Fido in condominio: quotidiane liti fra vicini. Ecco cosa dice la legge.

Spesso tra condomini nascono litigi a causa della presenza di animali domestici nel condominio. In presenza di simili situazioni, è difficile trovare un giudice che fa allontanare un animale da un appartamento: chi agisce in giudizio deve dimostrare con prove rigorose che l’animale, o gli animali, rechino disturbo alle occupazioni o al riposo delle persone (art. 659 Codice Penale), o che si verifichino immissioni superiori alla normale tollerabilità (art. 844 Codice Civile).

“Regolamento di condominio”
L’art. 1138 del Codice Civile prevede che quando in un edificio il n. dei condomini è superiore a 10, deve essere formato un Regolamento, il quale contenga le norme circa l’uso delle cose comuni e la ripartizione delle spese, secondo i diritti e gli obblighi spettanti a ciascun condomino, nonché le norme per la tutela del decoro dell’edificio e quelle relative all’amministrazione. Ciascun condomino può prendere l’iniziativa per la formazione del regolamento di condominio o per la revisione di quello esistente.
Il regolamento deve essere approvato dall’assemblea con la maggioranza stabilita dal secondo comma dell’art. 1136 e trascritto nel registro indicato dall’ultimo comma dell’art. 1129.
Esso può essere impugnato a norma dell’art. 1107.
Le norme del regolamento non possono in alcun modo menomare i diritti di ciascun condomino, (comma 4 dell’art. 1138 del Codice Civile), quali risultano dagli atti di acquisto e dalle convenzioni e in nessun caso possono derogare alle disposizioni degli art. 1118, comma 2 e degli Art.  1119, 1120, 1129, 1131, 1132, 1136 e 1137.

1) Si può vietare ad un condomino la detenzione di un animale domestico nel suo appartamento?

Vietare ad un condomino la detenzione di un animale domestico nel suo appartamento significa menomare i suoi diritti (comma 4 dell’art. 1138 del Cod. Civile). Ergo, si può obbligare un condomino ad allontanare i suoi animali solo se il condomino si sia contrattualmente obbligato a NON  detenere animali nel proprio appartamento.

Quindi:

  • Un regolamento condominiale ordinario, cioè NON contrattuale e anche se approvato dalla maggioranza dei partecipanti, non può stabilire limiti ai diritti ed ai poteri dei condomini sulla loro proprietà esclusiva.
  • Qualora una norma contenuta in un regolamento condominiale vieti la detenzione di animali che possano turbare la quiete o l’igiene della collettività, il semplice possesso di cani o di altri animali non è sufficiente a far incorrere i condomini in questo divieto: è invece necessario che si accerti effettivamente il pregiudizio causato alla collettività dei condomini sotto il profilo della quiete o dell’igiene.

2) Cani, gatti e disturbo della quiete pubblica

Per la Corte se è un solo condomino a lamentarsi, non si turba la quiete pubblica e il cane “può disturbare il vicino di casa”.

Cassazione, Sentenza n. 1394 del 2000
“Cani e gatti in condominio: disturbo della quiete pubblica”
COSA DICE?
È inutile querelare il vicino di casa per disturbo alla quiete pubblica se il suo cane abbaia in continuazione: se gli ululati non disturbano “una pluralità di persone”, ma solo il vicino, “il fatto non sussiste”. Questo è in sostanza il principio affermato dalla Prima Sezione Penale delle Corte di Cassazione, che ha annullato – perché “il fatto non sussiste” – la condanna per disturbo alla quiete pubblica inflitta dalla Corte di Appello di Bologna al proprietario di un cane che con i suoi ululati turbava la tranquillità dei vicini di casa. La Suprema Corte rileva infatti che il cane incriminato disturbava un solo nucleo familiare, quello del vicino di casa del suo proprietario mentre l’art.659 del codice penale tutela “la pubblica tranquillità” e, pur non essendo richiesto che il disturbo sia stato effettivamente recato ad una pluralità di persone, “è necessario tuttavia che i rumori siano obiettivamente idonei ad incidere negativamente sulla tranquillità di un numero indeterminato di persone”. (6 marzo 2000)

[…]

3) Disturbo notturno da parte del cane

Chi non riesce a dormire a causa dell’abbaiare ininterrotto dei cani ha diritto ad un risarcimento anche se il disturbo riguarda una persona singola.

