Epilessia nel cane e nel gatto.

D: Ho un american staffordshire terriers di 3 anni che da qualche mese soffre di epilessia, tutti gli esami sono negativi, ma ormai ogni mese e mezzo viene ricoverata per forti crisi a grappolo. È in cura con 200 mg di gardenale al giorno. Le crisi sono tremende, soprattutto il dopo crisi: il cane si trasforma fino al punto di doverla addormentare almeno per 24-36 ore. Sono disperata, non so più cosa fare nè pensare, oltre alla spesa che ormai è diventa onerosa…ma se almeno servisse a qualcosa. Se potessi avere qualche consiglio o qualche cura alternativa, o almeno una piccola speranza che tutto ciò prima o poi possa perlomeno diradarsi nel tempo… Grazie.

R: Questo argomento mi sta particolarmente a cuore perchè anch’io ho avuto un cane epilettico e posso quindi riportare la mia esperienza personale. La gestione è effettivamente abbastanza difficile perchè richiede una terapia costante nel tempo e controlli periodici (fenobarbitalemia, ovvero il dosaggio del farmaco nel sangue per valutare se la dose somministrata è adeguata al peso del soggetto, poichè questo tipo di farmaci tendono a dare una sorta di assuefazione ed è necessario “aggiustare” il dosaggio aumentandolo o associandolo ad altri farmaci). Spesso purtroppo è successo anche a me di dover ricoverare la mia cagnetta perchè i farmaci che le somministravo quotidianamente a casa (gardenale da 100 mg: 2 volte al giorno, Rivotril da 2 mg: 3 volte al giorno, bromuro di potassio in soluzione acquosa al 25%: 6 ml la sera) non erano sufficienti a prevenire le crisi, nè avevano effetto le benzodiazepine (il Valium, per capirci) usate per sedare le crisi in atto. Le crisi a cluster, ovvero a grappolo, causano inoltre un rialzo termico, cioè la febbre, per stimolazione dell’ipotalamo anteriore dove ha sede il centro della termoregolazione corporea.

Purtroppo non esistono cure alternative, nè la speranza che la situazione possa migliorare; mi hai detto però che dalle analisi non è emerso nulla: suppongo che per analisi tu intenda anche l’esame del liquor. Se così fosse, se cioè l’esame del liquido cerebro-spinale fosse effettivamente negativo per la presenza di sostanze tossiche/agenti infettivi/parassiti, secondo me varrebbe la pena di fare una risonanza magnetica (MRI), quanto meno per escludere che possa trattarsi di una forma tumorale (la più frequente è il meningioma, una neoplasia benigna la cui asportazione, qualora fosse possibile, sarebbe risolutiva del problema). In alternativa alla MRI ci sono TC e mielografia.

Una crisi convulsiva è un episodio di attività elettrica anomala nel cervello, caratterizzata da perdita di coscienza, tono muscolare alterato (di solito con contrazioni tonico-cloniche) e minzione/defecazione involontaria.
L’epilessia  è la condizione nella quale l’animale presenta crisi convulsive ricorrenti dovute ad una causa intracranica.
Le crisi convulsive possono essere precedute da un periodo di comportamento inusuale (fase preaccessuale che dura da pochi minuti a ore); la maggior parte delle crisi è anche seguita da una fase postaccessuale durante la quale l’animale è disorientato e presenta atassia (incoordinazione nei movimenti) e/o cecità.
La maggior parte delle crisi nel cane e nel gatto sono di tipo tonico-cloniche con iniziale irrigidimento e poi contrazioni muscolari spastiche con movimenti di pedalamento.
Le crisi convulsive possono essere attribuite a cause intra-craniche (malattie primarie del SNC  che possono essere indagate, una volta escluse le cause extracraniche, per mezzo di MRI, TC, EEG e prelievo del liquor) o extra-craniche (malattie metaboliche e tossicosi che hanno effetti secondari sul SNC e che possono essere indagate attraverso un’anamnesi approfondita, un profilo emato-biochimico completo, la glicemia, l’analisi delle urine e delle feci ed un eventuale studio radiografico toraco-addominale).

