“Carne”, di Ruth L. Ozeki

Quando ho avuto tra le mani questo libro, definito da La repubblica come “un romanzo cult per i vegetariani e gli animalisti più radicali”, inizialmente mi sono soffermata sull’immagine della copertina. Toccante, direi: in primo piano una mucca di plastica su un prato verde e brillante, ma sempre di plastica.

Ho capito che il romanzo di esordio, di Ruth L. Ozeki, autrice nipponico-americana, sarebbe stato un solido documento di denuncia,  che mi avrebbe coinvolto nella lettura.

Quindi lo consiglio con tutto il cuore a tutti coloro che, impotenti a ciò che televisione e media divulgano ogni giorno in maniera scorretta, vogliono aprire i propri occhi.

La protagonista è Jane, una giovane donna documentarista che attraverso il suo lavoro riesce a diventar consapevole di quanto il mondo americano con la sua carne, piena di ormoni e medicinali somministrati negli animali, crei  vittime e una notevole crescita di tumori. Si parla del DES (vedi wiki), ormone e contraccettivo, usato fino agli anni settanta,  per far sì che i bovini crescessero più velocemente sia dai governi europei che americani.

La storia scorre in maniera fluida, Jane  con il suo programma  “La moglie americana”, ideato per la televisione giapponese allo scopo di mostrare il valore nutrizionale delle carni statunitensi, entra  per un anno nelle case delle famiglie americane.  Ad ogni episodio ci presenta “la moglie” che in diretta parla un po’ della propria famiglia, figli ecc. e, soprattutto, cucina piatti a base di carne bovina.

Quindi, il romanzo è uno spaccato della moderna vita americana ma è anche una presentazione della condizione della donna in Giappone.

Dall’altra parte del mondo, infatti, in Giappone, Akiko, altra protagonista del romanzo, infelice moglie senza figli di Ueno, direttore della Beef-ex, la grande società americana specializzata in esportazioni e allevamento di bestiami, che ha appunto commissionato il programma televisivo di Jane. Akiko è costretta dal marito a seguire tutte le puntate e ad imparare a cucinare i piatti presentati. Ueno è un uomo violento, obbliga la moglie, giovane e magra, a mangiar carne convinto che così possa dargli il figlio tanto sperato.

Presto Jane, vuole caratterizzare il suo programma, cercando non più il classico  stereotipo di famiglia, casa, e moglie americana.  Si mette alla ricerca di personaggi straordinari, addentrandosi nel mondo della produzione della carne, che la porteranno alla conoscenza della realtà e di tutte quelle tecniche alimentari nocive agli animali e all’uomo.

Leggendo le pagine di Carne accetti di non essere più impotente a chi vuol continuare a distruggere il bene solo per il guadagno dei numerosi colossi mondiali, diventando consapevole grazie all’entusiasmo e la delicatezza delle parole dell’autrice.


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antonella tomassini

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sono vegan e son contenta

5 commenti su ““Carne”, di Ruth L. Ozeki

  • 24 Settembre 2011 alle 18:11
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    Bella recensione, mi ha fatto venire voglia di comprarlo. Qui in Germania, dopo “Eating animals” di J.S. Foer il bestseller animalista e anticarne è “Mangiare onestamente” (traduzione mia di “Anständig essen”) di Karin Duve, una giornalista che ha sperimentato nel suo quotidiano per sei mesi ciascun tipo di alimentazione da lei descritta, le difficoltà da lei incontrate e come le ha superate. In ordine si è nutrita con prodotti biologici, poi vegetariana, poi vegan e infine fruttariana. Un bellissimo viaggio alla scoperta del “si può fare”. L’esperienza l’ha condotta a vivere in modo quasi totalmente vegan. Si legge di un fiato, peccato che non sia stato ancora tradotto in italiano. Ciao

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  • LadyCat
    24 Settembre 2011 alle 18:49
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    @Daniela Annabruna Ammassari: Grazie per il tuo commento Daniela!
    Il libro di cui parli sembra interessante…se un giorno avrai voglia di tradurre per noi qualche breve passaggio, sai che la porta è sempre aperta 😉
    A presto, buon fine settimana.

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  • 8 Ottobre 2011 alle 13:23
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    Ciao, bella recensione!
    Ho preso “Carne” qualche giorno fa in biblioteca. Credo sarà la mia prossima lettura. 🙂
    Volevo chiederti se posso linkare a questa pagina e a quella della tua recensione di “Se niente importa” sul mio blog. Vorrei inserirli all’interno di questa pagina-progetto, che vorrebbe raccogliere le impressioni di animalisti e vegetariani sul web riguardo a libri a tema: http://www.animalismoevegetarianesimo.com/p/libri-su-animalismo-e-vegetarianesimo.html

    Fammi sapere! Un saluto e complimenti per il blog. 🙂

    Pietro

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  • 7 Marzo 2013 alle 15:30
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    Il libro è effettivamente molto bello e dà da pensare, non solo ai vegetariani, direi, ma anche a tutti quanti si interrogano sulla nostra civiltà. Peccato che sia da tempo esaurito ed Einaudi – sono due anni che vorrei riacquistarne una copia – non abbia nessuna intenzione di ripubblicarlo…

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