Cassazione, Sentenza n. 26107 del 2006
“Risarcibile chi non dorme per il cane che abbaia”

COSA DICE?
Chi non riesce a dormire a causa dell’abbaiare ininterrotto dei cani ha diritto ad un risarcimento. Il risarcimento spetta anche se il disturbo riguardi una persona singola.
Lo ha stabilito la Settima Sezione Penale della Corte di Cassazione, che hanno accordato un risarcimento di mille euro ad un signore di Catania che, certificati medici alla mano, aveva dimostrato che il continuo abbaiare, anche di notte, dei due cani del vicino, avevano impedito il suo riposo. La Suprema Corte ha in proposito sottolineato che “il ridotto ambito delle molestie non esclude la sussistenza del reato potendo esso ravvisarsi anche nel caso in cui rimanga leso l’interesse di una persona singola”, considerato che, oltretutto, “l’abbaiare di cani, specialmente di notte, è un fatto potenzialmente idoneo a disturbare il riposo o l’occupazione delle persone che risiedono nelle vicinanze della fonte del rumore”. (11 ottobre 2006)

[…]


La legge.

La sentenza del 24-3-1972 n. 899 della Sezione II della Corte di Cassazione testualmente recita: «È inesistente il divieto giuridico di tenere cani in condominio. Il regolamento condominiale che contenga una norma contraria è limitativo del diritto di proprietà, quindi giuridicamente nullo. L’assemblea condominale non può deliberarlo». Da segnalare anche le due sentenze emesse da un pretore di Torino e da uno di Milano i quali hanno assolto dalle loro presunte colpe due proprietari di cani e in entrambi i casi hanno condannato i proprietari degli stabili alle spese giuridiche, sentenziando inoltre che: «i cani e gli altri animali domestici fanno parte delle affettività familiari».

I divieti.

Un’altra importante sentenza è quella relativa a un procedimento dinanzi al giudice di Parma, il quale ha stabilito che in un condominio l’assemblea dei condomini non può, anche con il voto di maggioranza, imporre il divieto di tenere animali. Ciascuno può avere accanto a sé un animale per amico e nessun regolamento di condominio può considerarsi valido se contiene una norma restrittiva in questo senso.

I diritti.

Chi dovesse trovarsi in questa spiacevole situazione deve far valere i suoi diritti e deve sapere che anche se il suo animale rischia il pericolo di essere allontanato per il disturbo della quiete pubblica i motivi della protesta dei vicini vanno dimostrati e vagliati caso per caso, per decidere se i rumori superino il livello di normale tollerabilità. Una sentenza del pretore di Campobasso del 1990 stabilisce che è necessario l’accertamento dell’effettivo pregiudizio recato alla collettività dei condomini sotto il profilo dell’igiene e della quiete, non essendo sufficiente il semplice possesso degli animali.

L’abbaio.

C’è poi la suddetta sentenza della Cassazione n.1394 del 6-3-2000: «Se il cane abbaia non è disturbo della quiete. Se il cane non disturba una pluralità di persone ma solo il vicino “il fatto non sussiste”. Perché vi sia reato “è necessario che i rumori siano obiettivamente idonei a incidere negativamente sulla tranquillità di un numero indeterminato di persone». Ma è diverso se l’abbaio disturba di notte: lì basta che sia disturbato anche un solo individuo.

La scelta.

Naturalmente nella scelta dell’animale con cui dividere i nostri giorni dobbiamo avere molto buon senso escludendo tutti gli animali che più soffrono la privazione della libertà, orientandoci verso animali di cui sia possibile soddisfare i bisogni e rispettare le caratteristiche etologiche.

Fonte

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LadyCat

LadyCat

Amministratrice di VegAmami! Vegetariana dal 2002, volontaria in canili e CRAS per tanti anni, mamma, moglie, maestra, innamorata degli animali selvatici e della vita di campagna.

14 thoughts on “Fido in condominio: quotidiane liti fra vicini. Ecco cosa dice la legge.

  • 4 giugno 2013 at 16:00
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    io sono d’accordo che l’animale abbia il diritto ad abbaiare e che debba stare nei condomini. Ma io metterei la museruola ai proprietari di questi animali che anzicché cercare di educarli per consentire una quiete pubblica li incitano ad abbaiare, ridendo quando le persone che si svegliano alle 5 del mattino all’ora di pranzo vorrebbero fare un pisolino e non possono perchè il cane ogni minima mosca abbaia a scattacuore. Io ho parlato più volte con il proprietario del cane che abita nel mio condominio ma non mi da neanche retta anzi affaccia nel balcone chiama il cane e gli dice di abbaiare “vediamo se devono comandare loro nel mio appartamento”…..questo non è giusto, ognuno a casa propria può tenere lo zoo purchè si rispettino anche le altre persone

