I professori della carne.

Quando chi ha scelto di non cibarsi di animali si imbatte in chi, invece, li mangia, di solito nasce una discussione che si articola su due piani differenti e al termine nessuno realmente ha “comunicato” qualcosa all’altro. A grandi linee mi pare che accada così. Perchè?

Beh, la stragrande maggioranza dei veg(etari)ani è tale per ragioni etiche: ad un certo punto della loro vita hanno sentito che non potevano continuare a dirsi “amanti degli animali” facendo distinzioni spudorate all’interno del regno in questione (animali da amare, animali da mangiare). Così, ritenendo tutti gli animali uguali e degni di rispetto, hanno smesso di cibarsene (e spesso anche di contribuire al loro sfruttamento per i loro derivati: latte, uova, formaggio).

Chi è “rimasto” onnivoro questo problema di coscienza non se lo pone, o meglio, non vuole porselo. Così quando si ritrova a discutere con un veg* tenta in ogni modo di deviare il discorso lontano dalla “scelta di coscienza”. Su cosa si può spostare l’attenzione? Sulla salute, ovviamente. E sulle ragioni “scientifiche” che una tale scelta deve tenere in considerazione.

Quindi si dà il via ad affermazioni quali: “è naturale mangiare carne”, “abbiamo bisogno di mangiare carne”, “l’uomo è carnivoro”, “è naturale così, è il cerchio della vita”, ecc, ecc, ecc…

Le ricerche scientifiche ci sono. Io non sono un dottore e non mi piace mettere su questo piano la discussione. Però, per tutti quelli che hanno, giustamente, bisogno anche del punto di vista scientifico, consiglio un sito, ricchissimo e – soprattutto – gestito da una illustrissima dottoressa (Dott.ssa Luciana Baroni): http://www.scienzavegetariana.it/

Sul sito di SSNV (società scientifica nutrizione vegetariana) potete trovare molto (cito dal sito):

“Consulta l’archivio delle notizie e degli studi pubblicati nella letteratura medico-scientifica internazionale. Partecipa ai nostri corsi on-line. Conosci le più importanti controversie sui temi della salute e della nutrizione vegetariana. Consulta la scelta di abstract dalla Biblioteca Medica Internazionale (Pubmed).

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LadyCat

LadyCat

Amministratrice di VegAmami! Vegetariana dal 2002, volontaria in canili e CRAS per tanti anni, mamma, moglie, maestra, innamorata degli animali selvatici e della vita di campagna.

10 commenti su “I professori della carne.

  • 12 Ottobre 2010 alle 17:23
    Permalink

    Se però decido di non esercitare il mio potere d’acquisto non peserò mai sulla domanda e sull’offerta e di conseguenza il metodo produttivo sarà indirizzato a soddisfare le richieste di coloro che problemi etico/morali non se li pongono lontanamente. Dunque preferisco mangiare e comprare carne prodotta in maniera sostenibile, rispettosa dell’animale e dell’uomo.
    Spendo di più, tengo una dieta praticamente vegetariana ma non mi vesto dell’abito del sacrificio o del buonismo per rinfacciare ad altri di essere cattivi. NOn mi vesto dell’abito dell’animalista perchè io rispetto l’animale più dell’uomo nonostante sia convinto che l’ecosistema si regga su equilibri naturali e l’uomo è l’unico che si è svincolato a questi bioritmi perciò il lavoro è ritrovare l’equilibrio, non sbilanciarsi nuovamente su un fronte totalmente opposto.

    RispondiRispondi
  • LadyCat
    12 Ottobre 2010 alle 19:42
    Permalink

    Dal punto di vista etico non concordo con te. Per me uccidere un animale è sempre uccidere, sia che venga fatto nell’allevamento intensivo, sia che venga fatto nella fattoria del contadino. Non esistono diete “praticamente vegetariane”. Per me o lo sei (e non mangi carne) o non lo sei (e mangi carne).
    Io credo che non sia buonismo o sacrificio, ma etica. Coscienza. Chi si fa problemi di coscienza e chi non se li fa.

    Per quanto riguarda la tua apertura sul potere d’acquisto, non la penso così: se io manifesto il mio non-bisogno di carne, la mia domanda verrà meno, quindi anche l’offerta di carne dovrà per forza calare. Quindi, anche un non-acquisto ha in realtà un peso.

    Concordo con te sulla visione dell’uomo svincolatosi dalla natura. Ci affanniamo tanto a dire che l’uomo è un animale come gli altri (per avvicinare gli animali non umani all’uomo), ma in realtà l’uomo è tutto tranne che un animale, ormai. Purtroppo. Insomma, io credo che ormai l’uomo sia “altro” dagli animali e *proprio per questo* debba riflettere maggiormente sul suo rapporto con gli animali. Gli animali non sono “cose fatte per l’uomo”. L’uomo dovrebbe sapersi affiancare ad essi e intervenire solo in caso di reale necessità. E invece…

    Grazie per il commento, Federico 😉
    Silvia

    RispondiRispondi
  • LadyCat
    19 Ottobre 2010 alle 17:12
    Permalink

    Ma dai…grazie a te, Cristina!! 😀

    RispondiRispondi
  • 20 Ottobre 2010 alle 11:01
    Permalink

    Ma io ho una domanda molto sincera da fare:

