Orecchiette con patate e rughetta.

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In occasione dell’ arrivo dei primi caldi, che anticipano l’estate, vi propongo questo primo piatto, sfizioso e nutriente e,  soprattutto molto semplice da preparare, con protagoniste le orecchiette, tipiche della Puglia e le patate, originarie del Perù ma apprezzate in tutto il mondo.

Difficoltà:°

INGREDIENTI per 4 persone:

  • 400 g  di orecchiette  di pasta  fresca (acqua e farina) o secche di grano duro
  • 2 patate
  • 1 mazzetto di rughetta
  • 1 spicchio di aglio
  • 1 peperoncino fresco
  • Sale, olio e prezzemolo

PREPARAZIONE:

Laviamo le patate e mettiamole a bollire con tutta la buccia per 50 minuti, nel frattempo, laviamo e spezzettiamo la rughetta.

Scoliamo le patate e facciamole raffreddare per un quarto d’ora.

Mettiamo sul fuoco in una pentola l’acqua per la pasta, aggiungendo il sale e quando bolle versiamo le orecchiette. In una padella soffriggiamo lo spicchio d’aglio con il peperoncino, e aggiungiamo le patate, precedentemente sbucciate e tagliate in pezzi abbastanza grossolani, uniamo un pizzico di sale e prezzemolo, a fuoco basso.

Scoliamo le orecchiette al dente, e amalgamiamole in padella insieme alla rughetta, mescoliamo per qualche minuti e saltiamo a fiamma alta.

Ed il piatto è pronto, anche se si può gustare leggermente tiepido o addirittura freddo, quindi  prima che l’appetito si faccia sentire, vi lascio alle parole odorose di Pablo Neruda, grande poeta, capace di trasformare una patata in una splendida poesia, mettendo in evidenza la semplicità del quotidiano e regalandoci la bellezza di questo ortaggio.

 

ODE ALLA PATATA

PAPA,
ti chiami
papa
e non patata,
non nascesti castigliana:
sei scura
come
la nostra pelle,
siamo americani,
papa,
siamo indios.
Profonda
e soave sei,
polpa pura, purissima
rosa bianca
sepolta,
fiorisci
là dentro
nella terra,
nella tua piovosa
terra
originaria…
Papa
materia
dolce,
mandorla
della terra…

Onorata sei
come
una mano
che lavora nella terra,
familiare
sei
come
una gallina,
compatta come un formaggio
che la terra produce
nelle sue mammelle
nutrici,
nemica della fame,
in tutte le nazioni
si piantò la sua bandiera
vittoriosa…
Universale delizia,
non aspettavi
il mio canto,
perché sei sorda
e cieca
e sepolta.
A malapena
parli nell’inferno
dell’olio
o canti
nelle fritture
dei porti,
vicino alle chitarre,
silenziosa,
farina della notte
sotterranea,
tesoro infinito
dei popoli.

Pablo Neruda (Nuove Odi Elementari, 1955)

Gallery fotografica del piatto:


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