[NO alle pellicce] Mail di protesta al TG5.

Il tg5 domenica 24 ottobre alle ore 20 ha mandato in onda un servizio pubblicitario sull’industria delle pellicce (vedi video al 28’50”).

PROTESTIAMO: non è ammissibile che nel 2010, con tutti i materiali che si possono utilizzare per scaldarsi nel periodo invernale, si allevino e si ammazzino animali per la semplice vanità di donne senza coscienza!

MAIL TIPO (PERSONALIZZABILE!) a [email protected]:

Spettabile redazione del TG5,

scrivo per comunicare il mio disappunto nei confronti del Vostro servizio sull’industria delle pellicce, definite “alla moda”.

Il business delle pellicce comporta ogni anno l’uccisione di oltre 15 milioni di mammiferi selvaggi e 29 milioni di animali d’allevamento.

La maggior parte degli animali selvatici è catturata con l’uso delle tagliole. Quando la tagliola scatta violentemente sull’arto, l’animale non ha più scampo: in alcuni casi, in preda al terrore ed alla sofferenza lancinante, si strappa l’arto a morsi, e va verso morte certa per dissanguamento e per incapacità a rifornirsi di cibo; in altri casi, rimane intrappolato, patendo una lunga agonia che può solo essere abbreviata dall’arrivo dei cacciatori. Per le volpi la tecnica maggiormente praticata è l’elettrocuzione: tramite due elettrodi metallici viene inflitta all’animale una scossa elettrica di circa 200 volt: una morte che molto spesso arriva fra atroci sofferenze. Le pellicce di foca, richiedono le pelli candide dei cuccioli ed è per questo che ogni anno ne vengono uccisi 400.000. Le piccole foche vengono bastonate e scuoiate vive, di fronte agli occhi delle madri che spesso cercano di proteggere la prole facendo loro scudo con il proprio corpo. Gli animali d’allevamento invece vengono rinchiusi nelle gabbie; molti animali si spezzano i denti contro le sbarre, altri si automutilano o si suicidano a furia di violente testate contro le pareti della loro prigione; numerosi i casi di cannibalismo o i casi di soggetti che, impazziti, ripetono ininterrottamente lo stesso inutile movimento.

In Paesi quali la Cina e la Thailandia i cani – pastori tedeschi, chow-chow, ma anche semplici meticci – vengono sgozzati anche per strada, fatti morire per dissanguamento o colpiti a morte con dei randelli, mentre i gatti vengono spesso impiccati con cappi metallici. Tutto questo per soddisfare la vanità. Ogni anno 2 milioni di cani e gatti detenuti in condizioni spaventose sono privati di ogni elementare diritto: alcuni di essi sono randagi, altri invece vengono appositamente allevati per rubare loro il manto. Per confezionare una sola pelliccia occorrono solitamente dai 10 ai 12 cani, mentre per quella di gatto possono essere necessari fino a 24 animali. Lo scuoiamento, in ogni caso, prevede la rimozione della pelliccia dall’animale mentre questi è ancora in vita.

Come può esser bello indossare la pelle di un animale morto? Animali allevati ed uccisi crudelmente, con l’unica colpa di avere una bella pelliccia.

Al giorno d’oggi esistono tanti altri tessuti altrettanto caldi e adeguati a proteggerci dalle temperature invernali. Ricorrere ancora alle pellicce di altri animali significa retrocedere nello sviluppo umano e ignorare quelli che sono i fondamenti del rispetto animale.

Mi auguro di poter leggere la Vostra risposta sull’argomento e mi aspetto dal Vostro telegiornale una reale informazione, che diffonda questi dati e si rifiuti di pubblicizzare nuovamente il prodotto confezionato derivante da tale scempio.

Grazie,

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LadyCat

LadyCat

Amministratrice di VegAmami! Vegetariana dal 2002, volontaria in canili e CRAS per tanti anni, mamma, moglie, maestra, innamorata degli animali selvatici e della vita di campagna.

8 commenti su “[NO alle pellicce] Mail di protesta al TG5.

  • 25 ottobre 2010 alle 20:49
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    no comment…..

    RispondiRispondi
  • 25 ottobre 2010 alle 22:08
    Permalink

    👿
    Silvia ti rubo tutto anche l’immagine così riporto doppiamente la fonte e si sveltisce tutto, sempre x far girare di+, e la posto in Tribe, nel forum.. se ci sono problemi non hai che da dirlo… buon lavoro.. e spero a presto… <3
    certo che se ci fosse + coscienza.. ❓ 🙄 il problema è che x denaro, passerebbero anche sui cadaveri delle loro madri…:cry:

    RispondiRispondi
  • 25 ottobre 2010 alle 22:10
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    mando subito anche io questa mail!!!
    non è possibile che ancora esistono queste cose!!!! ma in che mondo viviamo??????

    RispondiRispondi
  • 26 ottobre 2010 alle 13:41
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    è una vergogna che ancora non vi rendiate conto di che cosa c’è dietro le pellicce !!!……SONO ANIMALI SCUOIATI VIVIIII…….MA QUANTI ANIMALI INNOCENTI DEVONO ANCORA MORIRE E SOFFRIRE PER LE VOSTRE SFILATE E LA VOSTRA MODA DI SANGUE !!!
    IO MI VERGOGNO DEL M,ADE IN ITALY !!
    roberta scabello
    TORINO

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  • 26 ottobre 2010 alle 14:11
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    Purtroppo la maggior parte della “gente” e’ indifferente a questo perche’ perche’ il denaro ed il lusso vengono prima di ogni altra cosa. Figurati che scrupoli si fanno se un animale muore e viene ucciso solo per il loro esibizionismo e la voglia di mostrare la pelliccia piu’ costosa….che schifo!
    I filmati che circolano su you tube dove si vede lo scuoiamento e l’uccisione dgli animali dovrebbero essere visti da tutti! Solo che ci sono troppi interessi dietro …££££££££££££ ed anche le pubblicita’ vietate! L’uomo e’ una belva.

    RispondiRispondi
  • LadyCat
    26 ottobre 2010 alle 14:53
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    @Cris Gere: Fai pure tranquillamente, Cris 😉
    Un abbraccio, grazie :*

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  • 26 ottobre 2010 alle 16:16
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    Fatto! Personalizzata e spedita, come pure altri amici..!!

    RispondiRispondi
  • 27 ottobre 2010 alle 09:04
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    Trovo vergognoso che la nostra televisione mandi in onda un servizio del genere,incitando il massacro di tutte le povere vittime silenziose,che non hanno nessun diritto : gli animali.
    La cosa che mi fa arrabbiare e da una parte,ridere,è che tutti si lamentano della violenza,che non ne possono più,affermano di volerla fermare,questa violenza in cui viviamo..
    ma,non si rendono conto che questo servizio spregevole,
    NON E’ ALTRO CHE UN INNO ALLA VIOLENZA??
    Sono senza parole.
    Kitty.

    RispondiRispondi

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