Mangiar sano a Go! Veg, The Home Restaurant: intervista a Miriam Putignano

12401018_1634485493484189_7141758344352745805_nQuando viaggiamo in un luogo a noi sconosciuto, ci piacerebbe scoprire le tradizioni e le usanze tipiche, la storia, e soprattutto entrare in una vera cucina di una casa, che ci ospita e ci fa assaporare cibi genuini e gustosi facendoci conoscere altre persone. Sarebbe come andare a mangiare a casa di una zia o di un parente, o di un’amica. Sarebbe come portar a casa un pezzetto del nostro viaggio, differente dal dire “ho mangiato in quel ristorantino tipico a riva di mare”, dove spesso il personale ha solo il tempo di servire e pochi secondi per scambiare una chiacchiera. Questa è l’idea di home restaurant, che sta facendo tendenza anche qui in Italia, dove si mangia risparmiando, rispetto ad un ristorante  normale e c’è tempo per raccontarsi e passare una bella serata. Socializzare è il principio.

Ricerco su internet  la lista dei migliori home restaurant in Italia. La lista è lunga: leggo di nonna Leo, arzilla vecchina genovese che a 96 anni ha aperto col nipote Fabrizio il primo “ristorante in casa” di Genova. A Roma ci sono Mik e Dani bravissimi nel preparare i piatti della tradizione romana e italianaMa’Hidden Kitchen Supper Club di Milano” e le sue cene misteriose. Il Salotto”: primo Home Restaurant a Crotone e in Calabria.

11037709_1554952374770835_353084558952099823_nLeggo anche che c’è il Go! Veg Home Restaurant, e mi colpisce questo nome.

Approfondisco la storia di Miriam Putignano, titolare della Libreria Gilgamesh, vegetariana dall’età di 15 anni, che cucina per passione insieme al marito Massimo Prontera, nel suo home restaurant vegetariano/vegano, che ha sede a Taranto, la città dei due mari. Sono presenti su Gnammo, segnalati su Vegagenda 2016 ed hanno una pagina Facebook, ricca di appuntamenti e foto di piatti che ti fanno venire  l’acquolina in bocca.

E subito mi incuriosisce scambiare due chiacchiere con lei. Contatto Miriam tramite la pagina Facebook, e disponibilissima mi dedica il suo tempo e la sua simpatia.

Miriam, come sei diventata vegetariana?    

All’età di 15 anni, dopo aver adottato un cagnolino. Ti parlo del ’91, e di questi temi si parlava pochissimo. Semplicemente, la compassione nei confronti degli animali, ed anche l’osservazione di quanti sentimenti riuscissero a provare, mi convinse che non era giusto ucciderli per mangiare, non mancando certo le alternative.

Ora, nell’ultimo anno, mi sto avviando a diventare vegana, visto che anche i derivati del latte e delle uova vengono quasi sempre da contesti in cui gli animali vengono sfruttati. E, anche se per me non è la motivazione principale, la scelta vegana è quella evidentemente più salutare. Ho visto molti cambiamenti fisici positivi.

Come nasce l’idea di un home restaurant vegetariano- vegan?

MiriamUn paio di anni fa ho cominciato ad eliminare dall’alimentazione tutti i prodotti industriali, con tutto il loro carico di conservanti, additivi chimici ed oli poco salutari, e quindi a produrre in casa pane, brioche, friselle, latte di riso, latte di avena, centrifugati, marmellate, liquori. A quel punto, gli amici hanno cominciato a dirmi che avrei dovuto far provare anche agli altri quelle “autoproduzioni”. E sono quelle che offriamo durante le nostre cene. Poi mi hanno anche regalato un timbro con la scritta “home made”.

Che genere di ospiti ha il tuo home restaurant, parlaci dei tuoi “ amici appena conosciuti” come li definisci tu. Apprezzano la cena, di cosa si discute a tavola?

Abbiamo conosciuto tantissime persone simpatiche, con le quali siamo rimaste in contatto quasi quotidiano. Una metà, diciamo, vegetariani o vegani, ma una metà onnivori. Ed è da questi ultimi che traggo più soddisfazione, quando percepisco che hanno gradito il cibo.

Di solito sono persone che ho conosciuto attraverso la mia libreria, o che ha conosciuto mio marito Massimo attraverso la sua professione (è architetto); altre volte, invece, sono persone che ci raggiungono incuriosite dall’idea, anche da altre province o regioni.

La caratteristica che accomuna gli ospiti è quella di essere aperti al dialogo e alle nuove conoscenze. Per quello si parla di social eating. Tanti fuorisede che ora vivono all’estero erano già abituati all’idea dell’home restaurant e magari avevano già vissuto l’esperienza.

Comunque, vengono fuori sempre tante storie, ricordi, racconti di viaggi, l’ultima volta si è arrivati anche a parlare di vita e di morte (!). Qualche volta si parla di alimentazione. Ma soprattutto si chiacchiera!

1507107_10208273775751405_3616759198784564896_nHai iniziato questa nuova avventura il 2 maggio 2015, oggi hai maggiore passione a far conoscere questa scelta etica a più persone?

Sì, il progetto di home restaurant va avanti ormai da molti mesi. La passione c’è e c’è sempre stata, ma ti dico sinceramente che la scelta etica, secondo me, ha una tale dirompenza, e così tanto sovverte tutte le nostre convinzioni di “mondo occidentale”, che non ha bisogno di essere spinta molto. Voglio dire, si parla di tutto, ma sempre con leggerezza e con rispetto per tutti.

Parlaci dei tuoi piatti, sono preparati tutti in casa, compreso anche il pane?

Preparo tutto personalmente, come ti dicevo. Acquistiamo vino, olio, farine e vegetali biologici da gruppi di acquisto solidali. E con quelli realizziamo tutto, sempre senza congelare, né conservare nulla. Tutto ad hoc per il numero di ospiti che aspettiamo.

E la “Mattonella al cioccolato con salsa all’arancia” cosa è?

Hai scoperto che adoro preparare i dolci? Sono la mia passione! (anche mangiarli)

La mattonella è un dolce che parte dall’idea della Sacher torte e la destruttura. Sempre tutto senza uova, né burro, né latte.

1459990_10208273776151415_8244000804086848654_nQual è il tema delle tue cene? Leggo sulla pagina Facebook del Go! Veg, che si terrà la cena dei sette pianeti o la cena dei 5 scrittori, di cosa si tratta?

A volte ci divertiamo a dare un tema alle cene, per caratterizzarle ed anche per avere un punto di partenza per chiacchierare con gli ospiti. Per la prossima ho pensato di abbinare i piatti principali a cinque famosi scrittori. Le mie orecchiette di grano arso non potevo che dedicarle a Gianrico Carofiglio, ad esempio.

A che prezzo mediamente si può mangiar sano al Go! veg home restaurant?

Normalmente chiediamo un rimborso spese di 25 euro per una cena placée composta da aperitivo, antipasto, primo, secondo con contorni, dolci e “sopratavola”, come diciamo in Puglia, cioè tutte quelle piacevolezze che fanno proseguire la conversazione.

Grazie Miriam, spero di essere presto a cena a casa tua, tra gli amici appena conosciuti.

 Ti ringrazio e ti aspetto quando vorrai.

INFO E CONTATTI: 3495703083

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antonella tomassini

antonella tomassini

sono vegan e son contenta

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