Quando il gatto gioca: puro divertimento!

gatto che giocaSe in casa nostra regna un gatto, giocherellone, affettuoso, pigro, indifferente o qualsiasi carattere abbia, non dobbiamo dimenticare che quando è il momento del gioco per l’amico a quattro zampe, dobbiamo abbandonare le nostre faccende e concedere il nostro tempo all’animale, perché se il gatto è abituato a giocar con il padrone o da solo, niente potrà distoglierci dalle attenzioni che lui ci richiederà.

Per far scatenare e far divertire il nostro gatto d’appartamento, il gioco è un momento essenziale e soprattutto è importante per noi per conquistare la sua fiducia e consolidare il rapporto. E allora l’allegria sarà la vera protagonista di casa.

tamy Anche la mia casa si è rallegrata con la presenza di una dolce e amorevole gattina, Tamy. È una esperienza unica vedere il proprio gatto, che corre e si diverte in cerca di qualsiasi cosa, invece che vederlo stressato perché non gioca. La regola numero uno però è giocare con sicurezza, sconsigliati i fili penzoloni, orecchini o oggetti appuntiti, che risultano pericolosi per il nostro amico. Anche le nostre mani possono essere non adatte se usate come bersaglio, in quanto possono diventare oggetto di mira anche quando si è smesso di giocare.

Infatti, la prima cosa che mi hanno insegnato prima di prendere animali in casa e che le mani non servono per giocare, ma per fare le coccole e accarezzare l’animale.

Durante la crescita di Tamy, ho osservato che i gusti del gatto cambiano molto velocemente; la mia gattina, infatti amava giocare prima con dei piccoli pupazzi di peluche che amava lanciare per poi rincorrerli, vere scene di combattimento e di caccia, saltandoci addosso, rotolandosi sulla schiena e lottando corpo a corpo. L’afferrava con le zampe anteriori sferrando potenti calci con quelle posteriori, divertendosi come una matta, per poi dimenticarsi del giocattolo, un po’ come i bambini, che presto si stufano dei loro giochi e ne vogliono altri. Era un divertimento vederla, poi ho cambiato gioco, ho messo da parte i pupazzetti, ho provato a lanciarle una pennetta di pasta, che ancora penso sia il suo gioco preferito, che inseguiva, e lanciava a più non posso. Il rumore della pasta per terra attira Tamy  che cerca la pennetta, la nasconde, ma quando le si infila sotto il mobile, cerca di prenderla, miagola e sembra che chieda il mio aiuto per spostare il pesante mobile. Continua cosi per un’oretta, poi va a mangiare un boccone, si riposa, poi vuol giocare ancora.

Non vuole più la pennetta, cambiamo allora, gioco, prendiamo la palla di piccole dimensione, me la lancia, vuole che gliela ritiro, poi la tira lei, io la chiamo Maradona, si solleva, prende la palla con tutte e quattro le zampe, si accoccola intorno e fa le fusa. È una telecronaca, che bel momento.

A volte si aggrappa alle tende, graffia la poltrona e il divano, o riduce a brandelli le riviste, o un rotolo di carta igienica. Tamy si diverte. Non posso sgridarla per questo. Posso invece ingegnarmi a fare qualcosa per renderla felice. E allora mi invento un gioco e costruisco una finta preda, un serpente.

Creare un serpente è semplicissimo, prendo quattro rotoli di carta igienica, e li collego con un pezzetto di lana, poi con una stoffa di pile, rivesto il serpente, facendo due occhi simpatici e una lingua biforcuta. Impazzisce per il serpente.

gatti_che_giocanoDurante la giornata Tamy ha dei momenti di tranquillità, che io considero piacevoli: guarda dalla finestra ciò che succede fuori, per ore intere, è immobile davanti alla finestra, poi si arrampica quando vede qualcosa che l’attira dal di fuori, uccellini che volano sui rami degli alberi, e io penso che magari vorrebbe star li di sotto a giocare con le foglie, con l’erba, ecco perché quando torno da fuori, le porto sempre qualche foglia secca o una pigna, o qualche tronchetto, che per lei è un gradito regalo.

Tamy ama entrare nelle scatole, nei sacchetti di carta, e soprattutto ama giocare a nascondino nell’ armadio, si rotola sui panni, e adora, quando la chiamo per capire dove si è nascosta. Anche lo specchio per lei è un gioco, interagisce con se stessa, si guarda per parecchio tempo, abbassa le orecchie, passeggia avanti e indietro, si dimena, così come le ombre sul muro, si arrampica per prenderle. La mia gatta non ama invece il tiragraffi, ne ha uno bellissimo, ma non l’ha mai usato, ama graffiare come ho già detto, la poltrona, e ormai glielo lascio fare, perché ho capito che i giochi per i gatti non sono tutti uguali.

Io uso la fantasia, e cerco di creare giochi nuovi con oggetti che non adopero più, e soprattutto quelli che sembra non amare più, non li butto, in quanto dopo un mese possono ritornare utile.

Mi diverto molto a giocare con lei che passerebbe ore a giocare, ed è così tutti i giorni, e mi chiedo sempre, proprio come Michel de Montaigne, uno scrittore francese: «Quando gioco con la mia gatta, chissà se è lei a divertirsi con me o io con lei. Ci intratteniamo a vicenda con reciproche follie… e se ho il tempo di incominciare a rifiutare, anche lei ha il suo».

Divertiamoci allora con i nostri gatti, ma prima vi lascio al clip di Simon’s Cat, The box, per sorridere di come il famoso gatto gioca con una scatola, destinata ad altro.


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antonella tomassini

antonella tomassini

sono vegan e son contenta

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