  I vegetariani sono contrari all’uccisione di animali o vogliono evitare i rischi ambientali derivanti dai gas prodotti dagli allevamenti intensivi. Quest’atteggiamento conferirebbe ai vegetariani lo stato di una minoranza il cui credo morale è superiore a quello della maggioranza della società in cui vivono, sostengono Minson und Monin. Per questo i vegetariani non avrebbero neppure bisogno di rendere nota la loro scelta in maniera penetrante per suscitare nei carnivori reazioni di difesa.  Già un vegetariano muto con la sua stessa presenza si farebbe portatore di un rimprovero morale implicito, cui le altre persone reagirebbero in maniera esagerata.

Questo è stato provato in due studi di Minson e Monin. Hanno chiesto a un gruppo di persone, tutte carnivore, di annotare qualunque parola gli fosse venuto in mente in relazione ai vegetariani. Quasi la metà dei partecipanti si servì di termini con valenza negativa, come “arroganti”, “fastidiosi” o “presuntuosi”. In seguito fu chiesto loro di definire come, secondo il loro parere, i vegetariani giudicassero moralmente i mangiatori di carne. Coloro che avevano usato termini negativi si sentivano più degli altri giudicati negativamente dai vegetariani per la propria abitudine di mangiare carne. Nella seconda parte del loro esperimento, gli psicologi chiesero alle persone carnivore, secondo loro quale immagine i vegetariani avessero dei mangiatori di carne e quindi le associazioni suscitate in loro, mettendo in primo piano l’attacco alla propria integrità morale, e il risultato fu un quadro ancor più fosco.

 

Conflitti causati dal paradosso della carne

Anche psicologi vicini a Brock Bastian hanno investigato di recente perché i mangiatori di carne si sentano implicitamente attaccati (Personality and Social Psychology Bulletin, online). I ricercatori dell’Università di Queensland hanno analizzato le giustificazioni mentali grazie alle quali le persone risolvono il cosiddetto paradosso della carne: perché gli esseri umani amano la carne e allo stesso tempo provano sentimenti di affetto nei riguardi degli animali? Nella rappresentazione l’animale e la bistecca vengono fondamentalmente separati.  Bastian ci ha mostrato, che molte persone ritengono moralmente giustificabile cibarsi di animali perchè le facoltà intellettuali di quest’ultimi vengono stimate molto basse. In verità i maiali, ad esempio, sono animali estremamente intelligenti. I mangiatori di carne sono in grado di rimuovere completamente questo dato di fatto e continuare a sentirsi persone buone anche con la cotoletta panata nel piatto, a meno che un vegetariano non stia seduto accanto a lui, mangiando la sua verdura fritta.

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Sunny Sunshine

Sunny Sunshine

Mi presento brevemente. Sono la prova vivente che non è mai troppo tardi per cambiare le proprie abitudini alimentari di una vita e diventare veg(etari)ani anche a quasi sessantanni. Sono un cervello in fuga dall'Italia (un tempo ci chiamavano emigranti) e vivo da oltre vent'anni in Germania. Sono laureata in pedagogia sociale e lavoro da 35 anni in vari settori: insegnante, sociopedagogista, attrice e cantante, interprete e ora da sette anni lavoro come pedagogista teatrale con un metodo da me brevettato in molte istituzioni, prevalentemente scuole, ma anche carceri e centri diurni per malati di alzheimer. Gli ultimi 15 anni ho lavorato prevalentemente con immigrati e rifugiati da tutti gli angoli del mondo. Tutta la vita ho lottato per giustizia sociale, antirazzismo e solidarietà. In queste tre cose ci credo ancora e, grazie a questo blog, ci aggiungo pure antispecismo e rispetto per la natura. Ho due figli meravigliosi, che ho cresciuto da sola e una pelosa trovatella spagnola. Parlo e scrivo molte lingue, per questo mi troverete quasi sempre in funzione di traduttrice su questo blog. Un saluto da Daniela

38 thoughts on “Perché gli onnivori sono nemici dei vegetariani? Sebastian Herrmann (Traduzione di Sunny Sunshine)

  • 14 gennaio 2014 at 18:35
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    che articolo inutile! (sono vegana) l’articolo non dice davvero nulla!forse andava scritto meglio 😉

    RispondiRispondi
  • 14 gennaio 2014 at 19:23
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    Secondo me invece non è vero che l’articolo non dice nulla…dice che i vegetariani (io vegana) per quanto i carnivori li denigrino suscitano in loro qualcosa..nel loro profondo sanno di essere dalla parte del torto ma preferiscono deridere e offendere chi è migliore di loro …almeno in quanto ad etica e sensibilità.

