Il circo senza animali: intervista a Ivan Eotvos.

Ho posto qualche domanda a Ivan, portavoce e responsabile dell’ufficio stampa a Roma di due spettacoli circensi, Boreal e Magnifico Acquatico della ZoppisProductions, che propongono divertimento, magia, storie incantevoli, suoni e attrazioni di altissimo livello tecnico, senza l’uso di animali dal vivo. Da cinque anni la famiglia Zoppis ha conquistato l’Europa, riscuotendo un enorme assenso di pubblico e di critiche. Io lo denomino “circo innovativo”, e assistere a questo tipo di spettacolo è come partecipare a una fiaba per grandi e piccini. Alla fine dello spettacolo, finalmente possiamo dire di essere stati rapiti con piacere da un’atmosfera fantastica e da sogno.

Ivan, come hai iniziato la tua carriera? Hai iniziato a lavorare in un circo con animali?

Io sono nato in un circo con moltissimi animali come è tuttora il circo Americano, della famiglia Togni. Sono stato a contatto con animali di ogni genere. Da bambino in Spagna, nel circo Europa della famiglia Faggioni, avevamo un rapporto bellissimo con gli animali presenti in quelle grandi strutture. Avevamo perfino una giraffa, di nome Feri, che aveva preso l’abitudine di mangiare direttamente dalla finestra della cucina della nostra roulotte. Si affacciava con il suo lungo collo e praticamente entrava con il muso nella finestra e noi gli passavamo dell’insalata, qualche ortaggio o un po’ di pane. Ma con molta prudenza perché le giraffe, nonostante le dimensioni, sono animali delicati, soprattutto di stomaco.

Che esperienza hai fatto in quegli anni?

Nel circo si fanno le esperienze più disparate. Non è solo un mestiere, ma un vero e proprio stile di vita. Una grande scuola di vita che, come molte altre cose, ha i suoi aspetti positivi e aspetti un po’ più tendenti al negativo. Ma se devo fare un conto, la somma è estremamente positiva, sia a livello professionale che umano.

Come venivano trattati gli animali?

Gli animali nel circo vengono trattati bene. Quello che è poco chiaro è il contesto normativo in cui i professionisti del settore si trovano ad operare, spesso differente addirittura da un comune all’altro. La soggettività e l’eccesso di norme, spesso ridondanti, portano i possessori di animali ad avere molte più responsabilità di quanto non si immagini. Sta alla coscienza della persona, molte volte e, come con i figli, il 99% dei genitori vogliono solo il meglio e si adoperano per dare tutte le cure possibili, spesso levandosi il pane di bocca. Poi un 1%, che per altro danneggia tutti, decide che l’animale è solo un mezzo, uno strumento di lavoro e dimostra di avere due difetti: il primo è l’indubbia crudeltà, il secondo è la poca avvedutezza verso ciò che comunque gli appartiene, dato che anche il più visto tra gli animali che si espongono al circo è molto dispendioso a livello economico per cibo, medicine, documenti e strutture logistiche.

Oggi, è una tua scelta quella di lavorare solo in circhi senza animali?

Inizialmente no, visto che come molte avventure professionali, questa è cominciata per caso. La mia scelta è stata quella di proseguire, e in questa scelta mi riconosco perché sono contento di lavorare per una struttura tra le più avanguardia del settore in tutti i campi. Il fatto che ci siano o meno gli animali non è fondamentale ma comunque ha un peso. In effetti, in alcuni campi della nostra vita, persistono degli anacronismi che andrebbero affrontati. Per il resto, il circo è principalmente (o almeno dovrebbe tornare ad esserlo, uscendo dal dualismo animali-non-animali) soprattutto spettacolo. Spettacolo che si può fare in maniera molto dignitosa anche con gli animali ma che sicuramente si fa benissimo senza, come anche una grossa parte delle nostre origini suggerisce.

Quali sono gli intrattenimenti del “nuovo circo”?

Noi siamo i portatori di una storia antica; gli intrattenimenti delle nostre strutture sono gli stessi di molti altri circhi di più tradizionale concezione. Abbiamo due strutture operanti al momento a Roma, una è “Boreal“, un grande allestimento scenografico e una bellissima pista rotante attendata in via Cristoforo Colombo in zona Eur a Roma.
Sempre a Roma, in viale di Tor di Quinto, abbiamo il nostro allestimento più consolidato, “Magnifico Acquatico”, con un occhio alla scenografia e con una pista acquatica che mobilità 50mila litri d’acqua, tra cascate, fontane danzanti e zampilli di ogni sorta. In questi importanti allestimenti scenografici noi non facciamo una semplice rotazione di numeri ma raccontiamo delle storie. Delle storie che tutti possono capire e di cui tutti possono godere. Parliamo di rispetto e di fratellanza e speriamo di fare, nel nostro piccolo, anche un po’ di bene al nostro pubblico.

Cosa diresti al pubblico di bambini che vengono a vedere gli spettacoli di questo “nuovo circo”?

Ai loro genitori direi che i bambini sono il nostro pubblico di riferimento, e se a loro piace una cosa in genere la rifacciamo.
Ai bambini invece direi semplicemente di immaginare cosa sognano di un circo e di prepararsi a vederlo, perché il nostro scopo è quello di realizzare i loro sogni.

Ti ringrazio. 

 

Tengo a sottolineare, che spettacoli circensi senza l’uso di animali dal vivo, come questi, dimostrano che è possibile svolgere questa attività di intrattenimento con grandissimo successo. Quando eravamo bambini, i nostri genitori ci portavano al circo per conoscere gli animali, per vedere come era fatto un elefante o un leone, ecc. Oggi ci sono diversi modi per mostrare ai nostri figli gli animali, esistono interessanti documentari, o spettacoli come questi, che ci illustrano la vita di questi esseri in maniera dignitosa.

Ringrazio Ivan Eotvos per la sua disponibilità, e ringrazio tutti coloro che credono nell’esistenza di un “circo innovativo”.


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antonella tomassini

antonella tomassini

sono vegan e son contenta

3 commenti su “Il circo senza animali: intervista a Ivan Eotvos.

  • 22 Gennaio 2014 alle 20:24
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    …..dico solo che il circo senza animali non è circo…..punto e basta ed è cosi!…è da quando sono bambino che vado al circo e l’emozione che si prova è indescrivibile. …sicuramente dovrebbero sparire tutti quei circhi più piccolini che tribulano ad andare aventi e quindi potrebbero essere soggetti a mancanze nei confronti degli animali. Io lavoro con i cavalli e so riconoscere un animale quando sta bene o quando sta male anche se si parla di un felino, se soprattutto nasce in cattività, mi auguro che gli animali dal circo non vengano mai a mancare anzi si incrementi il numero, chiaramente sotto stretta osservazione si guardie zoofile e protezione animali che controllino e tolgano gli animali maltrattati e dati in affido a gente competente…togliere gli animali dal circo non si chiamerebbe più circo….

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  • 23 Gennaio 2014 alle 09:34
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    d’accordo. è venuto il momento di abbandonare il sonaglino e il dito in bocca cosi’ come gli incentivi statali.
    Gli animali non sono pupazzi. e basta prigioni.
    ciao

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  • 23 Gennaio 2014 alle 10:40
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    …il sonaglino e il dito in bocca…non c’entra nulla si sta facendo un discorso serio….va bene uno spettacolo senza animali ma non lo si può chiamare circo…e per tanto così meglio lasciare perdere. …chi non conosce gli animali lasci perdere ogni commento. ..

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