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  • 18 settembre 2013 at 14:53
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    Salve,
    qualcuno mi sa dire di chi è la responsabilità, all’interno di un condominio in cui un cane abbaia ininterrottamente per ore, appena i padroni escono di casa alla mattina?
    Cerco di coinvolgere l’amministratore da circa un anno…ma niente, avrà chiamato i padroni del cane forse solo due volte avvisandoli del fatto che il loro cane arrecava disturbo. Gli stessi padroni, pur sapendo del loro cane, non hanno un minimo di rispetto e se ne fregano altamente. La protezione animali mi ha risposto: “Bè tuttavia…è normale che i cani abbaino”. La polizia Municipale, non può farci nulla. E’ quindi possibile che l’Amministratore non abbia un ruolo in tutto questo? Esiste un regolamento condominiale, e so anche della possibilità, in caso, di modificarlo. Qualcuno mi sa aiutare?
    Grazie
    Annamaria

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  • 9 ottobre 2013 at 12:16
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    rispondo ad Anna e ad Annamaria: purtroppo anche io mi trovo nella vostra stessa situazione sopportando da più di 10 anni un maledetto cane a mio avviso non normale cha abbaia in maniera isterica tutto il giorno e anche di notte, per qualsiasi cosa (sottolineo qualsiasi) mentre i padroni se ne fregano altamente lasciandolo abbaiare all’infinito senza il minimo rispetto nei miei confronti nonostante le molteplici lamentele ….. la cosa forse ancora più grave però è che non riesco a credere che veramente non si possa fare niente per difendere il proprio sacrosanto diritto di vivere in pace almeno a casa propria !!!!

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  • 20 maggio 2014 at 08:37
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    chi non ama gli animali non può capire…comunque che mi dite delle urla e schiamazzi degli “umani”?Se conosceste gli animali sarete meno “bestie”

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  • 26 maggio 2014 at 12:28
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    Ciao Cinza, credo tu possa fare qualcosa almeno per gli orari notturni chiamando i carabinieri.
    Maria…io sono un “accanita” amante degli animali: ho un cane ed ho sempre avuto animali in casa. Li tiro su dalla strada e li curo. Qui il discorso è un altro e ben diverso. Io non cel’ho con il cane, anzi mi fa pena per la sofferenza che prova..io cel’Ho con i padroni maleducati e non curanti della salute del proprio cane e dei vicini di casa. Si parla di rispetto per gli altri oltre che del proprio animale. Quindi non mi considero bestia, ne tanto meno considero bestia il mio cane (che ha le stesse cure e attenzioni di un figlio), considero bestie i miei vicini di casa.

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  • 27 maggio 2014 at 08:19
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    Anna quando ho risposto non ho proprio considerato il tuo comento mi riferivo ad altri precedenti interlocutori

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  • 28 maggio 2014 at 11:29
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    Ahh ok,…scusa Maria!

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  • 12 febbraio 2016 at 10:54
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    Sono proprio gli articoli come questo a creare problemi, perché fanno sembrare che chiunque possa di punto in bianco piazzare un cane in un condominio e permettergli di abbaiare senza misura, evitando logicamente di citare tutte le sentenze di condanna nei confronti dei proprietari di cani condannati sia per disturbo alla quiete pubblica (basta una sola persona disturbata, è il rumore a dover essere idoneo a disturbare più persone SE si trovassero idealmente in quella circostanza) sia per superamento dei 3 decibel di fondo e quindi inquinamento acustico e disturbo delle occupazioni e del riposo.
    Basta una registrazione audio/video e la querela-battaglia legale passa ai tribunali dove i proprietari incivili giustamente SOCCOMBONO dovendo attuare piani d’insonorizzazione a loro spese e versare spesso ingenti danni morali.

    Ma questo non lo dicono: così non si tutelano le persone civili e anche i padroni di cani civili. Si permette a chiunque di prendere un cane a piazzarlo a piangere solo in casa per ore, in ambienti spesso troppo ridotti rispetto alle necessità etologiche dell’animale, per magari sentirsi in diritto di dire “che i cani abbaiano”. Assolutamente errato: l’art 659 cp prevede espressamente che il padrone debba impedire lo strepitio di animali, e quindi debba attivarsi per eliminare i disagi che il proprio peloso arreca agli altri (anche, ad esempio, insonorizzando l’appartamento a sue spese).

    Quindi non facciamo passare messaggi errati, che allontanano dalle soluzioni amichevoli e incentivano le guerriglie e prese di posizione illogiche dei proprietari di cani contro i vicini, spesso reali vittime di sfinimenti acustici.

