Il tofu di Veganzo!

La nostra collaboratrice mimi ha le mani in pasta un po’ ovunque…basta che si aprli di scelte non crudeli e lei spunta fuori! 

Dunque sono felice di presentarvi il sito al quale collabora (oltre al nostro e al suo!): veganzo. “Veganzo è un gruppo nato nel 2011 in occasione dell’organizzazione del festival Vegan Days Livorno e si propone di far conoscere e diffondere un veganismo libero da frikkettonismi, ironico e che non faccia venire il latte di soia alle ginocchia.” (fb)
A maggio di quest’anno è nato il sito, e qui ho letto la ricetta del tofu autoprodotto.

Colgo l’occasione per ricordare che Veganzo organizza una cena rigorosamente vegan il 24 ottobre, per aiutare gli amici del Rifugio di Tom. Prenotazione obbligatoria sulla pagina dell’evento.

Ingredienti:

  • 500g di soia gialla biologica
  • 5l  di acqua
  • 15g di nigari (caglio vegetale a base di cloruro di magnesio che troverete nei negozi bio) molti usano l’aceto di vino oppure il limone, noi abbiam provato anche questo metodo ed il risultato è una deliziosa ricottina vegan, ma non di certo il classico panetto solido di tofu.
  • 1cm di alga Kombu (facoltativo)

Attrezzi occorrenti:

  • 2 pentole da 5l
  • 1 scolapasta
  • garza o canovaccio di cotone
  • forma per tofu (potete adattare qualsiasi ciotola riutilizzando contenitori vari)

N.B. noi abbiam usato un quantitativo di soia che ci permetterà di ottenere un panetto per circa 5\6 persone (circa 300-400g di tofu), ma voi potete dimezzare le quantità volendo.

Procedimento:

  1. Come prima cosa occorre mettetere la soia in ammollo per almeno 12 ore, con un cm di alga kombu se ce l’avete (un’alga ricca di  ferro, calcio, iodio, magnesio che rilascierà al vostro tofu questi minerali preziosi).
  2. Mettiamo poi un pentolone  con i 5l di acqua sul fuoco a bollire e nel contempo sciacquiamo e scoliamo per bene la soia, con l’aiuto di un frullatore e l’aggiunta di un po’ di acqua calda, che preleveremo dal pentolone (attenzione l’acqua totale deve rimanere 5 l), frulliamo per bene la soia che sarà bella morbida fino ad ottenere una crema.
  3. Intanto l’acqua del pentolone sarà giunta a bollore, a questo punto possiamo immergervi il frullato di soia che abbiamo ottenuto e farla sobbollire per circa 15 minuti (attenzione perchè tende a fare l’effetto lava, quindi occhio alla fiamma, l’acqua deve comunque bollire!). Spegniamo la fiamma, facciamo riposare e nel frattempo prepariamo l’altro pentolone (capienza 5 l) appoggiamoci sopra lo scolapasta, dentro al quale avremo sistemato la garza che ci aiuterà a filtrare.
  4. Rovesciamo pian piano il contenuto della pentola nel colapasta, possiamo aiutarci anche con un pentolino più piccolo se il pentolone è ancora bollente, l’importante è che l’intero contenuto venga trasferito tutto nel colapasta.
  5. A questo punto dovremmo trovarci ad avere nel colapasta una sorta di purea che altro non è che l’okaradefinita spesso come scarto di produzione (ci vengono i brividi al solo pensiero!), è invece un vero e proprio alimento, ricchissimo, con la quale si possono fare un infinità di ricette dalla polpette alle torte, ma ne parliamo più avanti! Mettiamo la preziosa okara da parte in un contenitore, dopo averla pressata per bene (magari metteteci un peso sopra lasciandola riposare e scolare per una quindicina di minuti). Quello che avremo ottenuto nel pentolone dal filtraggio dell’okara non è altro che latte di soia puro al 100%. A questo punto con questo latte otterremo il nostro tofu aggiungendo il caglio vegetale.
  6. Mettiamo il pentolone sul fuoco con il latte di soia e portiamo ad ebollizione, nel frattempo prendiamo un piccolo bricco e facciamo sciogliere al suo interno i 15g di nigari con un fondo d’acqua, la quantità giusta perchè i cristalli si sciolgano. Una volta sciolto per bene, spegnere il fuoco del pentolone (quando il latte è arrivato a bollore) e pian piano versare il caglio nel latte, mescolando gentilmente con un cucchiaio di legno, delicatamente, a questo punto vedremo dopo pochi istanti il latte cagliare, lasciamo stare tutto così per una decina di minuti.
  7. Intanto prepariamo l’altro pentolone, che a questo punto sarà vuoto, e ripetiamo la stessa operazione del filtraggio ma stavolta ci aiuteremo con una schiumarola, prelevando tutti i fiocchi di tofu e appoggiandoli nello scolapasta con la garza. Finita questa operazione, lasciamo il tofu stretto nella garza con un peso sopra per ancora una ventina di minuti, dopodiché possiamo metterlo nella forma scelta e conservarlo in frigo. Qualcuno lo conserva insieme ad un po di acqua del filtraggio nel frigorifero, così si conserva più a lungo, a noi di solito non occorre una lnga conservazione perchè lo finiamo subito! Tongue Out

Fonte: veganzo.blogspot.it

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LadyCat

LadyCat

Amministratrice di VegAmami! Vegetariana dal 2002, volontaria in canili e CRAS per tanti anni, mamma, moglie, maestra, innamorata degli animali selvatici e della vita di campagna.

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