    Ho trovato questo articolo tramite facebook, (questo giusto per evitare qualsiasi incomprensione) e davvero questa volta non posso non rispondere come segue:

    Io non sono (ovviamente) vegetariano. Devo essere molto sincero, non me ne frega molto (anzi per nulla) se voi mangiate o non mangiate carne. “Questione etica, questione non etica, salute si, salute no”, a me non frega proprio nulla. Io sono qui, e mi faccio gli affari miei senza puntare il dito su nessuno. A me piace la carne, PUNTO. A voi piacciono le verdure PUNTO. Chissene di tanti discorsi tipo “oh, ma come possiamo fare a far capire che….” Sembrate dei testimoni di geova, dovete per forza convincere dire fare smontare… Ma fatevi i sacrosanti cavoli vostri e non rompete l’anima a chi mangia carne, vedrete che il non calcolarsi sarà sicuramente reciproco.

    Altro punto interessante: Vegano/Vegetariano.

    Capisco chi decide di fare una scelta vegetariana, sicuramente da ammirare, ma assolutamente NON capisco chi diventa vegano: una sorta di estremista islamico che addita tutti quanti coloro che vanno dal mac donald’s a mangiarsi un cavolo di panino.

    Non la metterò sul campo “scientifico”, quindi da me non sentirete frasi tipo: “oh ma come le assimili le vitamine?” nonono a me non me ne frega nulla, fate quello che volete, ma lasciatemi mangiare la mia cavolo di bistecca in pace senza professarvi i salvatori del 2000.

    Anche perchè, apriamo un altro punto interessante: quanti di coloro che sono vegani e che si definiscono “super sensibili” (si, tipo gli emo) fanno volontariato? E non stò parlando di LAV o di qualche altra associazione animale, troppo comodo: io voglio sapere quanti di voi esercitano del volontariato per ALTRI ESSERI UMANI nella loro vita di tutti i giorni.

    Risposta: il 2%.

    Perchè? Ma perchè ovviamente l’uomo ha ciò che si merita, “chi è causa del suo mal pianga se stesso”.. Ma per piacere… In questo articolo parli di “coerenza”… Beh.. Io ne vedo gran poca:

    Vedo solo un gruppo di esaltati (vegani islamici in questo caso) che additano e rompono le palle a coloro che la pensano in maniera diversa.

    Rifletteteci, e se hai il coraggio, pubblicalo questo messaggio 😉

    RispondiRispondi
  • LadyCat
    20 Ottobre 2010 alle 12:17
    Permalink

    @Antonio:
    Caro Antonio,
    apro la mia risposta facendoti notare che i commenti non sono moderati: vengono tutti pubblicati automaticamente (tranne quelli contenenti link), proprio perchè io desidero uno scambio sincero e alla pari.

    Innanzitutto, io non ti sono venuta a cercare a casa la domenica mattina. Hai deciso tu, volontariamente, di leggere quanto scritto, non ti ho obbligato ad aprire il mio blog e leggerlo.
    Se davvero tu ti comportassi come professi, avresti semplicemente cambiato sito e “chissene”, come dici tu.
    Sulla tua filosofia del “farsi i fatti propri” io non sono d’accordo, ma al mondo siamo in tanti e ognuno la pensa come vuole. Poi, ciascuno, decide come rapportarsi agli altri. Io ho scelto di scrivere i miei articoli in un blog, così chi vuole li può leggere, chi – come te – non è interessato, può (e deve) passare oltre senza disturbare nessuno. Semplice a dirsi, ma non a farsi. Forse hai sentito il bisogno di rispondere perchè quello che scrivo ti dà fastidio? Se, come dici, non te ne frega nulla, perchè hai scritto? Per dirmi che non te ne frega nulla? E allora? Che devo fare io? Smettere di scrivere perchè tu non sei interessato?! Mah.
    Per la questione del veganesimo e dei tuoi dati sul volontariato, ritengo non opportuno dare una risposta, perchè le tue affermazioni si commentano da sole. Sono poco contestualizzate, scarsamente connesse fra loro e molto simili alle “chiacchiere da bar”.

    Beh, ora che ho avuto il “coraggio” di rispondere, ti lascio tornare nel tuo stato di menefreghismo assoluto. Tu non ti interessi di me, io non mi interesso di te.
    Buona vita.
    Silvia

    RispondiRispondi
  • 20 Ottobre 2010 alle 14:00
    Permalink

    @ladycat:

    Gentile ladycat,

    Ovviamente, preferiamo appigliarci ad una frase morfologicamente errata piuttosto che rispondere direttamente alle domande che ho posto. Mi spiego meglio:

    Io ho detto “chissene”, e continuerò a dirlo (e a farlo): tuttavia, non posso rimanere di quest’idea quando dalla mattina fino alla sera, come una sorta di rumore di campana fastidioso alle 3 del mattino, mi devo sentire in qualche modo un insensibile perchè ho deciso di VOLER essere onnivoro. Questo è il motivo che mi ha spinto a scrivere. (naturalmente, sei facilmente irritabile come tutti quelli che conosco e che seguono la tua “filosofia”, siamo sicuri sia così salutare per i vostri nervi questa scelta di vita?)