  • cause extracraniche di crisi convulsive: malattie metaboliche (ipoglicemia, epatopatie, nefropatie, squilibri elettrolitici es. ipocalcemia), nutrizionali (carenza di tiamina nel gatto, per diete a base di pesce crudo e nel cane, per diete con carne cotta), esposizione a sostanze tossiche (stricnina, metaldeide, organofosfati, carbamati, piombo, metronidazolo).
  • cause intracraniche di crisi convulsive: malattie degenerative da accumulo nel SNC, malattie congenite (idrocefalo, cisti aracnoidee con predisposizione di razza in Carlino, Chihuahua, Maltese, Bulldog inglese, Pomerania), neoplasie primarie e secondarie (metastasi cerebrali di tumori primari localizzati in altri organi), malattie infettive (batteriche, virali, micotiche, protozoarie e parassitarie), malattie non infiammatorie di natura non infettiva, idiopatica (epilessia “vera” che compare tra 1 e 5 anni di età; è dovuta a uno o più neuroni che scaricano autonomamente e non dà alterazioni all’MRI o alla TC, ma è evidenziata all’EEG), traumatica (in seguito a trauma cranico; l’EEG può essere normale), accidente vascolare (in soggetti anziani con insufficienza renale).

Prima di iniziare la terapia è necessario effettuare la diagnosi; generalmente cani e gatti giovani presentano problemi metabolici (patologie epatiche) oppure infiammazioni cerebrali rilevabili con MRI o esame del liquor, mentre i soggetti anziani (sopra i 5 anni) presentano generalmente patologie intracraniche specifiche evidenziabili con MRI e che corrispondono spesso con tumori encefalici, per lo più meningiomi asportabili chirurgicamente.
Il trattamento dell’epilessia prevede l’uso di anticonvulsivanti che agiscono esaltando gli effetti del GABA (acido gamma-amino-butirrico), il neurotrasmettitore inibente a livello del SNC; i farmaci che hanno tale capacità sono fenobarbital, diazepam e KBr (bromuro di potassio)

  • trattamento a lungo termine con fenobarbital: si inizia con un basso dosaggio e dopo circa 2 settimane si valuta, con un prelievo di sangue, se la concentrazione ematica del farmaco. Si effettuano poi controlli a 45, 90, 180, 360 giorni dopo l’inizio del trattamento e poi ogni 6 mesi; il dosaggio deve essere ripetuto dopo 2 settimane da ogni variazione di dosaggio. La fenobarbitalemia deve essere effettuata anche per valutare se la molecola usata è la più indicata, se il proprietario sta somministrando correttamente il farmaco e per valutare eventuali effetti collaterali (epatotossicità)
  • trattamento a lungo termine con diazepam (gatto): il diazepam, in questa specie, è usato come alternativa al fenobarbital
  • trattamento a lungo termine con KBr: il bromuro di potassio può essere preparato dal farmacista come galenico in capsule o soluzione acquosa ed usato nel cane da solo o associato a fenobarbital; nel gatto causa asma
  • trattamento dello stato epilettico: la priorità è interrompere le crisi convulsive sopprimendole per 12-24 ore; si inizia con diazepam (Valium) per via rettale se non è disponibile un accesso venoso. Se non si ha miglioramento si ricorre a pentobarbital o fenobarbital in bolo rigorosamente endovena (hanno pH elevato e sono molto irritanti se somministrati per altre vie) con dosaggio ad effetto (si somministra fino ad ottenere il livello di sedazione desiderato e, a volte, fino all’anestesia profonda).
    Contemporaneamente si forniscono terapie di supporto per mantenere costante la temperatura corporea e la pressione (i barbiturici, come gli altri farmaci che agiscono deprimendo il SNC, determinano la diminuzione di entrambe).