    RispondiRispondi
  • 14 gennaio 2014 at 21:48
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    Non mi pare che l’articolo è scritto male, magari è da dire che non ci voleva uno studio scientifico per capire che si vien presi in malo modo perchè la coscienza ( dell’onnivoro ) è sporca 🙂
    Io sono quella che di solito sta zitta, ma la presenza basta e avanza come infatti viene citato sopra.
    Grazie, a me ha messo su un sorriso, sarà che l’ho sempre saputo il motivo senza essere una scienziata ;D

    Ps.: per rispondere a Simona, sono vegana anche io

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  • Sunny Sunshine
    14 gennaio 2014 at 22:21
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    Cara Simona, l’autore è un giornalista tedesco e io personalmente ho trovato l’articolo intereressante perché descrive studi compiuti per analizzare l’atteggiamento di molti onnivori che senza alcun motivo attaccano i vegetariani/vegani anche in assenza di discussioni sul cibo. Se la mia traduzione, che mi è costata parecchie ore di lavoro, non ti piace, chiedo venia, ma una critica dovrebbe comunque essere sempre costruttiva, se non addirittura argomentata. In questo senso, che commento inutile! 😉

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  • 15 gennaio 2014 at 16:04
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    Io invece ritengo lo studio molto interessante, e realistici i risultati ottenuti.
    Prima di diventare vegetariana – un percorso che non sempre per me è stato facile – ho sempre mangiato carne e pesce con un atteggiamento ambivalente: mi piacevano molto, ma sentivo che c’era qualcosa di sbagliato. Se ad un certo punto questo pensiero è diventato esplicito, per i primi tempi il pizzicore che avvertivo alla bocca dello stomaco lo “scaricavo” ironizzando su chi era già vegetariano (ma dentro di me pensavo: e se avessero ragione loro?).
    Detto ciò, non mi piace questa frase:
    “I mangiatori di carne sono in grado di rimuovere completamente questo dato di fatto e continuare a sentirsi persone buone anche con la cotoletta panata nel piatto”.
    E perché non dovrebbero sentirsi tali?
    Personalmente, non mi ritengo, né mi sono mai ritenuta, migliore di quelli che mangiano la carne: le scelte alimentari sono spesso dettate da abitudini radicate nel tempo, con tutte le scorciatoie mentali che ti portano a “desacralizzare” l’animale morto che hai nel piatto. Certo, oggi tutti possiamo informarci, e capire cosa abbia portato quell’animale lì (certo non ci è saltato da solo, e le sofferenze che lo hanno strappato al suo ambiente di vita dovrebbero essere ormai patrimonio culturale comune), ma se io decido – perché nella mia famiglia si è sempre fatto così, o perché ritengo che l’uomo sia l’unico animale che conti sulla faccia della terra (con un minimo di condiscendenza verso le bestioline pucciose) – di mangiare carne, credo che non potermi definire una persona cattiva. E forse anche per questo non sempre gli onnivori ci vogliono bene: se è vero che il vegetariano “muto” li fa sentire in colpa, è anche vero che ne conosco tanti che straparlano, e pretendono, anche con aggressività, di avere l’unica fetta di realtà in mano.

    Diana

    RispondiRispondi
  • 15 gennaio 2014 at 17:49
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    @Diana: condivido in pieno, mia quasi omonima!! 🙂

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  • 15 gennaio 2014 at 18:31
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    questo articolo è stato davvero utile e confortante per me, io sono ovo-vegetariana e sia io che mio marito stiamo prendendo la strada più del veganesimo che del vegetarianesimo,quando siamo al tavolo con persone onnivore c’è sempre il “siparietto comico” del tipo <> con tono allibito, incredulo e del tipo “questi due sono fuori di testa”.. quando appena dai 2 spiegazioni passano all’attaco con discorsi tipo: <> o <> o.. iniziano a prenderti per il culo trattandoti come un tarato, e per mezz’ora parlano di quando erano piccoli e di tutti i medoti che si usavano o si usan per uccidere i vari animali! e per 100 volte che stai zitto dopo un po uno si chiede: sono vegetariana/vegana, non faccio del male a nessuno, non rompo le scatole a nessuno…ma perchè devo essere giudicata in questa maniera!?!? tranne i pochi veri amici per il resto diventa troppo spesso una tortura cenare con altre persone! nè io nè mio marito ci sentiamo migliori, anzi, a volte veniamo davvero “ghettizzati” e denigrati.. sarò un ingenua ma adesso che so che non è un problema solo nostro, anzi, è più che altro un problema “degli onnivori” bè.. mi fanno quasi tenerezza!

