Scopri chi finanzia la vivisezione e chi no.

Come scegliere

Dal sito novivisezione.org

Chi finanzia la vivisezione

Le associazioni piu’ note che finanziano la vivisezione sono:

Ma anche associazioni più piccole molto probabilmente la finanziano, quindi, prima di fare una donazione, occorre richiedere una dichiarazione scritta che attesti che quell’associazione non finanzia, né in futuro finanzierà, studi su animali.

Chi finanzia ricerche senza animali, in Italia

Le associazioni italiane che, ad oggi, hanno dichiarato di finanziare solo ricerche senza animali sono le seguenti.
Queste associazioni NON hanno una posizione pubblica antivivisezionista, semplicemente non finanziano in prima persona ricerche su animali.
Le associzioni che desiderano essere aggiunte a questa lista “positiva” possono contattarci all’indirizzo info@novivisezione.org

Chi finanzia ricerche senza animali, e si oppone alla vivisezione, in Italia e in altri Paesi

Queste associazioni sono da preferire a quelle italiane sopra citate, perché quelle di cui sopra semplicemente non usano animali ma non hanno una posizione contraria alla vivisezione in generale, mentre quelle elencate qui sotto si oppongono pubblicamente alla sperimentazione su animali e sviluppano e divulgano metodi scientifici senza animali.

Tra queste, troviamo solo una associazione italiane, e altre straniere.

Le associazioni straniere che si occupano di ricerca senza usare animali sono decisamente di più, ed è molto semplice, con la carta di credito, sostenerle. Non cambia nulla il fatto che siano in altre nazione, perché i risultati delle ricerche ormai vengono diffusi in tutto il mondo. Come si compra un libro su Amazon.com, si può benissimo, allo stesso modo, fare una donazione a queste associazioni.

I-CARE Italia
info@.icare-italia.org
Il Centro Internazionale per le Alternative nella Ricerca e nella Didattica ha sede in India e progetti in varie nazioni.
Il nome ufficiale in inglese è “International Center for Alternatives in Research and Education” le cui iniziali formano la sigla I-CARE che, sempre in inglese, vuol dire “io ho cura”, “a me importa”… sottolineando la spinta etica di base contro la sperimentazione su animali. I-CARE è contro una scienza che “uccide e provoca sofferenza”.
I-CARE si occupa tra le altre cose di:
- promuovere la ricerca di metodologie scientifiche che non fanno uso di sperimentazione su animali ritenendola inaccettabile eticamente e scientificamente;
-   provvedere al sostegno finanziario della ricerca scientifica in campo biomedico ed in particolare al finanziamento di progetti di ricerca e di borse di studio destinate allo sviluppo di tecnologie innovative e al perfezionamento professionale dei ricercatori;> Per fare donazioni
The Cancer Project (USA)
info@cancerproject.org
Gli obiettivi di The Cancer Project (Progetto Cancro): primo, rendere prioritaria la prevenzione del cancro (visto che, oggi, l’80% delle forme tumorali è prevenibile); secondo, migliorare le possibilità di sopravvivenza quando il tumore è stato diagnosticato. In entrambi i casi, questo può essere ottenuto con una maggior conoscenza del ruolo dell’alimentazione nel prevenire questa malattia e nell’evitare di peggiorarla.
Il Progetto Cancro, promosso dall’associazione PCRM (Comitato di Medici per una Medicina Responsabile), molto impegnata e seria, fornisce materiale informativo su questo tema, e conduce ricerche cliniche per determinare l’impatto dell’alimentazione sulla formazione del cancro. Questo lavoro è utilissimo per salvare vite, questa è scienza, non certo gli esperimenti sui topi fatti ammalare artificialmente o manipolati geneticamente.
> Per fare donazioni
Dr Hadwen Trust (UK)
info@drhadwentrust.org
Il Dr Hadwen Trust è un fondo che finanzia la ricerca senza animali in varie aree: malattie cardiache, meningite, cancro, epilessia, malattie del fegato, etc. Nessuna delle ricerche finanziate usa animali o tessuti animali, e tutte contribuiscono alla ricerca sulle malattie umane, allo stesso tempo contribuendo a rimpiazzare l’uso di animali nella ricerca con tecniche scientifiche realmente efficaci.
> Per fare donazioni
The Humane Research Trust (UK)
info@humanereasearch.org.uk
The Humane Research Trust è un fondo per la ricerca medica sostenuto da donazioni private. E’ specializzato nello sviluppo di nuove tecnologie di laboratorio senza l’uso di animali, per essere di aiuto sia agli uomini che agli animali. Vengono finanziate ricerche in ospedali e università del Regno Unito, i cui risultati vengono poi diffusi nel resto del mondo.
> Per fare donazioni
The Lord Dowding Fund for Humane Research (UK)
L’obiettivo del Lord Dowding Fund è di sostenere e finanziare metodi scientifici migliori di quelli attuali per il test di prodotti e la cura delle malattie, senza utilizzare animali, e di diffondere metodi di ricerca senza l’uso di animali.

