I danni della carne.

[1] Cosa penseresti se ti dicessi che il consumo di carne è associato con le malattie cardiovascolari, il cancro e il diabete?

O se ti dicessi che l’industria della carne uccide più di 10 miliardi di animali ogni anno, negli Stati Uniti soltanto, e che contribuisce all’inquinamento più dei gas di scarico di tutte le auto nel mondo?

Non sono qui per giudicare cosa mangi o come hai deciso di vivere la tua vita, quanto piuttosto per condividere con te delle informazioni che ho raccolto e che ritengo estremamente interessanti.

Ritengo che la conoscenza sia uno strumento meraviglioso che ci dà il dono di comprendere il mondo intorno a noi e fare scelte consapevoli.

Ecco alcuni dei dati che ho trovato e raccolto:

Implicazioni per la Salute

Un americano su tre morirà a causa di una malattia cardiovascolare. Uno su cinque morirà di cancro. Due su tre sono sovrappeso.

Il dottor Colin Campbell, nutrizionista statunitense, ha evidenziato come “quelle che ormai siamo portati a ritenere come “normali” malattie del processo di invecchiamento, in realtà non sono per nulla normali.

Le ricerche dimostrano come la maggior parte, circa l’80-90% di tutte le forme di cancro, delle malattie cardiovascolari e delle altre forme di malattie degenerative possono essere prevenute, almeno fino alla tarda età, semplicemente adottando una dieta a base vegetale“.

“Il corpo umano può trarre dal mondo vegetale tutte le sostanze fondamentali di cui necessita, senza dover ricorrere a proteine animali o pianificare in modo meticoloso ogni singolo pasto.

[2] La carne ha effetti disastrosi sul corpo umano. Effetti che non si materializzano a breve termine, ma negli anni. Più il corpo, col passare del tempo, viene impegnato nell’eliminazione delle scorie tossiche di una alimentazione carnea, meno energia avrà a disposizione per respingere gli attacchi esterni e sarà quindi più esposto alle malattie. Analizziamo gli effetti della carne sull’organismo umano.

Bisogna sapere che quando un animale viene macellato, le sostanze di scarto che normalmente sarebbero eliminate dal flusso sanguigno rimangono nella carne in via di putrefazione. Chi mangia la carne introduce nel proprio corpo rifiuti tossici che normalmente l’animale avrebbe eliminato con l’urina. Il dottor Owen S. Parrett, nella sua pubblicazione “Perché io non mangio carne“, osserva che quando si fa bollire la carne di manzo, i rifiuti appaiono sulla superficie nella forma di un estratto solubile, del “tè di manzo”, che all’analisi chimica risulta molto simile all’urina. Questo perché, non bisogna dimenticarlo, la carne che l’uomo ingerisce altro non è che un pezzo di cadavere in putrefazione, un cadavere che, quindi, porta con sé rifiuti tossici e altre impurità altamente pericolose.

Un’altra indicazione che il consumo di carne non è naturale per l’uomo è data dall’incapacità del suo corpo di assimilare le dosi eccessive di grassi animali contenute nei cibi, mentre gli animali carnivori possono metabolizzare una quantità quasi illimitata di colesterolo e grassi, senza effetti negativi. Gli animali vegetariani, invece, hanno una limitata capacità di elaborare grassi saturi o colesterolo superiore alla quantità richiesta dal loro corpo; qualora si ecceda per molti anni nel consumo di tali elementi, i depositi grassi (placche) si accumulano nelle pareti interne delle arterie, provocandone l’indurimento, ossia quella malattia conosciuta col nome di arteriosclerosi. Poiché i depositi di grasso impediscono il normale flusso del sangue verso il cuore, ecco che aumentano le probabilità di collassi, attacchi cardiaci e infarti.

Nei paesi industrializzati che praticano l’agricoltura intensiva, la carne è ulteriormente caricata di additivi chimici: DDT, arsenico (usato come stimolante della crescita), solfato di sodio (che dà alla carne il colore rosso) e il DES, un ormone sintetico notoriamente cancerogeno. La carne contiene molti agenti ritenuti cancerogeni o responsabili delle metastasi del cancro: per esempio, un kg scarso di carne alla griglia contiene la stessa quantità di benzopirene di 600 sigarette! Numerosi prodotti chimici potenzialmente dannosi, dunque, vengono aggiunti alla carne, senza che i consumatori lo sappiano. Nel libro “Poison in your Body“, Gary e Steven Null offrono una descrizione delle ultime tecniche adottate nelle fattorie per allevamento industriale: “Gli animali sono tenuti in vita e ingrassati con la continua somministrazione di tranquillanti, ormoni, antibiotici e altre 2700 droghe.