    RispondiRispondi
  • 15 gennaio 2014 at 20:28
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    Il titolo giusto di questo articolo/post avrebbe dovuto essere : perché i “vegetariani” sono nemici degli “onnivori”???
    Non mi pare che siano gli onnivori a “rompere”, ma bensì il contrario.
    erie5

    RispondiRispondi
  • 15 gennaio 2014 at 21:14
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    Il tema trattato nell’articolo è solo un caso particolare di una regola più generale: chi si pone rispetto agli altri (con le parole e/o coi fatti) come moralmente migliore suscita inevitabilmente l’antipatia di molte persone. E’ la sindrome del boy scout , a sua volta caso particolare del perfezionismo. A molti/e sarà capitato di avere colleghi/e o vicini/e di casa perfettini/e, per antonomasia antipaticissimi/e, perché si pongono tacitamente come casi esemplari e talvolta dimostrano questa superiorità autopercepita, non mancando di verbalizzare le carenze altrui e di pretendere l’adeguamento ai propri standard. Il messaggio più o meno subliminale dato dal perfezionista è: “io sono OK, tu non sei OK”, decisamente antisociale

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  • 15 gennaio 2014 at 21:40
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    io sono onnivora
    ed ho molti amici
    onnivori
    vegetariani
    vegani
    fruttariani
    macrobiotici…..
    io sono allergica alle verdure
    e il movimento vegano nn mi interessa….
    sono esoterica e penso che una persona aperta di cuore debba accettare gli altri senza giudicarli….

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  • 15 gennaio 2014 at 22:36
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    Diana, mi permetto di commentare il tuo intervento. Se da un lato posso dirmi d’accordo sul fatto che chi mangia carne non è Hitler, dall’altro il tuo discorso mi sembra paradossale. Secondo te decidere consapevolmente (e lo ribadisco, consapevolmente) di UCCIDERE per nutrirsi, senza bisogno di farlo, solo per assecondare un capriccio o un’abitudine consolidata, non è un’azione moralmente condannabile e chi la compie non può essere definito cattivo? Allora spiegami cos’è moralmente condannabile! Perché a mio modo di vedere, uccidere sapendo di farlo è sbagliato.

    Se il figlio di genitori omofobi, abituato a nutrire sentimenti di odio verso gay e lesbiche, decidesse (t’oh!) di uccidere tutti i gay e tutte le lesbiche che incontra – “perché nella mia famiglia si è sempre fatto così, o perché ritengo che l’eterosessualità sia l’unico orientamento che conti sulla faccia della terra” – sarebbe giustificabile? Potrebbe definirsi dunque una brava persona?
    Secondo il tuo ragionamento sì. Oppure il discorso non vale se le vittime sono umane? Quindi gli animali valgono di meno?

    Io giustifico quegli onnivori che, per mentalità e per cultura, non si rendono conto della sofferenza che causano (ero una di loro). Ma considero moralmente condannabili tutti quelli che, pur avendo piena coscienza del bagno di sangue di cui sono i mandanti, scrollano le spalle e dicono “mbé?”.

    RispondiRispondi
  • 16 gennaio 2014 at 13:42
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    Erika così confermi che chi è vegetariano giudica gli altri.

    Onestamente non mi danno fastidio i vegetariani ne mi sento giudicato in alcun modo se mangiano li accanto. Però ho un cruccio che non mi riesco a togliere.. Ma a un vegeteriano, l’istinto di mangiare la carne ce l’ha ancora? Come fa a resistere al profumo di una bistecca? O_O

    Se posso la carne la piglio solo di qualità, al prezzo giusto da un buon macellaio e che provenga da un allevamento (qui intorno ce ne sono parecchi e gli animali sono trattati bene).

    Poi ovviamente cerco di evitare la carne da supermercato che viene da allevamenti intensivi (ma nessuno l’ha visto il video dove negli allevamenti di polli i pulcini vengono divisi tra maschi e femmine e i maschi che non possono fare uova vengono macinati (vivi) per fare mangime per gli altri polli?) e anche i pesci visto che si stanno estinguendo ( 10 anni di pesca come peschiamo adesso e i mari saranno vuoti).

    Personalmente fa molto più schifo qualcuno che mangia le uova piuttosto che qualcuno che mangia una buona bistecca. E non venitemi a fare gli ipocriti perchè qualunque prodotto che contenga uova per essere concorrente usa uova a basso costo e dietro a queste uova si nasconde molta più sofferenza che di una buona bistecca di mucca sempre vissuta felice in campagna (si ok me lo posso permettere perchè ho vari allevamenti qui vicino.. lusso). Non parlo solo dei pulcini tritati, ma dei polli che impazziscono a stare tutto il giorno in gabbie di pochi centimetri quadri, polli che uccidono i loro simili cercando di “salvarli” spingendoli attraverso le gabbie per farli scappare.