Chi aiuta i malati, ma non finanzia ricerche

Esistono poi altre associazioni che danno aiuto ai malati, ma non finanziano ricerche, e quindi non c’è pericolo che i fondi da loro raccolti vadano a sovvenzionare la vivisezione.
Queste associazioni NON hanno una posizione pubblica antivivisezionista, semplicemente non finanziano alcun tipo di ricerca.

Cosa può fare ciascuno di noi

È importante scegliere per le nostre eventuali donazioni una associazione che non finanzi la vivisezione, ma è anche importante far sapere alle “non prescelte” il motivo per cui non si vuole dar loro dei soldi, perche’ solo così potranno cambiare comportamento! Quindi occorre scrivere alle associazioni che finanziano studi su animali, invitandole a cambiare destinazione dei loro fondi.

L’altra cosa importante da fare è far conoscere questa situazione a quante più persone possibile, e invitare anche loro a non fare donazioni a chi finanzia la vivisezione. Potete utilizzare a questo scopo il pieghevole informativo realizzato da NoVivisezione.org, che si puo’ richiedere alla casa editrice non-profit AgireOra Edizioni: >> richiedi il pieghevole della campagna!

È anche utile scrivere alle associazioni di cui non è chiara la posizione in merito per chiedere loro di aderire a una politica di non uso di animali: invitatele a scriverci per essere aggiunte alla “lista positiva”!

Infine, occorre scrivere per protestare, ogni volta che si può, agli sponsor delle manifestazioni e iniziative che raccolgono fondi per la ricerca medica destinati a una delle grosse associazioni sopra elencate che finanziano la vivisezione, e fare lo stesso con le redazioni di giornali, radio, TV, che parlano di queste iniziative o di “grandi scoperte” fatte sugli animali.

È necessario far sentire il dissenso, per far cambiare le cose, perchè i ricavi di queste associazioni si basano su quanto donato dal pubblico… e quindi l’opinione pubblica può influire, eccome!

Fonte

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LadyCat

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Amministratrice di VegAmami!                                                                                                                                                                             "(Veg)Amami, io amerò te. L'amore che dai torna indietro." Silvia

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14 pensieri su “Scopri chi finanzia la vivisezione e chi no.

  1. Rosetta Falzarano

    Ho sempre avuto una strana sensazione, una sensazione di tristezza, e qualcosa ke mi bloccava nel fare una donazione ogni volta ke sentivo parlare d telethon o 30 ore per la vita….. Adesso ho chiaro cs fosse……. Sn contenta d aver dato retta al mio istinto, ma sn molto dispiaciuta nel sapere ke tutte le donazioni ricevute siano state e sn la condanna d molte povere creature. Il rammarico mi invade nell’ avere costantemente conferma ke le alte capacità d cui l’ uomo è patrone nn vengano fruttate nel benessere d TUTTI gli esseri viventi, ma sl dell’ uomo stesso. Mi auguro d vero cuore, ma soprattutto lo auguro a quelle meravigliose e speciali creature vittime della CRUDELTA’ UMANA, ke il senno ritorni nella coscienza d ki compie tali atrocità, xké x me e x quelli cm me ke amano quegl’ angeli, è davvero struggente sapere e avvertire la sofferenza data dagli orrori ke devono subire x mano d ki dovrebbe proteggere i più deboli……

    RispondiRispondi
  2. francesca graffigna

    posso chiedere perchè nessuno interviene durante queste richieste di donazione per spiegare alle persone come vengono impiegati i soldi che donano, se non in televisione perchè non fa odience una richiesta simile, anche sui giornali o in altre trasmissioni talk tipo quello di barbara d’urso ,così che la gente conosca anche il retro della medaglia donazione. e non che si faccia passare solo l’aspetto umanitario di queste associazioni………….

