Una donazione a Telethon? No grazie, preferisco la ricerca scientifica.

Quanti animali inutilmente uccisi dagli studi finanziati da Telethon?

A pochi giorni dall’inizio della maratona televisiva Telethon che come al solito vede impegnato tutto il “bel mondo” dello spettacolo e non solo, sarebbe bello chiedere una piccola cosa agli organizzatori e ai promotori di questo evento.

Sui giornali non si leggono altro che interviste ai vari esponenti di questa organizzazione che magnificano i fantastici risultati (a detta loro) della ventennale attività di Telethon. Vogliamo parlare di bilanci? Benissimo, ma vorremmo vedere un bilancio normale, con i numeri in nero e con quelli in rosso.

Di quei quei 2261 progetti di ricerca finanziati in vent’anni, diversi sono stati eseguiti usando animali per la sperimetazione. Quanto sono costati, dunque, in termini non di euro, ma di vite? Quante ne sono state “sacrificate”, per usare questo termine un po’ cardinalizio tanto caro ai ricercatori? Di quanti topi, cavie, cani, gatti, scimmie, pesci Telethon ha finanziato sofferenza e morte?

E ricordate che non è affatto vero che questi animali vengono uccisi per “salvare vite umane”. Anche fosse, sarebbe lo stesso sbagliato ed inaccettabile, ma il fatto è che non è vero. Gli esperimenti sugli animali oltre a essere uno spreco di vite, sono anche uno spreco di risorse, perchè portano a risultati che nulla hanno a che vedere con quanto accade sull’uomo. Sono del tutto inutili, e sono eseguiti a scapito della ricerca vera, quella senza animali, che è la maggior parte della ricerca svolta nel mondo e che è quella che davvero porta a risultati che fanno evolvere la scienza.

Tutta la “ricerca” su animali invece non è scienza, è solo inciviltà.

Quanti di questi studi prevedevano interventi senza anestesia? Quanti sono stati classificati come sofferenza lieve, moderata, intensa? Quanti gli animali eliminati a “fine esperimento”?

Semplici numeri, tanto per capire quanti animali costa uno dei 7363 articoli pubblicati.

Numeri, nessuno pretende le immagini degli esperimenti; quelle le conosciamo, le facciamo vedere, perchè sono tragicamente sempre le stesse. Numeri, semplicemente il numero dei morti, snocciolati dal bravo presentatore di turno accanto agli altri, quelli dei “successi”, ripetuti invece infinite volte.

Ditelo! Fatelo sapere! E’ nient’altro che una questione di correttezza.

Loro non ce lo diranno. Ma ve lo diciamo noi “quanta vivisezione fa Telethon”. Leggete questo articolo, divulgatelo, in modo da poter decidere se dare soldi a Telethon o meno.

Lo sterminio di animali per la ricerca di base aumenta di anno in anno, del 40% dal 2000 al 2003, e ancora del 22% dal 2003 al 2006. Nessuna evoluzione scientifica ed etica, ma anzi, un continuo peggioramento, in spregio alla sofferenza degli animali e a quella dei malati, che di certo non traggono vantaggio dalle cure per i topi.

L’unico modo per far cambiare comportamento a Telethon e a tutte le altre associazioni per la “ricerca medica” è smettere di dar loro i nostri soldi. Informa le altre persone invitandole a leggere questa pagina, e per favore scrivi a Telethon dicendo che non li sosterrai finché non la smettono con la vivisezione, e che informerai i tuoi conoscenti di questo. Scrivi a: [email protected]

Fonte#1

Fonte#2

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LadyCat

LadyCat

Amministratrice di VegAmami! Vegetariana dal 2002, volontaria in canili e CRAS per tanti anni, mamma, moglie, maestra, innamorata degli animali selvatici e della vita di campagna.

3 commenti su “Una donazione a Telethon? No grazie, preferisco la ricerca scientifica.

  • 21 Marzo 2011 alle 22:31
    Permalink

    Lo sterminio di animali per la ricerca di base aumenta di anno in anno, del 40% dal 2000 al 2003, e ancora del 22% dal 2003 al 2006. Nessuna evoluzione scientifica ed etica, ma anzi, un continuo peggioramento, in spregio alla sofferenza degli animali e a quella dei malati, che di certo non traggono vantaggio dalle cure per i topi.

    RispondiRispondi
  • 22 Marzo 2011 alle 01:07
    Permalink

    Dite di volere i numeri e avete ragione. Ma i vostri numeri e le vostre fonti dove sono? Non potete accusare la Telethon di fare, inutilmente, vivisezione senza portare prove concrete. Si chiama diffamazione.

