[Inchiesta sul pet food] Cosa diamo da mangiare ai nostri animali?

Tranci di polli sani e ben pasciuti, tagli scelti di bovino e cereali freschi sono tutto ciò che serve per l’alimentazione completa e bilanciata di cani e gatti. Questo è quanto affermano i produttori di pet food tramite i media. Questo è ciò che le loro industrie (11 miliardi di dollari di fatturato) vogliono far credere ai consumatori. Questo rapporto esplora le differenze tra ciò che quest’ultimi credono di acquistare e cosa realmente comprano. Ci siamo focalizzati sulle marche più note, quelle distribuite nei supermercati e nei discount, ma converrà ricordare che anche molte altre marche “rispettabili” producono prodotti simili a quelli qui descritti.  Ciò che sembra sfuggire alla maggior parte dei consumatori, è che l’industria dei pet food rappresenta un’estensione delle industrie di alimenti destinati al consumo umano. Il settore “pet food” apre un mercato per gli scarti della macellazione, per i cereali considerati “non adatti all’alimentazione umana” e per altri prodotti di scarto che non potrebbero altrimenti garantire profitti. Per “scarti” bisogna intendere intestini, mammelle, esofagi e, probabilmente, le parti malate o cancerose degli animali macellati.  Tre delle cinque maggiori aziende americane produttrici di pet food sono filiali delle più grandi multinazionali alimentari:

•  NESTLE(Alpo, Fancy Feast, Friskies, Mighty Dog)
•  HEINZ (9 Lives, Amore, Gravy Train, Kibbles n Bits, Recipe, Vets)
•  COLGATE-PALMOLIVE (Hill’s Science Diet Pet Food)
Alle quali possiamo aggiungere:

•  PROCTER & GAMBLE (Eukanuba e Iams)
•  MARS (Kal Kan, Mealtime, Pedigree, Sheba)
•  NUTRO

Per le multinazionali alimentari, controllare la produzione di pet food è un investimento redditizio, un mercato parallelo, tramite il quale capitalizzare i propri prodotti di scarto. I prodotti commercializzati per l’alimentazione di cani e gatti sono centinaia. Anche se la qualità è mediamente simile, non tutte le aziende ricorrono ad ingredienti potenzialmente pericolosi.

INGREDIENTI

Il prezzo non sempre ne garantisce la bontà, ma spesso costituisce un buon indicatore della qualità dei pet food: utilizzare proteine di qualità e grano di prima scelta sarebbe ovviamente impossibile per aziende che vendono cibo per cani a prezzi così contenuti, dato che il costo di ingredienti di buona qualità risultebbe molto maggiore del ricavato. Le proteine utilizzate nei pet food possono provenire da diverse fonti. Quando bovini, suini, polli, ovini ed altri animali vengono macellati i tagli scelti vengono separati dalla carcassa e destinati ad uso umano, mentre circa il 50% viene impiegato diversamente.
Farine di carne, sottoprodotti ed ossa sono ingredienti comuni nei pet food. Il termine “farina” significa che questi prodotti non vengono utilizzati freschi: sono riciclati. In cosa consiste il “riciclaggio”? Stando al dizionario,”il riciclaggio è un processo di tipo industriale: riciclare carcasse di bestiame per estrarne olio dal grasso tramite fusione”. La zuppa di pollo fatta in casa, con lo spesso strato di grasso che si forma sulla superficie quando viene cotta, è una sorta di mini-processo di riciclaggio. Il riciclaggio separa il grasso dai materiali idrosolubili e solidi, uccidendo i batteri. Purtroppo, può alterare o distruggere anche gli enzimi e le proteine che si trovano nella “materia prima”.
Nella produzione dei pet food, viene usato tutto ciò che rimane della carcassa: ossa, sangue, intestini, tendini, legamenti e tutte le altre parti non consumate dagli umani. Sulle etichette, queste parti vengono descritte “sottoprodotti“. L’etichettatura è ambigua, perchè indica gli ingredienti ma non definisce i prodotti elencati.

Quali possono essere le conseguenze per cani e gatti alimentati con questi prodotti?

Alcuni veterinari sostengono che gli scarti della macellazione aumentano il rischio di cancro e di altre malattie degenerative. I metodi di cottura usati nella produzione di pet food, come il riciclaggio e l’estrusione (pressione a caldo usata per “espandere” il cibo secco, trasformandolo in crocchette), non sempre distruggono gli ormoni (usati per far ingrassare il “bestiame” o per farne aumentare la produzione di latte), nè gli antibiotici, nè i barbiturici (usati come anestetici).

Tratto dal Report dell’API ‘What’s really in pet food’.

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LadyCat

LadyCat

Amministratrice di VegAmami! Vegetariana dal 2002, volontaria in canili e CRAS per tanti anni, mamma, moglie, maestra, innamorata degli animali selvatici e della vita di campagna.

Un commento su “[Inchiesta sul pet food] Cosa diamo da mangiare ai nostri animali?

  • 9 luglio 2011 alle 12:59
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    trovo molto interessante questo articolo, ma mi piacerebbe conoscere anche i prodotti giusti, per i miei cani cerco sempre il meglio e non nego che la spesa ogni mese è alta. Pensavo che se il prezzo era alto allora la qualità era migliore, ma da quello che leggo non è così. Io spero che ci sia qualche marchio che lavora bene in modo da dare un nutrimento completo e sano anche ai miei due pelosi!

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