Curiosità sui piccioni.

Una traduzione in esclusiva per Amami! direttamente dal sito Pigeon Control Resource Centre.

  • Quanto sono antichi i piccioni? Dal 3000 a.C. i piccioni convivono con gli esseri umani, come documentano reperti figurativi rinvenuti dagli archeologi in Mesopotamia. Furono i Sumeri i primi ad addomesticare ed a creare attraverso gli incroci piccioni candidi, le colombe. Per le popolazioni antiche questa colorazione dovette sembrare quasi miracolosa ed è questo il motivo per cui le colombe sono state considerate sacre e adorate da molte culture come simbolo di divinità. Nel corso della storia le colombe hanno assunto i ruoli più svariati, simbolo degli dei, vittime sacrificali, messaggeri, animali domestici, cibo e perfino eroi di guerra!
  • Riferimenti biblici. La prima menzione della colomba come simbolo di pace nell’Antico Testamento si riferisce alla storia del diluvio e dell’arca di Noè. In seguito la colomba viene menzionata durante il Battesimo di Cristo come personificazione dello Spirito Santo, immagine grandemente usata nell’iconografia sacra. Queste immagini hanno influenzato la ricezione di questo animale fino ai giorni nostri, passando dalla colomba come simbolo della divinità fino alla demonizzazione attuale.
  • Guano di piccione: maledizione o benedizione? Sebbene nel XXI secolo il guano di piccione sia considerato dai proprietari d’immobili una vera e propria maledizione, durante i secoli XVI, XVII e XVIII veniva apprezzato come impagabile risorsa. Come fertilizzante era considerato molto più efficace e valutato del letame. Il suo valore era talmente elevato da giustificare il fatto che venissero poste sentinelle a guardia delle piccionaie per prevenirne il furto. Inoltre in Inghilterra il guano era considerato l’unica fonte di salnitro, necessario alla preparazione di polvere da sparo. In Iran, dove il consumo di carne di piccione era proibito, il guano veniva usato per fertilizzare i campi di melone, in Italia e in Francia i vigneti.
  • Il piccione, eroe di guerra. Durante le due guerre mondiali l’impiego dei piccioni per trasportare messaggi ha salvato numerose vite umane. Ad esempio, quando venivano colpiti navi o sommergibili, i piccioni venivano inviati con le coordinate del punto di affondamento così da poter inviare i soccorsi. Spesso i piccioni hanno dovuto attraversare le linee di fuoco nemico per consegnare i loro messaggi e hanno avuto un ruolo fondamentale anche nel controspionaggio.
  • Il piccione come messaggero.  Già dall’antichità è conosciuto il ruolo del piccione come latore di messaggi. Il più vasto sistema di comunicazione a impiegare piccioni risale al V secolo a.C. in Siria e Persia. Anche in epoca romana furono impiegati piccioni, ad esempio per comunicare i risultati dei giochi olimpici. Quest’uso dei piccioni per comunicare risultati sportivi fu mantenuto in Inghilterra fino all’avvento del telegrafo. L’ultimo utilizzo dei piccioni nel servizio postale è stato nel 2004 in India, quando gli ultimi uccelli sono stati “pensionati” ed è stata assicurata loro una vecchiaia tranquilla senza lavoro.
  • L’importanza religiosa dei piccioni.  Molti gruppi religiosi come gli indù, i musulmani e i sikh nutrono i piccioni per motivi rituali. Alcuni appartenenti alla religione sikh lo fanno in ricordo del guru guerriero Gobind Singh, che era un amante dichiarato dei piccioni. Alcuni sikh nutrono i piccioni, pensando così di non dover temere la fame durante le loro reincarnazioni. Altri gruppi religiosi induisti pensano che l’anima staccandosi dal corpo assuma la forma di un piccione.
  • Piccioni eroi di guerra.  Durante la prima guerra mondiale un piccione di nome Cher Ami fu insignito della croce di guerra francese per aver portato un messaggio attraversando il fuoco nemico, nonostante fosse stato ferito gravemente al petto e alla zampa. Un altro eroico piccione, G.I. Joe, ha guadagnato la medaglia “Dickin” al valore, salvando la vita di migliaia di soldati. Ha trasportato un dispaccio per fermare il bombardamento di una postazione da parte del fuoco amico, dopo che le apparecchiature radio erano state messe fuori uso.
  • Piccione o colombo? La varietà di piccione che osserviamo nelle nostre città discende dal colombo delle rocce,“columba livia”, una specie che nidifica tradizionalmente sulle costiere a picco. La parola piccione deriva dal latino “pipio”, che significa pulcino e da qui attraverso il francese pijon si è giunti alla parola inglese pidgeon (it. piccione), che è diventata la denominazione corrente per questo uccello. Nel 2004 gli ornitologi di lingua anglosassone l’hanno ufficialmente rinominato “rock dove”, colombo delle rocce.
  • Piccioni a Wall Street.  Una delle famiglie più ricche e influenti al mondo, i Rotschild, devono in parte la loro fortuna ai piccioni. Ai primi dell’800 i Rotschild crearono una rete di comunicazioni grazie ai piccioni, che impiegavano per scambiare velocemente informazioni con le loro filiali attraverso l’Europa. La velocità e la sicurezza di questo sistema permisero loro di essere più efficienti dei loro concorrenti, contribuendo ad ammassare la fortuna economica di cui ancora oggi sono detentori.
  • Come si orientano i piccioni?  Esistono molte teorie per descrivere l’abilità dei piccioni di tornare al loro luogo d’origine. Questa capacità è comune a tutti i piccioni, non è una prerogativa della specie di piccioni definiti “viaggiatori”. Uno studio decennale condotto dall’università di Oxford afferma che i piccioni usano delle “autostrade celesti” e sarebbero anche in grado di cambiare direzione in determinati punti d’intersezione. Altre teorie fanno riferimento alla capacità di utilizzare i campi magnetici terresti, di visualizzare paesaggi, la posizione del sole e perfino gli infrasuoni (onde sismiche a bassa frequenza). Questa capacità unica rende comunque i piccioni uccelli speciali.
  • Persone famose amanti dei piccioni.  L’umile piccione ha un numero considerevole di fans tra personalità di spicco in vari settori. Fra le più importanti sono da citare la Regina Elisabetta d’Inghilterra, Elvis Presley,  Mike Tyson e lo stilista italiano Maurizio Gucci.
  • Piccioni salvavita.  Oltre all’impiego per la trasmissione di notizie i piccioni possono essere addestrati al salvataggio di persone disperse in mare, con una buona quota di successi. Il progetto Sea Hunt si è occupato dell’addestramento di piccioni per riconoscere i giubbotti salvagente di colore rosso o giallo indossati dai naufraghi d’incidenti marittimi. I piccioni si sono rivelati essere più veloci degli umani negli avvistamenti. Questi uccelli, infatti, non solo distinguono i colori esattamente come gli uomini, ma hanno anche una marcia in più, riuscendo a vedere anche i colori ultravioletti dello spettro.
  • Perché non s’incontrano mai pulcini di piccione?  La maggior parte degli uccelli abbandona il nido in un’età compresa tra i dieci giorni e le tre settimane di vita. Questo non vale per i piccioni, che restano nel nido fino a due mesi dalla loro nascita. Questo li protegge dagli attacchi dei predatori, specialmente dal falco pellegrino, il volatile più veloce del pianeta e loro nemico naturale.
  • I piccioni sono intelligenti?  I piccioni hanno un’intelligenza superiore a quella di molti animali e sono ritenuti in grado di eseguire alcuni compiti considerati prerogativa esclusiva dell’uomo e di altri primati. Ad esempio i piccioni, unici animali insieme a sei specie di mammiferi, hanno la capacità di riconoscere la loro immagine nello specchio. Inoltre hanno dimostrato di saper distinguere le 26 lettere dell’alfabeto inglese e di poter essere addestrati a riconoscere ritratti fotografici di differenti persone.