Questo trattamento inizia prima della nascita e continua a lungo, anche dopo che gli animali sono morti. E, sebbene queste droghe continuino a essere presenti nella loro carne quando voi la mangiate, la legge non richiede che esse vengano denunciate sulla confezione. Una di queste sostanze è il dietilstilbestrol (DES), un ormone della crescita che si continua ad usare in America anche se si è scoperto che è cancerogeno. Un altro stimolante della crescita è l’arsenico: nel 1972 il Dipartimento Americano dell’Agricoltura riscontrò che la presenza di questo veleno superava il limite legale, fissato nel 15% della produzione nazionale di pollame. Il nitrato e il nitrito di sodio, conservanti chimici per rallentare il processo di putrefazione nelle carni salate e in altri prodotti come prosciutto, pancetta, salame, salsicce e pesce, sono anch’essi nocivi per la salute e vengono usati per dare alla carne quel coloro rosso.

Poiché gli animali sono costretti a vivere in condizioni di scarsa igiene e in poco spazio, necessitano di dosi massicce di antibiotici, i quali, naturalmente, venendo ingeriti insieme alla carne, creano all’interno dell’organismo umano dei batteri resistenti agli antibiotici. Anche la macellazione violenta determina nella carne la formazione di altri veleni naturali altrettanto forti. Questi veleni, uniti agli stimolanti e alle sostanze nocive rimaste nel sangue dell’animale (come l’acido urico), contaminano ulteriormente la carne destinata ai consumatori”. Un quadro davvero rassicurante per i cosiddetti “carnivori”.

In aggiunta ai veleni chimici, spesso la carne trasporta le malattie degli animali da macello che, stipati tutti assieme in condizioni di scarsa igiene e ipernutriti in modo innaturale, si ammalano molto più spesso degli altri. Nonostante le ispezioni fatte durante la selezione della carne, questa viene spesso messa sul mercato anche quando è meno sana di quanto gli acquirenti possano immaginare. Nel 1972 l’USDA rilasciò un rapporto sulle carcasse degli animali esaminate dopo che erano state asportate le parti malate. Circa 100.000 mucche presentavano forme di cancro agli occhi e 3.596.302 avevano il fegato malato. Del resto, spiegano gli stessi ispettori, se i controlli venissero fatti sul serio e si mantenesse una rigorosa severità, non resterebbe aperta una sola ditta di confezione di carne.

Forse l’argomento più importante di per sé a favore di una dieta senza carne, almeno per quanto riguarda la salute personale, è l’innegabile e ben documentata correlazione tra il consumo di carne e le malattie del cuore. In America, il paese con il più alto consumo di carne, una persona su due muore di malattie del cuore o dei relativi disturbi cardiovascolari. Queste malattie sono praticamente inesistenti nelle società dove il consumo di carne è basso. Il Journal of the American Medical Association riportava nel 1961 che “la dieta vegetariana può prevenire dal novanta al novantasette per cento delle malattie del cuore.” Dato che la dieta vegetariana limita l’assunzione di colesterolo, è logico che non si creino depositi di grasso con i conseguenti decessi per infarto o attacco di cuore. La patologia nota con il nome di arteriosclerosi è virtualmente sconosciuta nel mondo dei vegetariani. Secondo l’Encyclopaedia Britannica: “Le proteine contenute nelle noci, nei legumi, nei cereali e perfino nei prodotti del latte sono considerate relativamente pure comparate alla carne di manzo, che contiene il 66% di acqua impura.” Queste impurità non solo colpiscono il cuore, ma l’organismo intero.