    RispondiRispondi
  • 17 gennaio 2014 at 15:35
    Permalink

    La coltura del cotone in Uzbekistan si avvale di lavoro forzato anche minorile; il fabbisogno irriguo è così spinto da causare il prosciugamento del Lago d’Aral, con la morte tra sofferenze atroci della fauna ittica, intollerante il poco ossigeno e quelle concentrazioni saline, l’estinzione di alcune specie e la moria dei predatori di quei pesci. Altra coltura irrigua di quei territori è la soia, che arricchisce il terreno di azoto, ma non di sostanza organica stabile, costringendo alla concimazione chimica, che uccide la già scarsa microfauna del suolo e all’uso massiccio di pesticidi portati alla deriva dai venti secchi della stagione del raccolto, tossici per chi li inala lavorando. Saputo questo, voglio sperare che i vegani di questo blog boicottino cotone e soia uzbeki e comprino soia solo da permacolture consociate e in rotazione ecosostenibile con altre colture, meglio se biologica, così è anche OGM free. Non so proprio come faranno, dato che si tratta di commodities per le quali non è obbligatoria l’indicazione in etichetta dell’origine… Quanta crudeltà si nasconde dietro una maglietta di cotone o una cotoletta di soia di provenienza incerta?

    RispondiRispondi
  • 18 gennaio 2014 at 11:51
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    Dario, se sono a tavola con un onnivoro non mi lancio in una crociata verbale per convertirlo né lo guardo come se volessi condannarlo all’inferno. Però non capisco come si possa tollerare moralmente l’atteggiamento di chi mangia carne pur sapendo la sofferenza che c’è dietro. La stragrande maggioranza delle persone è così plagiata dalla cultura “carnivora” che nemmeno si rende conto di cosa mette nel piatto. Queste persone non le biasimo, perché non hanno colpa. Sarebbe come biasimare un uomo del medioevo perché considerava la donna inferiore al sesso maschile o condannare i popoli antichi perché ricorrevano senza scrupoli di coscienza alla schiavitù, alla tortura o ad altre pratiche barbare: era la cultura dell’epoca a inculcare quegli usi e quella mentalità, con tutte le tragiche e (oggi) disdicevoli conseguenze. Ma a quei tempi era assolutamente normale schiavizzare, torturare e uccidere persone ritenute inferiori nella scala sociale, com’è normale ancora oggi mangiare la carne, anche se questo comporta schiavizzare, torturare e uccidere creature ritenute inferiori nella gerarchia degli esseri viventi. Sono convinta che un giorno non molto lontano gli uomini del futuro, guardandosi indietro, inorridiranno pensando ai barbari del passato che uccidevano gli animali infliggendo loro sofferenza gratuita e immotivata, come oggi rabbrividiamo pensando alla schiavitù. Fatto sta che non era colpa degli uomini antichi, come non è colpa degli uomini moderni.
    La mia condanna morale è rivolta solo a quelle persone che, PUR RENDENDOSI CONTO, se ne fregano. Perché in quel caso c’è la consapevolezza dell’eccidio (di eccidio si tratta), senza che la coscienza ne sia minimamente scossa. E una persona che non si sente turbata all’idea di comandare l’assassinio di tante creature viventi, per me, è una persona moralmente abietta. Sfido a dire il contrario.

    RispondiRispondi
  • 18 gennaio 2014 at 12:07
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    Rispondendo alla tua domanda, Dario, resistere a una fetta di carne per me (come credo per qualsiasi veg*) non è un sacrificio, anzi. Quello che vedo io non è una “bella bistecca”, ma un pezzo di cadavere in putrefazione, e mi suscita lo stesso languorino di vedere un gatto schiacciato dalle ruote di una macchina e lasciato a marcire per giorni sull’asfalto (scusando l’immagine raccapricciante). Trovo contro natura nutrirsi di carcasse quando si ha a disposizione una vasta scelta di cibo più sano e più appetibile (credo che neanche un onnivoro, davanti a un maiale scuoiato e sanguinante con le budella di fuori e gli intestini pieni, pensi “mmh, che buono”. Se non è tagliato, cotto, condito e speziato anche voi lo trovate disgustoso, suppongo).

    RispondiRispondi
  • 18 gennaio 2014 at 14:15
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    Per Erika: io penso che la questione onnivori, vegetariani/vegani sia solo un falso problema.
    Se dico questo è perché ritengo che gli usi e costumi dei popoli non siano “mode” che si possono accendere o spegnere nel giro di pochi giorni.
    La nostra attuale civiltà sta dimostrando la volontà di cambiare qualcosa in moltissimi comparti del vivere quotidiano.
    Il problema resta quello del tempo, sì, perché ci vuole tempo per arrivare a modificare determinate abitudini.
    Il fatto, poi, della consapevolezza sulla sofferenza che si nasconde dietro ad un’alimentazione onnivora, mi porta a credere che molto spesso questa cosiddetta sofferenza non venga affatto percepita come tale, ma come una normalissima abitudine dalla quale, forse in tempi futuri, dovremmo “gradualmente” dissociarsi.
    Ma si vuol vedere quali e quanti problemi nasceranno da queste nuove scelte di vita?
    Moltissimo altro da dire, ma chiudo qui.
    erie5