Fonte: pigeoncontrolresourcecentre.org

Traduzione e adattamento di Sunny Sunshine

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Sunny Sunshine

Sunny Sunshine

Mi presento brevemente. Sono la prova vivente che non è mai troppo tardi per cambiare le proprie abitudini alimentari di una vita e diventare veg(etari)ani anche a quasi sessantanni. Sono un cervello in fuga dall'Italia (un tempo ci chiamavano emigranti) e vivo da oltre vent'anni in Germania. Sono laureata in pedagogia sociale e lavoro da 35 anni in vari settori: insegnante, sociopedagogista, attrice e cantante, interprete e ora da sette anni lavoro come pedagogista teatrale con un metodo da me brevettato in molte istituzioni, prevalentemente scuole, ma anche carceri e centri diurni per malati di alzheimer. Gli ultimi 15 anni ho lavorato prevalentemente con immigrati e rifugiati da tutti gli angoli del mondo. Tutta la vita ho lottato per giustizia sociale, antirazzismo e solidarietà. In queste tre cose ci credo ancora e, grazie a questo blog, ci aggiungo pure antispecismo e rispetto per la natura. Ho due figli meravigliosi, che ho cresciuto da sola e una pelosa trovatella spagnola. Parlo e scrivo molte lingue, per questo mi troverete quasi sempre in funzione di traduttrice su questo blog. Un saluto da Daniela

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