Un’ulteriore prova che l’intestino dell’uomo non è adatto a digerire carne viene fornita da numerosi studi che stabiliscono una stretta relazione tra il cancro del colon e una dieta ricca di carne. Le cause della malattia sono il contenuto di grassi, la mancanza di fibre vegetali nella dieta e il lento transito nel colon dove le sostanze tossiche hanno tutto il tempo di provocare i loro effetti dannosi. D’altro canto è risaputo che la carne, mentre viene ingerita, produce steroidi metabolici in possesso di proprietà cancerogene. La National Academy of Sciences ha riferito nel 1983 che “…si potrebbero prevenire molte forme di cancro comune adottando una dieta meno ricca di grassi e carne, che fosse basata invece su verdure e cereali.” Alcuni sorprendenti risultati nella ricerca sul cancro si sono rivelati studiando le nitrosamine, cioè le sostanze derivate dall’incontro di alcune sostanze naturali presenti nella birra, nel vino, nel tè e nel tabacco, con additivi chimici aggiunti alla carne per la sua conservazione.

L’ente Americano Food and Drug Admistration ha definito le nitrosamine “…uno dei più potenti gruppi di sostanze cancerogene mai scoperto… il cui studio ha causato grave preoccupazione negli scienziati che se ne sono occupati.” Il dottor William Lijinsky condusse alcuni esperimenti introducendo nitrosamine nell’alimentazione di alcuni animali: nel giro di sei mesi egli riscontrò la presenza di tumori nel 100% delle cavie. “Le manifestazioni cancerose”, notò in quell’occasione, “sono presenti in ogni parte del corpo: nel cervello, nei polmoni, nel pancreas, nello stomaco, nel fegato e negli intestini. Gli animali sono stati completamente compromessi.”

Il corpo umano è una macchina complessa e, come tutte le macchine, alcuni carburanti sono più indicati per garantire un funzionamento corretto. Le statistiche e le ricerche dimostrano senza tema di smentita che la carne è un carburante poco adatto, che alla fine pagheremo a caro prezzo. Gli esquimesi, ad esempio, che vivono di carne e pesce, muoiono presto; la durata della loro vita non supera i trent’anni. D’altra parte di sono tribù vegetariane come gli Hunza, o gruppi come gli Avventisti del Settimo Giorno, che tendono a vivere tra gli ottanta e i cento anni. I ricercatori individuano nel vegetarianesimo la principale causa della loro longevità. E’ indubbio quindi che una sana e naturale alimentazione contribuisce a vivere serenamente, in salute, in armonia e a lungo.

Il corpo non deve sobbarcarsi lavori improbi per assimilare elementi non compatibili e per debellare sostanze tossiche e velenose, e quindi può lavorare secondo natura e secondo i suoi specifici tempi. Chi si ammala di cancro, di arteriosclerosi, di malattie del cuore, di diabete, di calcolosi renale e di altre mille malattie è colpevole egli stesso della sua malattia e deve accettarlo, anche se è difficile e doloroso, poiché è stato proprio lui a coltivare il terreno della sofferenza e del dolore fagocitando altri esseri viventi; e, si sa, chi semina sofferenza e dolore raccoglierà sofferenza e dolore.

Indice delle malattie

Ipertensione: i valori della pressione sistolica del sangue sono più bassi tra i vegetariani.

Arteriosclerosi e malattie del cuore: i vegetariani hanno in genere un più basso tasso di colesterolo nel siero del sangue, una più bassa concentrazione di piroproteine a bassa densità (LDL) e di trigliceridi che i non vegetariani. L’incidenza dell’arteriosclerosi e degli infarti è minore nei vegetariani che non nella popolazione in genere.

Diabete mellito, disturbi cardiovascolari: notevole diminuzione dell’incidenza con l’uso della dieta vegetariana.

Diverticolosi intestinale: l’alto contenuto di fibre vegetali della dieta vegetariana aiuta il transito intestinale della massa fecale, impedendo le anormali pressioni, il ristagno e le conseguenti dilatazioni all’interno dell’intestino.

Calcolosi renale: la dieta vegetariana è associata ad una diminuzione di calcoli renali contenenti ossalati di calcio.

Cancro: minore incidenza del cancro al seno, prostata, colon, polmone e bocca, tra i vegetariani. La dieta vegetariana sembra modificare il metabolismo degli ormoni come la prolattina, il testosterone e gli estrogeni, creando un fattore di prevenzione al cancro non trascurabile. Inoltre alcuni vegetali come cavoli, verze, cavolfiori, contengono molecole (ditiltioni) che aumentano i livelli di glutazione dell’organismo; questo composto chimico è coinvolto in tappe metaboliche importanti, utili a bloccare la formazione di radicali liberi che danno origine a sostanze potenzialmente cancerogene.

