Prevenire è meglio che curare: l’importanza della sterilizzazione negli animali da compagnia

La sterilizzazione degli animali da compagnia come importante mezzo per combattere il randagismo, per prevenire l’insorgenza di neoplasie dell’apparato riproduttore e mammarie, per risolvere problemi gestionali/comportamentali.

Nella pratica ambulatoriale capita spesso di imbattersi in proprietari che si mostrano contrari al suggerimento, da parte del veterinario, di sterilizzare i propri pets.
Alcuni giustificano la propria obiezione con la paura dell’anestesia e dell’intervento, altri invece si dicono dispiaciuti per l’animale quasi gli stessero facendo un torto; dietro queste motivazioni spesso si cela, invece, la non volontà/impossibilità di affrontare una spesa veterinaria da alcuni considerata onerosa.
Questi proprietari ignorano, però, che la sterilizzazione (tanto dei maschi, quanto delle femmine) è un importante mezzo per eliminare piaghe come il randagismo (diffusissimo soprattutto al sud) e per scongiurare l’insorgenza di tumori e altre patologie dell’apparato riproduttore, nonchè per risolvere problemi gestionali/comportamentali (aggressività, fughe nei periodi dei calori, gravidanze non desiderate, marcamento dei territori da parte dei maschi, contagio con virus di FIV e FeLV nei gatti).

Sterilizzazione nel maschio
La sterilizzazione del maschio prende il nome di orchiectomia, ma è più comunemente conosciuta con il termine di castrazione.
Nei vari pets assume indicazioni diverse:

  • cane: previene, innanzitutto, la possibilità che l’animale sviluppi tumori testicolari (sertolioma, seminoma, interstizioma o tumore delle cellule del Leydig), ma è anche un mezzo per attenuare l’aggressività di alcuni soggetti (l’aggressività è, infatti, legata alla produzione di testosterone da parte del testicolo); previene, inoltre, le possibilità di fuga e le lotte tra maschi per l’accoppiamento e comportamenti inappropriati come il cercare di accoppiarsi con oggetti inanimati (cuscini, peluches, gamba del proprietario) o il marcare il territorio
  • gatto: i tumori testicolari nel gatto sono piuttosto rari; la castrazione, in questa specie, è indicata soprattutto per ridurre l’odore dell’urina (più intenso nei maschi interi), per evitare che l’animale “segni” il territorio, per evitare le fughe nel periodo dei calori e le lotte con gli altri maschi (che sono, tra l’altro, causa di trasmissione di malattie virali come FIV e FeLV)
  • coniglio: le indicazioni sono pressochè sovrapponibili a quelle del cane (prevenzione di neoplasie, controllo dell’aggressività, marcatura del territorio, comportamenti inappropriati)
  • furetto: in questa specie la castrazione è indicata per lo più per attenuare il forte odore “selvatico” dei maschi interi e per la prevenzione oncologica; presenta però controindicazioni quali lo sviluppo di patologie endocrine a carico delle ghiandole surrenali

In alternativa all’orchiectomia, anche se è una procedura che non viene mai proposta al proprietario perchè non offre vantaggi rispetto all’asportazione dei testicoli (non previene, ad esempio, i tumori), può essere praticata la deferendectomia più conosciuta come vasectomia); questa consiste nell’interrompere chirurgicamente il vaso deferente sospendendo la fertilità del maschio senza alterarne il comportamento tipico poichè è mantenuta la produzione di ormoni maschili androgeni ed i comportamenti da essi influenzati.

Sterilizzazione nella femmina
La sterilizzazione nella femmina può limitarsi alla sola asportazione delle ovaie (ovariectomia) o all’asportazione di ovaie ed utero (ovarioisterectomia); la sola asportazione delle ovaie è sufficiente a rendere sterile l’animale e a prevenire l’insorgenza di tumori (poichè questi risultano ormono-indotti), quindi un intervento più invasivo come l’ovarioisterectomia non solo non è necessario (a meno che non siano presenti patologie uterine come endometriti e piometra), ma sembra, anzi, essere responsabile di “patologie del moncone” uterino (formazione di granulomi, aderenze con vescica ed ureteri).
Le indicazioni nei vari pets sono:

  • cane: prevenzione di patologie uterine (piometra, iperplasia cistica dell’endometrio, tumori), ovariche (abbastanza rare, a dir la verità) e mammarie (tumori, per lo più benigni, a differenza del gatto), prevenzione delle pseudogravidanze (le cosiddette false gravidanze o gravidanze isteriche), risoluzione di problemi gestionali (fughe nel periodo dei calori, gravidanze indesiderate).
    NB: l’efficacia della sterilizzazione come mezzo di prevenzione dei tumori mammari (sia benigni che maligni) è correlata all’età alla quale è effettuata: l’optimum sarebbe prima del primo calore o, comunque, entro il secondo 
  • gatto: è limitata alla prevenzione delle forme tumorali mammarie (maligne nell’85% dei casi), ovariche (ancora più rare che nel cane) ed uterine, nonchè alla risoluzione dei problemi gestionali (gatta che scappa nel periodo del calore, miagolii insistenti)
  • coniglio: la sterilizzazione è indicata per evitare neoplasie ovariche, uterine e mammarie, patologie uterine come la piometra, pseudogravidanze, problemi gestionali come l’aggressività e la marcatura del territorio, calori continui (una volta al mese circa)
  • furetto: nella femmina di furetto, se non è destinata alla riproduzione, la sterilizzazione si rende indispensabile per prevenire patologie come l’aplasia midollare causata dall’azione negativa sul midollo osseo da parte degli estrogeni ovarici; ne consegue la mancata produzione di globuli rossi e l’anemia mortale

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LadyCat

LadyCat

Amministratrice di VegAmami! Vegetariana dal 2002, volontaria in canili e CRAS per tanti anni, mamma, moglie, maestra, innamorata degli animali selvatici e della vita di campagna.

3 commenti su “Prevenire è meglio che curare: l’importanza della sterilizzazione negli animali da compagnia

  • 19 giugno 2012 alle 02:44
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    se ami gli animali non li fai mutilare. sono decisamente contro queste tecniche barbare e non mi aspettavo di trovarle in un sito a favore degli animali. che orrore!

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  • 14 ottobre 2012 alle 21:24
    Permalink

    Cara Laura99, ti vorrei ricordare che la sterilizzazione è il metodo più efficace per combattere il randagismo e per evitare che molti animali ed i propri cuccioli siano abbandonati; è, inoltre, un validissimo metodo per evitare molte patologie (tra le quali molti tumori) che nascono sotto stimolazione degli ormoni sessuali.
    Tutto questo è ben spiegato nell’articolo: sei sicura di averlo letto e compreso?
    Credo che il tuo commento nasca da una profonda ignoranza…

    RispondiRispondi
  • 14 ottobre 2012 alle 21:33
    Permalink

    Ottimo articolo, è bene ricordare l’importanza della sterilizzazione nei pet non da riproduzione.

    RispondiRispondi

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