    RispondiRispondi
  • LadyCat
    22 Marzo 2011 alle 14:18
    Permalink

    @Federica E.:
    Carissima Federica,
    non sono accuse, sono fatti e…ti sorprenderà, ma è la stessa Telethon a dirlo: è scritto negli abstract delle sue ricerche.

    Ora ti riporto qui sotto un estratto che parla di queste ricerche, la fonte è la seconda di cui mi sono servita per scrivere questo articolo (fonte#2).
    Poi ti metto un link con una ricerca a caso che ho fatto sul sito telethon, dove potrai leggere con i tuoi occhi l’abstract e gli animali utilizzati.

    Gli studi di Telethon: dati dal convegno 2005

    Nel marzo 2005 si è tenuto un convegno in cui vari gruppi di ricercatori finanziati da Telethon hanno presentato alcuni studi. Il file con gli abstract del convegno era disponibile sul sito di Telethon (ora non è più presente…chissà perchè).

    Esaminandolo in dettaglio, troviamo che:

    In totale sono state presentate 328 ricerche.
    Il 44,5% di queste – 147 studi – avevano usato animali.
    Il 9,5% di queste – 31 studi – avevano usato cellule di animali anziché umane.
    Il restante 46% erano invece studi utili o potenzialmente utili in quanto NON svolti su animali.
    Da segnalare che i progetti realizzati in collaborazione con UILDM non prevedono esperimenti su animali, ma solo studi clinici.

    Questi studi probabilmente non rappresentano TUTTI gli studi finanziati da Telethon, ma certo danno un’idea piuttosto precisa della situazione.

    Studio n. 6

    Modelli murini in cui p63 è stato deleto muoiono alla nascita, e presentano notevoli difetti ectodermici, mancando dell’epidermide, della prostata, delle mammelle e dei tessuti uroteliali, ed presentano arti tronchi o assenti, difetto dell'”apical ectodermal ridg”, un epitelio stratificato essenziale per sviluppo dell’arto.

    Studio n. 95

    A tale scopo abbiamo indotto l’ischemia mediante legatura dell’arteria femorale in topi di controllo ed mdx e abbiamo valutato il recupero del flusso sanguigno con il “Laser Doppler Perfusion Imaging” (LDPI) e analisi morfometrica.

    Studio n. 101

    In un’altra linea di ricerca, nell’intento di chiarire il ruolo della componente postsinaptica nella competizione, abbiamo ridotto drasticamente l’attività delle fibre muscolari mediante la sovraespressione di un canale del potassio. Per l’elettroporazione in vivo dei muscoli, iniettiamo 20 microgrammi di plasmide (GFP-Kir2.1) in 10 microlitri di 0.9% NaCl nel tibiale anteriore e nel soleo in animali anestetizzati di 4-5 giorni di età. Poi applichiamo otto impulsi di 100 V/cm e di durata di 25 msec alla frequenza di 1 hz con degli elettrodi appoggiati ai lati della zampa. Dopo 10 gg dalla elettroporazione, i muscoli vengono dissociati e studiati in vitro con tecniche morfologiche e di elettrofisiologia.

    Studio n. 102

    […] riprodotti mediante il modello da schiacciamento del nervo sciatico nel topo. Conseguenze sullo sviluppo del nervo periferico e la rigenerazione dopo un danno da compressione sono state analizzate in un modello murino privo di uno specifico costituente del citoscheletro delle cellule di Schwann, il filamento intermedio GFAP (proteina gliofibrillare acida).

    Studio n. 174

    Dopo il periodo di arricchimento gli animali sono stati testati nel Morris water maze (NdR: cioè costretti a nuotare per sopravvivere, a vari livelli in una vasca riempita di acqua).

    Veniamo alla ricerca casuale che ho fatto pochi minuti fa sul sito telethon (ecco il link: http://www.telethon.it/ricerca-progetti/progetti-finanziati): ho cercato, nei progetti finanziati, una malattia a caso. Mi sono fermata alla A: Alzheimer. Il primo progetto che salta fuori è ancora in corso e nella descrizione recita così:

    Per raggiungere questi obiettivi abbiamo disegnato un piano sperimentale che comprende (i) caratterizzazione di modelli cellulari e animali, (ii) chimica computazionale, sintesi e iniziale analisi per la selezione di molecole con potenziale attività anti-amiloidogenica, (iii) valutazione e selezione di carriers per veicolare le molecole selezionate al cervello, e (iv) valutazione dell’efficacia terapeutica della(e) molecola(e) selezionata(e) in modelli animali di AD.

    (AD sta per Alzheimer disease)

    Non crediamo ci sia più nulla da dire: i dati sulla quantità di vivisezione effettuata da Telethon parlano da soli.

    I dati sulla quantità di vivisezione effettuata da Telethon parlano da soli.

    RispondiRispondi

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