    Come al solito infatti, ti sei sentita attaccare (sinonimo di insicurezza?) anzichè fermarti un secondo a leggere davvero quello che ho scritto. Se ho quindi rotto il mio silenzio del “chissene” che fino ad adesso mi ha fatto andare avanti, perdonami, ma se una campana continua a battere tutti i giorni (ovviamente parlo di mie esperienze personali) arrivi ad un certo punto in cui devi dire la tua.

    Arriviamo ora alla parte più interessante:

    Quindi, mi stai dicendo, che l’eccessiva manifestazione di sensibilità che mostrate verso gli animali e non verso l’essere umano attraverso atti di volontariato, è “poco contestualizzata e poco connessa al discorso?”

    Io non credo proprio. Ho a che fare con ben 6 persone vegane nella mia vita, persone che vedo tutti i giorni ed ognuno di essi/e, ha la risposta pronta in questo frangente:

    “l’essere umano è in grado di scegliersi il suo futuro ed è quindi responsabile delle proprie azioni mentre il povero, piccolo, animale indifeso no, quindi l’uomo si merita le sue disgrazie”

    Non è forse questo il pensiero che stà dietro questa filosofia?

    Cara ladycat, mi dispiace di non essere riuscito a continuare a stare zitto davanti a tali buffonate, ma non preoccuparti, con la tua risposta non hai fatto altro che confermarmi una cosa ormai ben nota:

    La vostra estrema permalosità quando ci si mette a confronto sulle proprie opinioni.

    Saluti.

    Anto

    RispondiRispondi
  • LadyCat
    20 Ottobre 2010 alle 14:15
    Permalink

    @Antonio, io non so quali siano le fonti del tuo disturbo di sottofondo, ma certamente non ne sono responsabile io. Io non ti vengo a cercare (per questo mi indispettisco se ti lamenti con me: io non ti ho chiamato, tu mi dici che non ti interessi di me…perchè mai devi venire a disturbarmi allora?!).
    Sono felice che la tua scelta di essere onnivoro sia consapevole. Lo apprezzo molto.

    Per conto mio (non posso scrivere per altri, scrivo per me stessa) non mi ritengo “eccessivamente sensibile”. Anzi, direi che non si tratta proprio di sensibilità, ma di rispetto. Sono due cose differenti.
    Ho scritto che in chiusura il tuo commento era poco contestualizzato e connesso perchè non comprendo quale sia il nesso logico fra l’essere veg* e essere “sensibili” e/o fare volontariato. Perchè le due cose devono essere connesse?
    Io non ho mai dato risposte analoghe a quelle che tu citi, perchè – appunto – non ritengo che i due ambiti a cui ti riferisci abbiano delle necessarie correlazioni. Comunque, vai a discutere con chi ti ha dato simili risposte, non con me (non sono rappresentante di nessuno, rappresento solo me stessa).

    RispondiRispondi
  • Salvatore Noschese
    20 Ottobre 2010 alle 14:16
    Permalink

    @Antonio: «Non sono d’accordo con quello che dici, ma darei la vita perché tu lo possa dire»

    Lasciare che ognuno possa esprimersi “senza attaccare” e/o ridicolizzare è sinonimo di civiltà (che a te sembra tanto mancare dato che vieni qui, in un blog veg*, a definire “buffonate” le nostre azioni e i nostri pensieri).
    Io sono ateo ma non per questo entro in ogni forum/blog “religioso” ad attaccare con le mie idee definendo buffonate le loro.
    Sono anche “antiberlusconiano” e non sono mai entrato in un forum/sito/blog berlusconiano ad attaccare e ad insultare chicchessia.

    Io ho detto “chissene”, e continuerò a dirlo (e a farlo): tuttavia, non posso rimanere di quest’idea quando dalla mattina fino alla sera, come una sorta di rumore di campana fastidioso alle 3 del mattino, mi devo sentire in qualche modo un insensibile perchè ho deciso di VOLER essere onnivoro.

    Continuerai a dirlo e a farlo tuttavia non puoi rimanere di quest’idea??? Cioè, stai continuando a dirlo, ok, ma di certo non lo stai facendo (e il fatto che continui a criticare noi ne è la prova).

    Se ti senti “insensibile” è evidente che le tue idee sono piuttosto “deboli” e ti senti “minacciato” quando qualcuno le mette in discussione.

    RispondiRispondi
  • 27 Novembre 2010 alle 12:36
    Permalink

    Mi viene sempre un brivido quando leggo discorsi come quelli di Antonio….. anche i pedofili in fondo ragionano cosi, a loro piacciono i bambini PUNTO… Non si fanno molte domande di ordine etico 🙁
    Non dimentichiamoci che le nostre scelte devono sempre avere un fondamento etico altrimenti come potremmo definisci umani? Se non si seguisse un’etica io domattina potrei andare a casa di Antonio farlo a fettine e cucinarlo alla brace!!!

    RispondiRispondi

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