    RispondiRispondi
  • 18 gennaio 2014 at 16:11
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    @erie5: c’è anche una questione di vocazionalità dei terreni; nei Paesi troppo aridi o troppo freddi non è possibile produrre alimenti vegetali ricchi di proteine sufficienti per tutta la popolazione, a meno di non ricorrere a pratiche di forzatura antiecologiche (irrigazione, serre riscaldate). Gli Scandinavi, per esempio, si troverebbero costretti a importare soia e altri legumi (tutte colture dei climi temperati-caldi) per sostituire i locali prodotti della pesca che attualmente costituiscono la loro principale fonte proteica

    RispondiRispondi
  • 20 gennaio 2014 at 16:44
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    complimenti per la traduzione!
    articolo molto interessante.
    L’abbiamo ripubblicato (naturalmente indicando la fonte) sul blog dedicato alla vegefobia:
    http://it.vegephobia.info/

    RispondiRispondi
  • 21 gennaio 2014 at 20:38
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    Visto che mi parli di consapevolezza…
    La cosa sbagliata è il capitalismo Erika, se non ci fosse, gli animali non soffrirebbero e neanche le persone. Non assumere cibi di origine animale come carne (ma in primis uova e tutti i prodotti in cui possono essere contenute: inclusi alcuni tipi di pasta e dolci!, le mucche da latte vengono comunque macellate) è solo scontrarsi con una faccia della medaglia, ignorando volutamente il resto che non è che sia molto meglio.

    Ti voglio solo ricordare che qui in italia i cinghiali vengono uccisi per salvaguardare “gli orti dei contadini”. In altri paesi si fa di peggio solo per salvare le agricolture. La legge italiana classifica le Nutrie come animali altamente pericolosi (per le agricolture a causa dei fontanazzi quindi non è neanche per il fatto che le mangiano, semplicemente scavano buchi e per questo sono martoriate) e da la libertà a chiunque di ucciderle (sempre per salvaguardare l’agricoltura). Ma l’hai mai vista una nutria è teneressima!

    La nostra economia attuale impone di buttare ” a mare” tutte le produzioni agricole in “surplus” per evitare un crollo del loro prezzo a causa dell’eccessiva offerta, e questo viene fatto incuranti del fatto che la gente muore di fame o viene sfruttata, come animali per produrre sia cose inutili, che prodotti agricoli che poi importiamo dopo averne buttati via di quelli creati a casa nostra.

    Le multinazionali sfruttano il lavoro di bambini e persone nei paesi del terzo mondo. Gli umani non meno degli animali meritano il nostro rispetto. Quindi consumando solo prodotti vegetali di fatto non stai facendo nulla di significativo. Tutta questa energia potrebbe essere usata per migliorare “il tutto”. Anche perchè le agricolture intensive stanno lentamente prosciugando la terra fertile (desertificazione), stiamo perfino esaurendo i pesci del mare! Quindi mi pare d’uopo per lo meno farti riflettere su questi fatti sperando che in parte ne fossi già consapevole.

    Perfino le api muoiono perchè sono sfruttate e private del loro habitat naturale (le cause sconosciute, ma molti ritengono proprio a causa dell’eccessiva agricoltura).

    Serve una società sostenibile basata sui diritti di persone, animali e dell’ambiente.

    RispondiRispondi
  • 23 gennaio 2014 at 16:45
    Permalink

    Secondo me voi vegani siete una massa di deviati. Sostengo ciò non perché mi senta minacciato da voi né perché nutra dei sensi di colpa nel mangiare carne ma per la vostra viva pretesa di dare argomentazioni “scientifiche” tese a dimostrare la superiorità delle vostre abitudini alimentari rispetto a coloro che nell’articolo definite “mangiatori di carne”. Proprio questo particolare termine utilizzato nell’articolo dimostra come vi sentiate inadeguati nei confronti di un mondo che non capite, nei confronti di una questione etica che non abbraccia le vostre argomentazioni nonostante voi facciate di tutto, persino ricorrere alle tesi di qualche anonimo ed improbabile studioso, per farle prevalere. Forse è arrivato il momento di guardare dentro voi stessi, di capire che non è il “non mangiare carne” che vi renderà delle persone migliori, ma solo un’attenta ed approfondita analisi della vostra vita, dei vostri desideri, e, per estensione, anche delle vostre abitudini. Concludo sostenendo anche l’irrazionalità dell’immagine che accompagna l’articolo. Lì l’unica persona a disagio non sembra essere il “mangiatore di carne” ma proprio il vegano contraddicendo così proprio quella situazione di disagio interiore ostentata nell’articolo in forza della quale è il “mangiatore di carne” che dovrebbe vergognarsi, sebbene implicitamente, delle proprie scelte.