    RispondiRispondi
  3. LadyCatLadyCat Autore articolo

    @Lucia D’Alfonso: Risposta:
    AIL non ha mai voluto fornire una risposta scritta. Questo non dà la certezza che sostenga ricerche vivisettrici, ma fa comunque nascere forti dubbi in merito… Insomma, per dirla semplice: se non hai nulla da nascondere non ti costa nulla rispondere garbatamente “no, non vivisezioniamo animali”.
    Quindi, invitiamo a scrivere loro chiedendo che non finanzino alcun esperimento su animali e dichiarino per iscritto la loro decisione. Fino ad allora, io personalmente li inserisco “mentalmente” nella lista nera.

    AIL Associazione Italiana contro le Leucemie-linfomi Onlus
    Sede Nazionale – Via Ravenna, 34 00161 Roma
    Fax. 06/4404038
    ail@ail.it

    RispondiRispondi
  4. belinda

    mai donato nulla a nessuna ricerca, non sapendo se facevano vivisezione o no…. a Telethon assolutamente mai, perche sapevo che finanziava la ricerca con vivisezione…. Per il Cancro …sono dell’idea…che bisogna investire nella prevenzione, in special modo quelöla dell’alimentazione che ci propinano le multinazionali con le loro leggi su cosa e come dobbiamo mangiare, la lotta contro l’inquinamento ambientale ed atmosferico, perche sono queste le prime cause per cui ci ammaliamo…. il resto sono chiacchiere

    RispondiRispondi
  5. LadyCatLadyCat Autore articolo

    @Radffaele Piccoli: Non comprendo per quale motivo dovrebbe essere una calunnia, dato che nel link riportato c’è scritto esattamente che fanno ricerca su animali.

    Cito:

    “AIRC nello stesso tempo ribadisce che oggi solo una minima parte dei progetti di ricerca finanziati richiede la sperimentazione animale, come conseguenza dello sviluppo di tecniche più raffinate, orientate allo studio delle cellule, del DNA e dei singoli geni che lo compongono.”
    (Cosa significa, poi, minima? E, non meno importante: può uno scempio non esser considerato tale se commissionato su “pochi” esseri viventi?!)

    RispondiRispondi
  6. Radffaele Piccoli

    Ma si stava parlando di vivisezione.
    D:”La vivisezione è una pratica inumana e crudele”

    R:Verissimo. La vivisezione non è più praticata da decenni in nessun laboratorio scientifico degno di questo nome. La sperimentazione animale fatta con le garanzie ed i limiti che sopra sono stati descritti è tutt’altra cosa.

    RispondiRispondi
  7. LadyCatLadyCat Autore articolo

    @Radffaele Piccoli: Ognuno è libero di credere alle favole che vuole…io a queste non ci credo più da un bel pezzo. E se leggerà la regolamentazione attualmente in vigore se ne renderà conto.

    RispondiRispondi
  8. Cittadino attento

    Dal sito UILM: http://www.uildm.org/scienza-e-medicina/
    “Un’ampia parte di questo spazio, infine, è dedicata alla ricerca Telethon, in ambito di malattie neuromuscolari, con un settore specifico riguardante i progetti approvati all’interno del Bando Telethon-UILDM sulla ricerca clinica.
    Com’è noto, a volere Telethon in Italia è stata proprio la UILDM, nel 1990 e nelle prime edizioni la raccolta fondi della maratona televisiva è stata dedicata alle sole distrofie muscolari. A partire dal 1992, poi, i bandi di ricerca sono stati aperti anche a tutte le altre malattie genetiche.
    Oggi la UILDM – che HA FORMALMENTE DELEGATO a Telethon il compito di sostenere nel nostro Paese la ricerca sulle distrofie e le altre malattie neuromuscolari – continua ad essere uno dei principali partner dell’evento e l’attuale presidente nazionale dell’Associazione, Alberto Fontana, fa parte del Consiglio di Amministrazione di Telethon dal luglio del 2009.”
    Come mai

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  9. Verla

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  10. Pingback: Vivisezione: il fine giustifica i mezzi? | Libellula e vita

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