Il gatto della magia…

Cristina ha sempre creduto in due cose nella sua vita: nell’amore infinito per i gatti e nella magia…bianca.

Amava i gatti fin quando i suoi teneri piedini hanno solleticato il pavimento per la prima volta, c’era un bel micione color della crema accanto a lei…quasi piu grande di lei, si chiamava Sofia.

E anche quando si recava a scuola la mattina, mentre l’inverno si impossessava dei dintorni con le sue manine di neve, tanti bei mici la scortavano lungo il tragitto da casa; non le appartenevano, ma  li sentiva suoi, per una sorta di affinità elettiva che avvertiva verso i loro occhioni di cristallo e quelle codine appuntite che si attorcigliavano alle sue piccole dita.

Portava loro la pappa, tutti i giorni, o meglio, quello che riusciva a trovare in casa che a loro potesse piacere…ecco i gommoni caramellosi, aveva scoperto, non erano una pappa da loro gradita…

Più grandicella, quando il ciliegio piantato dal papà nella casetta costruita pochi anni prima, la superava di ben due metri, arrivò a casa con un soriano tutto scorticato: era caduto nella calce viva, le urla del suo dolore stringevano il cuore anche ai vicini anziani poco senzienti.

Ma la piccola non si diede pace e curò tutto il giorno e la notte la micina sofferente; ci vollero settimane ma alla fine, contro ogni aspettativa, persino il veterinario non aveva visto alcuna possibilità, Murgnin, questo il nome della bellissima bestiolina, ce la fece…

Cristina e Murgnin erano indivisibili.

Poi arrivarono Menelao, Baldovino e Murgnin, versione maschile, tutti incantevoli micini di quartiere che intrappolavano il cuore dell’ormai adolescente Cristina.

Purtroppo la Natura chiamò a se quegli angeli che con coda e baffi avevano amato ed erano stati amati, nessun rimpianto perchè quell’amore così autentico e puro trasccendeva la linea della vita.

Per anni Cristina non tenne con sé più nessuna bestiola, ci volle molto per dimenticare quel dolore. Nel frattempo si era sposata, ma rimasta vedova e con due bambini, sola in una casa così vuota…

La sua situazione economica, a seguito di un brutto raggiro la fece cadere nel più profondo sconforto. Ma ce la doveva fare, per i suoi bambini.

Fu allora che un gattone bianco, dal pelo folto come un gomitolo, dagli occhi d’ambra e il musetto piattissimo entrò dalle finestre della sua casetta.

Chi mai aveva perso un simile esemplare? Perchè nessuno  lo aveva cercato disperatamente come lei fece per ricongiungerlo ai suoi padroni? Oh quegli occhi la guardavano come Murgnin aveva fatto tutta la sua vita..

Forse il gatto non era di nessuno…

Bellissimo, imponente, superbo…sapeva sempre dove stare, cosa guardare e chi ignorare.

Cristina, nonostante avesse ben poche possibilità in quegli anni, decise di tenerlo con sè, e gli diede l’affetto che poteva dare il suo cuore ammaccato dai dispiaceri, le pappe migliori che potesse permettersi e una cuccia calda vicino alla stufetta, per quando faceva freddo…non aveva il riscaldamento.

Bello, questo il nome che gli aveva dato, poichè ritenesse fosse essere l’unico appellativo che quella creatura potesse avere, sembrava una presenza sopra le righe, vicina ma eterea contemporaneamente. Faceva quasi soggezione; nessuno lo avvicinava senza un minimo di deferenza. Mai.

La cosa incredibile fu che per gli anni che seguirono, inspiegabilmente, i problemi andarono risolvendosi nel migliore dei modi, certo non senza fatica.

Tutto sotto quello sguardo compiaciuto di Bello che dall’alto dell’armadio teneva sott’occhio la situazione.

Cristina ringraziò la Natura per avergli fatto dono di quel micio che ora riusciva a donarle ancora fiducia nella vita e che  che sentiva vegliare su di sè  e sui suoi bambini.

Dopo otto anni, periodo in cui le campanelle delle fate tornarono a suonare per la modesta famigliola, senza una spiegabile motivazione Bello venne trovato steso sul pavimento della sala. Si era addormentato, per sempre.

Non era malato, aveva peraltro appena fatto la visita di controllo la settimana di inizio mese, e dunque?

Il dolore fu grande…tanto più che la sorpresa colse tutti a mezzo fiato.

Era quasi Natale. Non poteva essere peggio di così.

Ma Cristina sapeva. Sapeva che Bello non era solo un meraviglioso e dolcissimo micio dalle zampine rotonde e il musetto allegro.

Sapeva che era un angelo venuto a portar via tutto il male  che aveva colpito la sua famiglia e nel preciso momento in cui questo fu esaurito lui tornò nella sua terra celeste e magica.

Da allora Cristina non ebbe più i problemi che per anni l’avevano afflitta.

Era stato Bello, a togliere il male…lei lo sapeva.

Da quel momento non smise mai di lasciare socchiusda la finestra della cucina da dove quel piccolo miracolo peloso era entrato.

Ancora con la voglia di riabbracciare quel batuffolo d’amore.

Per te Bello, autentico angelo;  ti sei donato senza mai chiedere nulla.


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Marzia Fabiana Vico

Mi chiamo Marzia Fabiana Vico e sono una scrittrice ed illustratrice free lance. Vegana, assolutamente. Laureata in Psicologia nel 2007 presso l'Università degli Studi di Pavia, ho incontrato la magia nei miei viaggi, la terra ha un sapere mai detto che basta cogliere in un frammento per essere svelato...Vivo nella terra di mezzo con saltuari passaggi in quel di Pavia. Ho pubblicato con Perrone editore opere in raccolta: La Gola (2009), La Lussuria (2009), Tramonti di ruggine (2010). Con Poesiaèrivoluzione opere in raccolte: La Maschera (2011), La Libertà (2011). In arrivo nuove pubblicazioni... Quando non scrivo mi occupo di incantesimi, pozioni e incontri con creature di altre dimensioni...

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