    RispondiRispondi
  • 23 gennaio 2014 at 20:23
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    sono onnivoro e sono curioso di sapere quali sono le motivazioni che spingono una persona a diventare vegetariana/vegana etc. se potete/volete scrivetemi le vostre. grazie

    RispondiRispondi
  • 24 gennaio 2014 at 07:55
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    W la ciccia!!!!!!

    RispondiRispondi
  • 24 gennaio 2014 at 11:58
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    “credo che non potermi definire una persona cattiva”…era più chiaro se scrivevo “credo di non…” 🙂

    Rispondendo ad Erika: Ti ringrazio innanzitutto per il commento, che trovo molto stimolante.
    Non vedo tuttavia il paradosso che tu dici proprio perché non è universale la convinzione che tutti gli esseri viventi – riferito alla categoria uomo vs animali – abbiano lo stesso diritto di vivere. Mi spiego meglio, scusandomi da subito per l’esclamazione un po’forte.
    Fino a tempi relativamente recenti, all’animale è stata dato un ruolo esclusivamente strumentale; vuoi per l’insegnamento cattolico che vedeva nella creazione dell’uomo un momento “speciale” , vuoi per un’interpretazione di comodo della teoria dell’evoluzione (l’animale più forte mangia il più debole: l’uomo la spunta con l’ingegno, quindi sticaxxi dell’amore per gli animali), abbiamo dovuto creare una categoria culturale “a parte” per gli animali che ritenevamo compagni di vita, sui quali abbiamo innalzato il tabù del non mangiarli: i cosiddetti animali da affezione. Dubito che anche il carnivoro più convinto mangerebbe una bistecca di cane: le cose cambiano, per esempio, in Asia, dove i cani fanno parte della dieta comune. L’alimentazione è natura, ma anche cultura: se millenni di storia mi hanno portato a credere che l’animale è uno strumento a mia disposizione, perché una scena di macellazione dovrebbe colpirmi poi tanto? Soffro, per caso, quando vedo della verdura bollita? Ti giro semmai il paradosso che tu, giustamente mi sollevi: perché, in uno scenario storico – culturale che non solo autorizza, ma spesso incoraggia, l’uso della carne, noi abbiamo scelto di non mangiarne?
    Perché portare avanti una scelta non sempre semplice, economica quasi mai, e decisamente controcorrente? Perché – e qui parlo per me – credo che ci siano alternative meno crudeli per nutrirsi. Ma sono io che decido che riservare quel trattamento agli animali sia crudele. proprio perché equiparo il mio essere in vita allo stesso diritto che ha un maiale di non soffrire le pene dell’inferno per darmi quello che posso trovare altrove. Io non mi stancherò mai di spiegare le mie ragioni a chi mangia carne, ma non giudico moralmente chi lo fa. E, scusami, non credo che si possa mettere sullo stesso piano chi emargina, per esempio, i gay, e gli onnivori: anzi, citandoti, chi “uccide” i gay perché non ne condivide i comportamenti. Qual è il nesso? E soprattutto: quando avrei detto una cosa del genere? Non ci si nutre degli animali perché non si condivide il loro modo di vivere, ma perché culturalmente sono considerati cibo da buona parte della popolazione: potremmo ritornare al punto precedente, cioè ridirci fino all’esaurimento che sono esseri viventi che meritano di essere sereni e felici, ma il punto è che non è un opinione generalizzata. Quindi no, posso non essere d’accordo con chi ha una considerazione degli animali diversa dalla mia, ma non ritengo che chi mangia carne sia una persona crudele: sono semplicemente persone che hanno valori diversi dai miei. Peraltro, chi biasima i gay per me è un cretino; chi li insulta, o torce loro anche solo un capello, è un criminale. Ai primi va tutta la mia pena, ai secondi il mio sdegno e, quando ce ne sono i margini, anche la mia reazione. Tuttavia mi chiedo: non scorgi una leggera differenza tra il “pensare qualcosa” ed il “fare qualcosa”? Oppure non è possibile neppure conservare le proprie opinioni, per quanto sciocche?

    RispondiRispondi
  • 24 gennaio 2014 at 12:10
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    @Dario: @Dario:

    La verità è molto più sfaccettata di quanto si pensi, ed il commento di Dario ce lo ricorda.
    E’vero, solo evitando di mangiare carne non si risolve tutto, ma si prova a fare qualcosa. Con le conoscenze di cui attualmente dispongo, per me è stato un punto di partenza, ma non credo di detenere la verità: non sarà stata la scelta perfetta, ma d’altra parte non far nulla non è meglio.