    La cosa migliore é il buon senso: cani piccoli se si hanno spazi piccoli; no cani se si sta fuori casa tante ore al giorno. No cani se non si hanno soldi per educarli fin da cuccioli con educatore cinofilo a limitare gli abbai. No cani se non si dispone delle risorse economiche per far fronte a problemi propri comportamentali o arrecati ad altri.

    Abbiate buonsenso e non fate passare tutto come concesso, si vivrà molto meglio. Senza contare che il cane rumoroso è sempre il più sofferente e mal tenuto, e questo NON va incentivato!

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  • 12 febbraio 2016 at 11:03
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    @annamaria: Carabinieri che devono attestare il disturbo della quiete pubblica (cita l’art. 659 cp). E sei alla prim denuncia. Secondo: esposto al comune. 3: ingaggia l’arpa e fai fare rilievi fonometrici (per il superamento dei decibel consentiti).

    Con queste tre cose (ma ne basta anche una) le autorità devono intervenire per porre rimedio alla situazione e puoi istruire un processo.

    Fai rispettare i tuoi diritti. Purtroppo il vigile urbano / polizia locale non sa mai niente di niente e anzi crea problemi perché dice che non ci sono diritti anzichè difenderli (sempre, sembra il suo ruolo).

    La legge invece parla chiaro.
    Nessun padrone di cani è immune alle querele e al risarcimento danni. Fatti valere, anche attraverso eventualmente il supporto di un legale.

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  • 15 febbraio 2016 at 17:46
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    Carola dal tono dei tuoi commenti si evince chiaramente che non sei un’amante degli animali, in particolare dei cani. Pur condividendo che esistono delle persone che non sono adatte a convivere con i cani non posso che disapprovare la tua idea secondo cui se non hai soldi per educare il cane che secondo te non dovrebbe abbaiare mai o non hai una casa grande tanto da consentirgli degli spazi ampi asserisci che è meglio non ospitare un cane….Allora ne fai una questione di ceto sociale? Ti sei mai resa conto di quanti pensionati che stentano ad andare avanti con le loro misere pensioni abbiano in casa un cane che per loro è l’unico essere vivente che sia in grado di dargli amore? E tu li priveresti di questo solo perché non possono permettersi di farli educare? E cosa mi dici di quelle famiglie con figli maleducati e chiassosi? Non rispondermi che c’è differenza tra un figlio ed un cane perché non avresti capito la differenza. Penso, alla fine di tutto, che debbano esserci tolleranza da una parte e rispetto dall’altra..e forse un po’ meno egoismo e superficialità nel trattare questi temi…Comunque dopo aver letto gli accorati commenti contro i cani posso solo concordare con il grande Totò che “più conosco gli uomini più amo i cani”

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  • 20 febbraio 2016 at 20:48
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    cara maria rileggi bene quanto scritto da carola e prova a capirne il senso!
    se non hai i soldi x farlo educare, educalo tu. se non ne sei capace e nin hai i soldi allora non prenderlo, perchè non saresti cmq autorizzata a disturbare.
    se hai accanto bimbi che piangendo non ti fanno dormire, parla con i tuoi vicini e chiedi di risolvere come farebbe ugualmente chi non dorme per colpa di un cane…nessuna differenza.
    …e ricorda che la libertà finisce quando invadi quella altrui.

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  • 5 marzo 2017 at 11:12
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    @Carola: ma se il cane non ha mai abbaiano e ora da qualche mese se non c’è nessuno in casa abbaia? Che si può fare
    Hanno fatto denuncia alla Asl di competenza e stanno raccogliendo le firme…..
    Cosa possono fare al cane e ai padroni?
    Premetto che la notte non abbaia
    Solo il giorno …ma tanto è di continuo ….cosa che andrebbe monitorata perché non credo che un cane in giardino abbaia per 5 ore di seguito senza fermarsi mai….

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  • 16 maggio 2017 at 17:45
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    Ridikolo……ma quanto amore x gli animali….nnho parole…..siete kosi amorevoli kn loro e kn le xsone nn siete altro ke insensibili e inkuranti dei loro diritti…..il rispetto deve esserci nei confronti di tutti gli esseri viventi….senza kalpestare la tranquillita di nessuno….ultimamente si sta dando piu importanza agli animali ke agli uomini….QUESTO É ASSURDO.

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  • LadyCat
    1 giugno 2017 at 10:40
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    @Mil84: Hai dimenticato la k in “confronti”… XD

    RispondiRispondi

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