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[Comunicato LAV] Palii e feste con animali.

PALII E FESTE CON ANIMALI, LAV : NON SOLO SIENA, IN ITALIA CIRCA UN MIGLIAIO DI MANIFESTAZIONI E UN TERZO SI CONCLUDE CON MORTE ANIMALI

La LAV interviene nella polemica in tema di uso di animali in palii e altre feste, a pochi giorni dalla corsa del Palio di Siena, per ricordare che in Italia ogni anno si svolgono circa un migliaio di manifestazioni con utilizzo d’animali, delle quali, circa un terzo, si conclude con la loro morte. Si tratta per lo più di riti dal carattere sacro-profano, tenuti in genere in onore di santi e madonne locali, legati ad ataviche paure di carestie, epidemie e a quant’altro affliggeva l’umanità; nessuno spirito sacro o l’espressione di una sincera devozione possono però trovare spazio nel terrorizzare – per fare alcuni esempi – con petardi una colomba infilata in un tubo di plexiglass ad Orvieto, nel sottoporre alcuni buoi ad uno sforzo spropositato per interminabili ore al solo scopo di trascinare un obelisco di 100 quintali a Mirabella Eclano (Avellino) o nel pungolarli in corse di 5-7 chilometri nelle “carresi” d’origine albanese tenute tra il basso Molise e Chieuti (Fiuggi).

La LAV, da sempre contraria a queste manifestazioni, lesive per gli animali, offensive della loro dignità e diseducative per il pubblico, interviene sistematicamente presso le Autorità competenti, in particolare sindaci, servizi veterinari ed assessorati regionali alla sanità affinché assumano iniziative che rendano obbligatorie le misure preventive di volta in volta suggerite.

Non è un mistero che la storia del Palio di Siena sia caratterizzata da molti, troppi, gravi incidenti: due cavalli feriti nella corsa del luglio 2009, almeno 48 cavalli morti a causa di questa corsa negli ultimi decenni. Ma anche molti altri palii hanno ferito o mandato a morte i cavalli in corse senza alcuna reale necessità: ad Asti tra il 2000 e il 2003 hanno perso la vita 10 cavalli e anche nell’edizione 2009 una cavalla ferita è stata poi abbattuta. Altri cavalli feriti al Palio dei Berberi (Enna) del 2009, uno deceduto quest’anno al Palio di Savigno (Bologna). E poi altri cavalli morti e/o feriti nei Palii di Ferrara, Buti (Pisa), Belpasso (Catania), Feltre (Belluno), Acate (Ragusa), Fucecchio (Firenze), solo per citare altri esempi degli ultimi anni.

Far correre animali su circuiti con caratteristiche di pericolosità per l’incolumità degli animali, o comunque con caratteristiche inconciliabili con il loro benessere fisco ed etologico, sottoponendoli così a forti stress, riteniamo sia grave quanto abbandonare o maltrattare un animale.

Dopo l’Ordinanza del Ministero della Salute sui palii con equidi emanata nel 2009 (con validità biennale, pubblicata su GU n.207 del 7.9.2009), con cui, grazie al Sottosegretario alla Salute Francesca Martini, si fa un passo concreto in avanti su queste corse, è ormai necessaria una prossima organica legge sulla materia, reclamata da anni e divenuta indispensabile.

La LAV – augurandosi che anche le manifestazioni ippiche riconosciute siano oggetto di uno specifico intervento legislativo – ricorda che il maltrattamento degli animali e l’uso di doping sono reati e da sei anni prevedono la reclusione per i casi più gravi, a prescindere dal riconoscimento storico di una manifestazione da parte della Regione che non può omettere l’applicazione del Codice penale.

In Italia non mancano esempi positivi di palii senza animali, ad esempio quello seguitissimo di Lodi con cavalli meccanici o quello di Porto Santo Stefano (Grosseto), nei quali i rioni si sfidano senza crudeltà sugli animali, a dimostrazione che le tradizioni locali e gli interessi economici possono essere coltivati favorendo la cultura della tutela degli animali. In alcune località la modifica degli aspetti cruenti di “tradizioni” apparentemente immutabili è stata implementata: a Roccavivara non si prende più a mazzate un gallo semi-sotterrato, a Calvello non si sgozzano più polli, conigli, capretti appesi ad una corda, a Pontenure non si fa più volare l’asino dal campanile, a San Benedetto del Tronto è stata abbandonata la corsa delle galline, a Campogalliano (Modena) siamo riusciti ad interrompere la “tradizione” di far gareggiare nonni, genitori e figli, nella gara del “tiro dell’oca” morta; a Valguarnera e a Borgomanero abbiamo ottenuto di sostituire con dolciumi i coniglietti e piccioni rinchiusi dentro pignatte frantumate a bastonate da bambini bendati.

6 agosto 2010 Ufficio Stampa LAV Via Piave 7 – 00187 Roma tel. 06 4461325 – 339 1742586 – fax 06 4461326 [email protected] www.lav.it

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