    RispondiRispondi
  • 30 gennaio 2014 at 17:39
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    @erie5: proprio cosi sono gli onnivori a rompere le scatole ivi compresi carnivori io sono vegana da ben 20 e ne ho sentite troppe presa in giro pure da mia madre pubblicamente a 1 mio concerto esibizione nel mio paese la cosa + assurda e vergognosa che abbia mai potuto fare

    RispondiRispondi
  • 30 gennaio 2014 at 20:20
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    Per esperienza personale solitamente gli onnivori non ce l’hanno affatto con i vegetariani .
    Ce l’hanno generalmente con i vegetariani che cercano di convertirli ed in particolare con i vegani che sembra abbiano il complesso del primo della classe per cui gli onnivori sono moralmente riprovevoli ed i vegetariani vanno meglio ma non sono santi e immacolati fino a che non si convertono al veganesimo. Forse, prima di mettersi a fare le vittime, i vegani intransigenti e settari dovrebbero chiedersi quanto riescano infallibilmente a rendersi odiosi di fronte a chi non appartiene alla loro religione.
    E lo dico da vegetariana di lungo corso.

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  • 23 aprile 2014 at 00:35
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    @chi si fa delle domande
    il vegano medio si informa, legge, studia, approfondisce. l’onnivoro che lo stuzzica e lo prende in giro si sente dare delle risposte sensate e basate su studi. su FATTI. l’onnivoro, che certe cose non le sa perché non ha mai sentito la necessità di informarsi perché si sente a suo agio nella normalità che conosce, crede che il fatto che il vegano ne sappia più di lui comporta che questo gli stia implicitamente dando dell’ignorante. esistono vegan estremisti che augurano la morte agli onnivori. come esistono onnivori che augurano augurano la morte ai vegani. i dementi ci sono ovunque, ma resta il fatto che (x quanto riguarda la mia esperienza di due anni di antispecismo) tendenzialmente l’onnivoro sente invasa la sua comfort zone e di conseguenza attacca.

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  • 28 giugno 2014 at 13:06
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    Premetto che non mangio carne ne’ latticini ma non amo definirmi vegetariano, semplicemente non mangio carne! Probabilmente è vero che alcuni onnivori sfottono i vegetariani e i vegani, ma è una conseguenza del modo di fare dei vegetariani e vegani, con la presunzione di essere “migliori”, migliori in che? come se la vita e la morale umana si limitasse a mangiare o non mangiare prodotti animali e poi leggo nei social network commenti di vegani tipo: ucciderei chi maltratta gli animali!!! farei fare a loro la stessa fine degli animali che maltrattano!!! ecc… si, è vero, non mangiano le loro carni, i loro prodotti, ma quanto odio nelle loro anime!!!

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  • 12 luglio 2014 at 00:16
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    Dal 2010 ci occupiamo a vari livelli di contrastare l’espensione del veganesimo, in primis sui social networks. Nessuno può criticare le scelte, per quanto bislacche. Tuttavia infastidisce l’aggressività e la disinformazione per fare proselitismo. Minacce ed insulti non sono certo le tecniche migliori, tuttavia sono palesi. La disinformazione invece serpeggia quotidianamente tra i media. E la presunta superiorità morale di certa gente è la ciliegina sulla torta. Non mangi carne? Per me va bene, ma non cagarmi il cazzo! VEGANO STAMMI LONTANO!

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  • 13 luglio 2014 at 16:21
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    AH AH AH!! RIDICOLI COME MAI!! Io non ho problemi: per me maiale e cane sono animali allo stesso modo, solo che in Italia mangiare il cane sia proibito, ma non in Corea del Sud…

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  • 13 luglio 2014 at 16:31
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    perchè le persone normali(perchè di normali si tratta, non di “onnivori” o “carnivori”) sfottono vegani e vegetariani? per le loro crociate. moltissimi veg sanno essere più fastidiosi dei testimoni di geova la domenica mattina, completamente ossessionati dalla loro “missione sacra” di convertire la gente normale al loro regime alimentare povero e inadeguato(e a tratti anche carissimo, visto che molti prodotti veg costano un accidenti)