Osteoporosi: (fragilità ossea per maggiore porosità) è molto meno frequente tra i vegetariani, perché un eccesso di proteine inibisce l’utilizzazione del calcio disponibile.

[1] Vegetarianesimo: Miti e Fatti

Ecco un elenco delle domande che più di frequente si sente rivolgere un vegetariano:

Da dove prendi le proteine?

Che tu ci creda o no, ci sono proteine anche negli alimenti che ci dona la natura attraverso la terra e le piante. Alcuni esempi? Mandorle, avocado, soia sono ricchissime di proteine. Le verdure e gli ortaggi, inoltre, sono ricchi di fibre e di antiossidanti, poveri di grassi saturi e di colesterolo.

Non mi sentirò più affamato rinunciando alla carne?

Come detto, le verdure sono ricche di fibre e poiché il nostro organismo non digerisce le fibre, queste contribuiscono a farci sentire sazi. Particolarmente nutrienti sono anche i cereali, le noci e le mandorle.
Carboidrati come il pane e la pasta sono anch’essi molto nutrienti, ma non suggerisco di esagerare con questa tipologia di alimento poiché priva di specifiche proprietà nutritive e ricca di zuccheri.

Adoro la carne, come posso rinunciarvi?

Se non vuoi rinunciare alla carne, comincia innanzitutto a chiederti perché. Cerca di assumere consapevolezza dei motivi per cui sei attaccato alla carne e cosa significa davvero per te mangiarla.

Assumi consapevolezza di tutto questo, ti aiuterà a comprendere fino in fondo le ragioni del tuo rapporto con la carne e ad individuare possibili alternative.

“Mangiare la carne non è indispensabile per l’organismo umano? In fondo l’abbiamo sempre mangiata…”

“Sebbene pensiamo di esserlo, e ci comportiamo come se lo fossimo, gli esseri umani non sono carnivori di natura. Quando uccidiamo gli animali e li mangiamo, loro finiscono per uccidere noi, poiché la loro carne, che contiene colesterolo e grassi saturi, non è appropriata per noi esseri umani, che siamo erbivori di natura“. William C. Roberts, editore dell’American Journal of Cardiology.

Come la maggior parte degli erbivori, quasi tutti i nostri denti sono piatti e poco affilati e il nostro intestino è piuttosto lungo. I carnivori, invece, hanno canini lunghi per strappare la carne e intestini corti per liberarsi rapidamente della carne ingerita.

[1] Consigli su Come Transitare a una Dieta Vegetariana

1. Lunedi senza carne – Se diventare vegetariano in modo radicale è troppo difficile per te, prova allora con l’iniziare a rinunciare alla carne solamente un giorno a settimana.

2. Prova delle alternative – Quando sei al ristorante, cerca sul menu le possibili alternative alla carne. Prova a ordinarle, sperimenta delle novità. Potresti scoprire piatti vegetariani in grado di stupirti. Sarai sorpreso di scoprire quante alternative ci sono per i vegetariani.

3. Cerca le ricette – Prova a trovare in giro ricette vegetariane. Puoi chiedere ad amici, familiari, consultare libri di ricette o siti web. Sarà divertente trovare salutari alternative alla carne. Perché non inizi con il tofu, per esempio?

Lettura consigliata: Se niente importa. Perché mangiamo gli animali?

Fonti:

[1] vivizen.com

[2] molecoledivita.it


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LadyCat

LadyCat

Amministratrice di VegAmami! Vegetariana dal 2002, volontaria in canili e CRAS per tanti anni, mamma, moglie, maestra, innamorata degli animali selvatici e della vita di campagna.

2 commenti su “I danni della carne.

  • LadyCat
    16 Luglio 2011 alle 13:55
    Permalink

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    RispondiRispondi
  • 2 Ottobre 2011 alle 09:02
    Permalink

    articolo molto interessante. volevo solamente precisare una cosa. Sul sito di Stefano Montanari ( ricercatore di nanopatologie) spiega il perchè ci ammaliamo di cancro con prove scientifiche assolutamente inconfutabili. Non c’è da essere nemmeno molto contenti delle verdure! anche quelle si stanno modificando geneticamente. Per salvarci dalla vera malattia del secolo causata dall’uomo ci vuole informazione. Ci stanno solo prendendo in giro e spillando soldi

    RispondiRispondi

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