A.A.A. offresi dog sitter: intervista a Nikita.

Sempre più spesso, a causa delle lunghe ore che trascorriamo in ufficio o in fabbrica, si sente parlare di cani affidati alle cure di un dog sitter. Durante la giornata il dog sitter porta il nostro cane in giro, lo fa giocare, mangiare, e quant’altro.

Essere dog sitter, è quindi, come essere baby sitter che si occupa dei bambini.

Si inizia questa attività per guadagnare qualche soldino, poi si scopre che può diventare un vero lavoro, infatti molti che hanno fatto questa esperienza si aprono un negozio, o una attività che offre altri servizi per i nostri amici animali. Sicuramente è il lavoro giusto per chi ama gli animali.

Grrrrrrrrrr!

Ho conosciuto Nikita, a casa di una mia amica. Mi è stata presentata come la baby sitter che accudisce il piccolo Harim, che è un terranova, di 5 anni, poi la mia amica si è corretta e ha  detto “dog sitter” specificandomi che essendo spesso in giro per lavoro tutto il giorno, Harim, si sarebbe sentito solo e non accudito.

Nikita è entrata nel giro, tappezzando la sua città, Roma, di volantini sui quali scriveva che, avendo parecchio tempo libero e pazienza, le avrebbe fatto piacere occuparsi dei cani con padroni super impegnati, lanciando il messaggio di non lasciarli mai soli, ed oggi è fiera di svolgere questo lavoro.

Le ho posto alcune domande, per capire meglio questa professione. Noto che il suo amore per gli animali è molto forte e bello, e ascoltare le sue giovani parole, piene di fiducia e buoni propositi, è per me una gioia immensa.


Cosa significa per te essere dogsitter?
–        Essere dogsitter significa poter fare un lavoro che è sia utile che piacevole da svolgere, in quanto amo stare a contatto con i cani e gli animali in genere, fare le passeggiate e correre insieme a loro. Lavorarci è il massimo per me, che da sempre ho questa passione, approfondita grazie al mio cagnetto Cami, un meticcio di cinque anni, che ho adottato e  cresco con tanto amore, e che è parte integrante della mia famiglia. È un lavoro adatto per chi ama profondamente gli animali, si deve assolutamente entrare in sintonia con il cane, capirlo, conoscere e rispettare le sue esigenze. Non solo portare il cane fuori a fare i bisognini, ma bisogna capire il suo carattere, dedicargli attenzioni, giocare con lui.
 

billo

Quando lavori porti con te anche il tuo cane?
–         Solitamente no, perché preferisco lavorare con un cane alla volta e offrirgli così più attenzioni, comunicare con lui. C’è però Billo, un meticcio mezzo pincher che guardo già da tre anni, con cui il mio Cami ha fatto amicizia e al parco corrono sempre insieme. Quando non riesco a portare Cami, ho notato che Billo è triste e un po’ nervosetto. E allora porto con me diversi giochi per distrarlo, come una palla o il boomerang, che lo divertono e allo stesso tempo fa movimento.
 

Come si comportano i cani quando non c’è il padrone?
–         Dipende dal carattere del cane, mi è capitato a volte che quando il padrone mi ha descritto l’indole del proprio cane, i primi giorni, avevo difficoltà a credere alle loro parole, quelli definiti tranquilli erano il contrario, quelli invece definiti terribili da gestire si comportavano magnificamente, quindi penso che come i bambini che a scuola hanno un carattere e a casa con i genitori un altro, anche per i cani sia la stessa cosa.

Parlaci di questa professione?
–         È un lavoro abbastanza organizzato, gli orari spesso sono fissi. Io non lavoro tramite agenzia, ma privatamente e con il “passaparola” quindi normalmente si procede con una prima conoscenza del cane da “guardare”, dopodiché a orari e giorni prestabiliti lo passo a prendere e lo porto a fare la sua passeggiatina della durata sempre precedentemente stabilita, mezz’ora, un’ora o due ore a seconda se c’è caldo o freddo, in base anche alla stagione. Poi quando rientriamo gli preparo la pappa.
 

È un lavoro come tanti, oppure è un lavoro che richiede maggiore impegno e amore?
–         Richiede ovviamente amore e passione, perché essere dog sitter non significa solamente portare il cane a spasso, ma anche giocarci, relazionarsi, a volte bisogna anche dargli nozioni base sull’addestramento, ad esempio fargli fare”SEDUTO!” o CUCCIA!” o “VIENI QUI!”. I cani spesso si divertono molto a fare esercizi di apprendimento. È sicuramente una bella esperienza. Un bravo dog sitter, dovrebbe studiare anche per conto proprio le varie razze dei cani, perché ogni cane è diverso da un altro, chi è più mansueto, chi più giocoso.

Per gentile concessione di Daria Di Coste

Ci vuole un attestato speciale per iniziare questo lavoro?
–         No, per essere una brava dog sitter non è indispensabile un attestato, o una partecipazione ad un corso di educazione cinofila, certo che se si ha esperienza nel campo è ovviamente preferibile. Così come il clown, per l’animazione delle feste dei bimbi, se non ha un diploma di clown ma è divertente, vuol dire che fa con passione il suo lavoro e ci riesce lodevolmente. Per cui, in questo lavoro, di base è necessario l’amore per i cani e la voglia di riuscire a instaurare un buon rapporto d’amicizia col cagnetto bisognoso di dog-sitting, proprio perché il momento della passeggiatina per un cane è una tra le faccende più importanti della giornata. Inoltre, è utile avere una grande responsabilità, e anche buone capacità di relazionarsi con i padroni, capire le esigenze dei cani, e saper eseguire i propri compiti.

Hai mai ospitato un cane, a casa tua per una prolungata assenza dei padroni?
–         No sinceramente, ho una casa piccola, e poi ormai a Roma ci sono diverse pensioni abbastanza organizzate e serie per cani, che i clienti quando vanno in vacanza preferiscono portarli lì. Se qualcuno me lo chiede, vado io a casa del cane, anche se è un po’ impegnativo, soprattutto se si tratta di un lungo periodo.

Quanto guadagna un dog sitter?
–         Dipende, di solito dieci euro l’ora, ma ripeto, a volte, stai con il cane più tempo e non guardi più l’ora, e stabilisci con il cliente il dovuto.

Nutri qualche altro interesse per il mondo degli animali?
–         Sono molto sensibile all’argomento animali, quindi sto molto attenta a non usare prodotti testati su animali e a non comprare capi di vestiario fatti con pelliccia o cuoio e simili.
 


Ringrazio Nikita per l’intervista, e traggo le mie conclusioni lanciando una proposta a tutti gli studenti, che amano gli animali e che cercano un lavoretto, di seguire i passi di questa giovane dog sitter, che ha trovato la fantasia di trasformare la sua passione, in una era colma di disoccupazione e bruttura interiore, in un bel futuro sicuramente redditizio e pulito rispetto ad altri che portano su una via sbagliata.


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antonella tomassini

antonella tomassini

sono vegan e son contenta

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