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  • 13 luglio 2014 at 18:27
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    ciao a tutti mi chiamo Francesco, per farvi capire il mio punto di vista posso descrivermi dicendo che sono onnivoro, ho approfondito per motivi di salute i problemi dell’alimentazione (quindi non mangio passivamente quello che mi capita davanti) e nonostante questo ho scelto di non rinunciare alla carne. Partendo dalle conclusioni posso dire come già scritto nei commenti sopra che il problema è il capitalismo selvaggio delle ultime decine di anni, che spinge le industrie a “produrre” cibo in maniera incontrollata. Questo però vale sia per la carne, che per i vegetali, con conseguenze dannose per tutto l’ecosistema, pensiamo ai pesticidi, agli ogm e via discorrendo. oltre ai danni sociali causati dalle multinazionali che disboscano per coltivare intensivamente. Se considerassimo tutto nel suo insieme non dovremmo mangiare nulla.
    Secondo punto, (questa volta a favore dei vegetariani :-)), sempre grazie all’alimentazione “industriale” l’uomo ha cominciato a mangiare in maniera totalmente sballata, eccedendo in quantità di carne e accompagnandola con farinacei e prodotti industriali e rinunciando a frutta e verdura.Da qui le malattie dell’epoca moderna, e la mancanza di consapevolezza negli onnivori. Da ciò nasce però un fraintendimento, ovvero che “il carnivoro” (che brutta espressione, molto usata nell’articolo sopra che non condivido) è una persona che si nutre male e senza coscienza quando invece dovrebbe ugualmente nutrirsi di frutta, verdura e anche proteine animali (questo in termini nutritivi), e di certo TUTTO il suo cibo non dovrebbe provenire da sfruttamenti industriali come oggi avviene, sia per i vegani che per gli onnivori. Sbagliato è condannare gli onnivori per poi magari nutrirsi di soia (che è in prevalenza ogm nel mondo!) o altri cibi pieni di diserbanti ecc. Piccola critica ai vegetariani, spesso parlano solo di cibo e risultano fastidiosi magari perché la loro dieta e’ troppo povera, di contro gli onnivori subiscono le loro scelte con problemi di salute, di umore, di energia e così via

    Detto questo dobbiamo accorgerci che la nostra consapevolezza riguarda l’etica e la qualità del cibo in genere, che non può essere un prodotto industriale ma la base della nostra vita!

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  • 4 dicembre 2014 at 19:42
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    Perchè i non vegani sfottono i vegani?
    perchè solitamente i vegani nei confronti degli onnivori fanno ben di peggio: si mettono a tavola con aria di superiorità commentando quello che hanno nel piatto gli altri (“io non mangio cadaveri!”), cercano in tutti i modi di farti sentire una persona cattiva e crudele perchè “non te en importa nulla degli animali”( a loro solitamente non importa nulla delle persone ma vabbè, i cattivi sono gli altri), addirittura ti chiamano “serial killer”.
    Mi fermo qui perchè mi sento male, ho conosciuto vegani/vegetariani per anni e NESSUNO e’ mai uscito da questa visione!

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  • 23 marzo 2015 at 10:57
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    Per Tiziana :

    sì brava,fermati qui, anche a me fa male leggere certe cose : non sarà che questo fastidio per i commenti dei veg(etari)ani è proprio ciò di cui parla l’articolo? Se continuate a lamentarvi di quanto i veg siano rompiscatole,non fate altro che confermare quanto scritto sopra!

    Comunque da vegetariano,posso dire che anche voi a volte non scherzate come simpatia!

    Per Dario :

    “Erika così confermi che chi è vegetariano giudica gli altri.”

    Ma va’! Come se il contrario non succedesse mai! XD Guarda che non è questione di essere vegetariani o di essere “gli altri”,è nella natura umana giudicare il prossimo,lo si fa continuamente!
    Dopo siamo noi che facciamo le vittime,no?

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  • 28 marzo 2015 at 21:46
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    x Andrea: noto che un po’ di autocritica non si riesce a farla…pazienza.
    del resto, ti ricordo che siete voi vegani quelli che non fanno altro che offendere chi non è vegano chiamandolo serial killer, mangiatore di cadaveri e altro, e cercando in tutti i modi di convincerci che siamo cattivi crudeli ecc VERSUS voi che siete tutti buoni e santi e perfetti.
    solo voi siete capaci di sentimenti, solo voi siete buoni, solo voi, solo voi….
    io non giudico se uno è buono o cattivo da ciò che mette in bocca, nè cerco di imporre il mio menù agli altri.
    ma già dimenticavo: voi siete perfetti, siete dalla parte giusta e quindi voi potete.

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  • 29 marzo 2015 at 10:49
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    Tiziana : mi parli di autocritica e poi ti scaldi così tanto? Cos’è,la coda di paglia?? XD

    Io in fondo ho solamente detto che anche certe uscite da parte “vostra” sono tutt’altro che simpatiche e intelligenti,e non provare a dirmi che nascono in difesa delle nostre pressioni,perché io non ne ho mai fatte : se qualcuno mi rompe i cosiddetti,parte sempre di sua iniziativa.

    Quindi ben venga l’autocritica ma se parte da commenti costruttivi,cosa che il tuo non mi sembra : intanto mi hai preso per vegano quando ho detto chiaro e tondo di essere vegetariano,poi hai fatto di tutta l’erba un fascio accusando anche me di ritenermi perfetto,superiore,santo,ecc quando non ho scritto nulla che lo facesse trapelare,
    Insomma,stai facendo tutto tu!

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