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LadyCat

LadyCat

Amministratrice di VegAmami! Vegetariana dal 2002, volontaria in canili e CRAS per tanti anni, mamma, moglie, maestra, innamorata degli animali selvatici e della vita di campagna.

7 thoughts on “Epilessia nel cane e nel gatto.

  • 2 aprile 2013 at 12:32
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    Una curiosità, dato che ho anch’io un came epilettico (idiopatica) curato il primi 2 anni con difficoltà poichè farmacoresistente poi con successo per 2 anni (somministrando 1cpr da 100 mg di gardenale ogni 12 h e kbr) adesso che ha 6 anni dopo 2 senza crisi si sono di nuovo ripresentate ma gli esami del sangue davano un tasso basso di fenobarbital 26,20 che per lui è sempre stato insufficiente, in quando il farmaco aveva effetto con un range di 29,90/30. Quindi si è pensato di aumentare la pastiglia dato che di nuovo le crisi si manifestano ferocemente a grappolo a 1 e mezza da 100 (quindi 150 mg ogni 12 h) e poi rifare gli esami dopo due settimane per la verifica. Volevo sapere ma fino a che dosaggio si può aumentare la somministrazione del gardenale nel caso gli esami non raggioungessero il range per lui ottimale? In veterinaria qual è il dosaggio massimo riscontrato (non mi riferisco al range che può arrivare fino a 40) ma al massimo giornaliero di farmaco soministrabile.
    Grazie

    dimenticavo il cane pesa tra i 27 e 30 kg

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  • 2 aprile 2013 at 17:08
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    Ciao,
    anche io avevo avuto lo stesso problema ed avevo dovuto associare un altro farmaco (il Rivotril da 2mg, 6cpr al giorno), oltre a 2 cpr di Gardenale da 100 (1 ogni 12h) ed a 6 ml di Kbr soluzione acquosa dolcificata al 25%; il mio cane pesava 38Kg.
    Non si tratta di capire quale sia il dosaggio massimo che si può somministrare: la terapia non è mirata ad eliminare le crisi, ma a diminuirne la frequenza; tieni conto che il tuo cane, con un peso inferiore a quello che aveva il mio, prende un dosaggio di Gardenale ben superiore (3 cpr al giorno contro 2).
    Il neurologo che lo seguiva, già a 2 cpr al giorno, non ha voluto aumentare il dosaggio ed ha associato il Rivotril (che è una benzodiazepina, quindi un ansioliticico-antiepilettico) e poi anche il KBr.
    Il problema dei farmaci è che spesso l’organismo, dopo tempi di assunzione lunghi, va incontro ad una sorta di “assuefazione” e non trae beneficio dalla loro somministrazione, cioè non fanno più effetto (o almeno non più come prima) ed occorre aggiustare il dosaggio; questo però non può essere fatto all’infinito, soprattutto nel caso di farmaci come i barbiturici che sono forti depressori del SNC (sono usati anche come anestetici) e possono dare, in caso di sovradosaggio, anche morte per depressione bulbare (ovvero per arresto respiratorio).
    Senza tener conto poi degli effetti che hanno sul fegato!
    Non posso dirti fino a che dosaggio possa essere aumentato: se la fenobarbitalemia è bassa ed il cane continua ad avere crisi devi discutere con chi lo ha in cura la possibilità di aggiungere un ulteriore farmaco (come appunto il Rivotril).
    Ti posso solo dire che se per 2 anni è stato senza avere crisi è già una fortuna: il mio ha avuto, come periodo massimo senza convulsioni, 6 mesi…

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  • 6 ottobre 2013 at 09:58
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    Ciao.
    Ho un’anziana pitbull di 13 anni alla quale è stata diagnosticata una neoplasia (piccolo meningioma di 1cm circa) ed ora da diversi mesi è in cura con gardenale.
    All’inizio aveva un dosaggio basso ma dopo solo 1 mesetto ha avuto 5 attacchi epilettici di media entità in un solo giorno e quindi i veterinari hanno aumentato la dose a 3/4 di pasticca 2 volte al giorno (75mg mattina e 75mg sera).

