Chi ama gli animali non li mangia.

Cos’hanno di diverso da cani e gatti, gli animali “da fattoria”?

Nulla.

Non c’è nulla di diverso tra un gatto, un coniglio, un vitello, un cane, un pollo, un maiale, una mucca, e tutti gli altri animali, per quanto riguarda la loro capacità di provare sentimenti e sensazioni, affetto, paura, gioia, dolore. Sono tutti uguali. E dunque…

Chi ama gli animali non li mangia.

(tratto dal libro “Diventa vegan in 10 mosse”, Ed. Sonda, 2005. Per gentile concessione dell’editore)

Spesso si sente dire che i cinesi non amano gli animali.
Parlare di “amore” è sempre difficile ma, di sicuro, vedere i mercati di animali delle città del sud della Cina e sapere che nei piatti cinesi ci sono cadaveri di cani, e di gatti, a volte bolliti e scuoiati vivi e coscienti, porta alla conclusione istintiva che, decisamente, proprio non amino gli animali.

Anche in altre nazioni in Asia, in Medio oriente, in America Latina esistono mercati di animali vivi, pronti per essere macellati e mangiati freschi dai clienti, che, di nuovo, smontano completamente la famosa, bellissima frase “Se i macelli avessero le pareti di vetro, tutti sarebbero vegetariani”.

Qui è diverso, tutto è più nascosto, e i motivi sono tanti e diversi.
Forse la necessità di nascondere la brutalità dei macelli, o i metodi di produzione di una pelliccia, in alcune nazioni del mondo nasce anche dal fatto che si instaurano rapporti affettivi fra esseri umani e alcuni, più fortunati, animali definiti spesso “animali d’affezione” o, secondo la terminologia anglosassone, “Pet animals”. O semplicemente “pets”. Se si instaura il rapporto col “proprio” cane, forse si diventa più “empatici” verso tutti gli animali che, in qualche modo, assomigliano al “proprio”.
Ad esempio, negli USA, nazione di forti consumi carnei, la carne di cavallo, pet animal, è spesso considerata “improponibile” al pari della carne di cane.

O forse questa è solo una mia idea, forse solo un modo per cercare di capire come sia possibile amare più i cani dei maiali, più i gatti dei conigli, più i cavalli delle mucche. Per me è difficile capire da un punto di vista emotivo queste differenze e, se devo seguire un discorso razionale-scientifico, allora scopro che i maiali hanno una intelligenza più “umana” rispetto ai cani e, seguendo la logica specista, dovrebbero avere leggi a loro protezione migliori delle leggi a protezione del cane.

Ma la scienza non c’entra niente quando si parla di affetti, empatia, amore.

Spesso, il primo passo per smettere di mangiare animali – TUTTI gli animali, non solo i “pets” – è proprio questo: amare i propri animali. Il proprio gatto, il proprio cane. E fare un collegamento, semplice, ma non banale, non ovvio, non scontato: questi animali, che io amo, sono come gli altri, che io mangio. Per questo accade non di rado che chi fa volontariato in un rifugio per animali, o che si occupa di colonie di gatti liberi – quindi una persona che gli animali li ama veramente, che dedica loro tempo, energie, risorse – diventi vegetariano, o vegano. Altre volte non accade, non si fa il “collegamento”.

Quali animali si “amano” e quali si “mangiano” è dunque, sempre solo una questione di abitudine. Non di “cultura”, non voglio chiamare cultura lo sterminio di animali. Semplice abitudine.

Immaginate un terrificante allevamento e macello di maiali e cani; in Cina potreste vederlo, io l’ho visto. Un cinese in Italia potrà vedere un allevamento e macello di soli maiali. Un italiano, vedendo la macellazione dei cani, dirà che i cinesi non amano gli animali. Ma non rischiamo che un cinese, vedendo ammazzare i maiali, possa dire che gli italiani non sono affatto amanti degli animali, ma soltanto degli incomprensibili ipocriti?

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LadyCat

LadyCat

Amministratrice di VegAmami! Vegetariana dal 2002, volontaria in canili e CRAS per tanti anni, mamma, moglie, maestra, innamorata degli animali selvatici e della vita di campagna.

4 commenti su “Chi ama gli animali non li mangia.

  • 28 Maggio 2011 alle 23:17
    Permalink

    Bellissimo! Il tuo blog è bellissimo !!!
    Hai la mia stima..
    Laura

    RispondiRispondi
  • LadyCat
    29 Maggio 2011 alle 16:14
    Permalink

    Grazie mille Laura 😉
    Se vorrai unirti a noi, sarai la benvenuta!

    RispondiRispondi
  • 8 Luglio 2020 alle 14:48
    Permalink

    …e in Giappone il coniglio è solo un animale da compagnia, e sembra che sia aberrante per loro l’idea di mangiarlo. Qualcuno potrebbe pensarci, quando protesta per le balene.
    Io ho avuto una esperienza (vacanza/lavoro) a stretto contatto con le mucche, tra l’altro in una realtà che molti definirebbero “ideale”, una stalla in alpeggio, tra prati verdi e fiori, che mi sembrava di essere Peter, l’amico di Heidi. Tutto bene quindi? No, anche in quell’ambiente, che sembra ideale visto dal di fuori, da cartone animato, per il proprietario gli animali sono semplicemente la merce del suo lavoro, e tutto è… “di conseguenza”. Ho dovuto sorbirmi scene e situazioni piuttosto brutte. Che non racconto. E, come detto, non ero all’Inalca, ero in montagna tipo mondo di Heidi… Sono tornato con la decisione (rispettata) di non mangiarle più le mucche. Sono animali abitudinari ed emotivi.
    Che poi io dico, anche senza raccontarvi le vicende più crude, il solo e semplice fatto di stare tutta la vita con un aggeggio posto a dieci cm dalle orecchie e che deve essere udito da una vallata all’altra!!! Magari per chi mi legge il campanaccio è una cosa carina e folkloristica, ma basta pensarci sopra un attimo per… Sembra diventino sorde. Sembra, perchè non gliene frega a nessuno di verificarlo.
    Ad oggi, l’unica carne che compro è quella di un paio di pesci, sgombri, sardine… Ma si può sempre migliorare.
    Più altre cose. Ad esempio da quanto ho letto qualcosa, ad esempio sui “pulcini maschi”, non compro più le uova. Attualmente accetto che possano essere contenute in qualche alimento che compro (negli ingredienti), però non le compro più. Il (mio, personale) messaggio, del resto, è che non è necessario (e comunque non è facile) diventare da un giorno all’altro vegetariani o vegani, manco io so se un giorno lo diventerò, ma si può però da subito annullare o “ridurre” molti consumi. Riempire il carrello della spesa in modo meno automatico. Sono cose graduali e, garantisco, piacevoli. Voi siete la stessa persona: quella che si emoziona pensando agli animali che soffrono, e quella che riempe il carrello della spesa il sabato. Queste due persone devono tendere a coincidere, l’una deve ricordarsi dell’altra. Ah, sono donatore abituale di sangue, quando doni ti fanno sempre le analisi. Assolutamente nessun problema. Come prima, anzi un poco meglio in alcuni valori (tipo la ferritina, ebbene si!).
    Ringrazio per l’ospitalità di questo blog, ovviamente ho espresso opinioni personali.

    RispondiRispondi
  • LadyCat
    27 Agosto 2020 alle 10:25
    Permalink

    Grazie per la testimonianza 🙂

    RispondiRispondi

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