Veg* e contenti.

Proteggere gli animali e poi mangiarli non è proprio il massimo della coerenza; è d’altronde facilmente constatabile che cani e gatti riscuotono molte più simpatie rispetto agli altri animali e che spesso si dichiara “animalista” chi in realta si occupa solo di animali definiti “da affezione”, senza tanto curarsi di cosa c’è nel piatto.

E’ importante quindi dare un segnale chiaro: tutti gli animali hanno lo stesso diritto di base, cioè vivere nel rispetto delle loro esigenze fondamentali. La carne non è assolutamente necessaria né per i bambini, né per gli anziani e quindi si può sostituire con facilità.

Per questo basta vedere il sito dell’Associazione Vegetariana Italiana www.vegetariani.it oppure il sito della Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana www.scienzavegetariana.it; maggiore attenzione è dovuta per la scelta vegan, che – sviluppando il cammino verso la coerenza – non ammette il consumo di prodotti che attualmente comportano comunque la sofferenza e la morte degli animali; è vero ad esempio che la gallina non deve morire per fare un uovo, ma per mantenere i prezzi a livelli accettabili dai consumatori:

I pulcini maschi vengono triturati assieme ai gusci oppure gasati ecc.

Le galline ovaiole fanno normalmente una vita infernale e anche quelle da allevamenti biologici, quando non producono più non vanno certo in pensione, ma vengono scannate come le altre.
La dieta vegan, potendo contare su un numero più ridotto di alimenti e soprattutto essendo molto meno seguita e quindi conosciuta, comporta la necessità di un’attenzione maggiore.

Per risolvere i problemi dei vegan sono sorti diversi siti, fra cui segnaliamo

Vegan Italia
www.happyvegan.org
www.saicosamangi.info
www.viverevegan.org
www.vegan3000.it

Chi fa una scelta vegetariana o soprattutto vegan si renderà ben presto conto delle difficoltà “sociali” che questo comporta (al ristorante, con gli amici, con i parenti ecc.); è quindi importante saper sostenere adeguatamente la coerenza della propria scelta; la “controparte” resta ad esempio in genere disorientata se le dite “saresti il primo a contestarmi se mangiassi gli animali che dico di difendere”, aggiungendo riferimenti di tipo culturale, come scelta di nonviolenza seguita anche da Gandhi, Capitini, Leonardo da Vinci, Pitagora ecc. e come scelta di solidarietà sociale, visto che un terzo dei cereali prodotti vengono dati in pasto agli animali da carne, mentre potrebbero “fornire pane agli affamati”.

Un ultimo consiglio: le persone che sono in contatto con voi si formeranno un’opinione e si sensibilizzeranno sul vegetarismo e sul veganismo sulla base del vostro comportamento verso di loro; è comprensibile quindi il senso di disgusto che ci può dare un commensale che si mangia un’ostrica viva, ma un atteggiamento di sola critica rabbiosa non avrà un effetto molto più convincente di quello che può avere nel dissuadere dall’uso dell’auto il prendere a pugni le auto ferme al semaforo e insultandone i conducenti…

Fonte

Ti piace il blog? Seguici! ;-)

LadyCat

LadyCat

Amministratrice di VegAmami! Vegetariana dal 2002, volontaria in canili e CRAS per tanti anni, mamma, moglie, maestra, innamorata degli animali selvatici e della vita di campagna.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.