    Ora da qualche mese non ha più attacchi epilettici e pochi giorni fa ho avuto i risultati della fenobarbitalemia e del calcio ionico che sembrano andare bene,ma purtroppo è da ieri sera che la cagnona ha affanno e respira in modo più veloce e da due giorni mangia poco e niente.

    Ora sembra stare pochino meglio ma se le ritorna il respiro accelerato la dovrò portare in clinica.

    Il mio consiglio è di portare il cane in una clinica specialistica e fargli fare una RISONANZA MAGNETICA alla testa e se vuoi ti dico anche dove.

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  • 9 febbraio 2017 at 15:58
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    Ciao! Sono Giulia e ho un cane ,Aaron, un pastore delle isole Shetland di tre anni ad Aprile! Diciamo che non è proprio un cagnetto fortunato: ha una malattia congenita che lo ha reso cieco fin dalla nascita! Questa sua disabilità non mi ha impedito di innamorarmene fin dal primo incontro e decisi di conseguenza, di accoglierlo a braccia aperte all’interno della mia famiglia!
    Una ventina di giorni fa, mi sono svegliata durante la notte sentendo dei rumori; ho acceso la luce ed eccolo lì il mio cagnolino in preda a una crisi epilettica! Era senza sensi, in preda alle convulsioni con la schiuma alla bocca! Sia io che lui, Ci siamo spaventati molto ma fortunatamente dopo un minuto e mezzo Aaron ha ripreso i sensi e si è calmato.Portato in clinica il giorno dopo abbiamo iniziato tutte le analisi del caso: emocromo completo, esame coagulativo, rx e risonanza magnetica da cui non è emerso nulla. Nove giorni dopo ,sempre la notte, Aaron ha avuto la sua seconda ( presumibilmente perché passa qualche ora da solo durante il giorno!)crisi. Meno violenta ma sempre completa. Secondo il neurologo dobbiamo iniziare con il Gardenale; stiamo solo aspettando l’esito di un esame per capire se il fegato è ok e poi si parte. Ho letto molti articoli in questi giorni per cercare di saperne più che posso sull’epilessia e sulla vita che può condurre un soggetto epilettico e sono incappata anche sulla questione della Tiamina , ovvero che una sua carenza potrebbe causare convulsioni. Aaron finora è sempre stato alimentato a cibo secco, marca Trainer al coniglio mescolate con quelle vegetali, ma volevo iniziare a prepararli delle “pappe” Vegane che sostituiscano il pasto serale. Se così fosse dovrei dargli un integratore di tiamina, essendo questa sostanza rintracciabile nella carne o nei derivati animali!? GRazie anticipatamente a chi voglia rispondermi e condividere qualche informazione aggiuntiva in merito!

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  • 10 febbraio 2017 at 05:26
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    @Giulia:

    Ci sono già passato anni fa.
    Giulia inviami una mail e ti darò ottimi cosigli per aiutare il tuo Aaron.

    RispondiRispondi
  • 10 febbraio 2017 at 05:29
    Permalink

    @Paola:

    Ciao Paola.

    Inviami una mail e ti darò ottimi cosigli per aiutare il tuo Aaron.

    P.S.: non far caso all’indirizzo email che uso per marketing online, ma ho studiato3 anni naturopatia e conosco i migliori veterinari naturopati italiani. 😉

    RispondiRispondi
  • LadyCat
    10 febbraio 2017 at 11:40
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    I tuoi commenti erano corredati da email chiaramente spam, da me omessa.
    Se desideri aiutare gli altri, puoi condividere qui in pubblico le tue esperienze.

    RispondiRispondi

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