Un po’ di silenzio per i defunti. E per i gatti presi a calci.

Mi domando cosa spinga una persona a fare del male a qualcun altro.
A un’altra persona. A un altro animale.
Devo fare un grande sforzo per capirlo.
Innanzitutto devo cancellare dalla mia mente i miei amici animali. Perchè se penso a quei depravati e intanto penso ai miei pelosi, mi sale la rabbia e non riesco più a ragionare.
Poi, devo cercare di capire cosa pensa una persona che sta per compiere un gesto efferato nei confronti di un altro essere vivente (umano o non). Perché lo fa?
Per tranquillizzarmi posso dire: “Ha dei gravi problemi personali, ha subito dei traumi, se la prende con chi non può reagire”.
Però poi lo so che non è tutta la verità.
Spesso gli atti più orribili sono compiuti in gruppo. Possibile che abbiano tutti dei problemi?! Possibile che tutti decidano di seguire uno con dei problemi?! No.

E allora?
Allora forse c’è dell’altro. C’è dell’altro che va più in profondità. C’è qualcosa che riguarda direttamente l’insegnamento che i bambini cominciano a ricevere fin da quando sono nella pancia della mamma. C’è qualcosa di malato che riguarda tutta la società. Tutta una società. Una società particolare, quella che è abituata a vedere certe cose. Quella a cui piace gridare allo scandalo standosene seduti alla scrivania.
Quella società che ama creare gruppi su facebook per divulgare il più possibile gli orrori che vengono commessi. Quella società che fa molta fatica a parlare seriamente di sè stessa.
Io non sono nessuno e il mio pensiero è molto semplice (e lo ripeterò fino alla nausea): dire al mondo intero che un gatto è stato preso a calci non serve pressochè a nulla. Perché? Perchè gli esempi sbagliati non sono da mostrare. Mi sembra un ragionamento così banale che a volte mi ritrovo a dubitarne. Ma in fondo, ogni volta che ci ripenso, me ne convinco di più.
Che si mostrino le immagini delle gattare che curano le loro colonie feline d’estate e d’inverno, col sole e con la pioggia.
Che si mostrino le immagini dei volontari dei canili, che fanno di tutto per garantire una cuccia riparata ad ogni loro cane.
Che si mostrino le attività in favore degli animali organizzate dai gruppi di bambini: i loro disegni e i progetti scolastici, le raccolte di cibo organizzate nelle scuole.
Ma, chiedo in ginocchio, basta mostrare gatti presi a calci, cuccioli gettati nel torrente, cani bruciati vivi, cani impiccati, e quant’altro.
E basta amplificare lo sdegno che mezzi di comunicazione malati utilizzano per fare audience.
Vogliamo un po’ di silenzio e di rispetto per questi morti. Lo chiedo oggi, nella giornata di commemorazione dei defunti. Anche loro sono defunti. Sbandierare ai quattro venti le gesta dei depravati che li hanno condannati a morte non servirà a dar loro giustizia. Loro potranno ritrovare giustizia nei bei gesti che chi li ama dedica a quelli rimasti.


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LadyCat

LadyCat

Amministratrice di VegAmami! Vegetariana dal 2002, volontaria in canili e CRAS per tanti anni, mamma, moglie, maestra, innamorata degli animali selvatici e della vita di campagna.

5 commenti su “Un po’ di silenzio per i defunti. E per i gatti presi a calci.

  • 1 Novembre 2010 alle 14:39
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    Hai due palle grosse così!!! <3

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  • LadyCat
    1 Novembre 2010 alle 14:45
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    Nel senso che rompo le palle? Già, lo so… 😛
    Prendere o lasciare 😉

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  • 1 Novembre 2010 alle 15:46
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    😥 la mia disperazione nel vedere il filmato è stata tanta…mia figlia si è messa a piangere…ho cambiato canale subito…ma l immagine iniziale mi è bastata….non capirò mai un gesto di violenza su nessuno…ma a maggior ragione su un animale così indifeso….quello che mi fa più orrore è la “non”educazione che certa …..non vorrei usare termini offensivi…gente…non ha…che schifo….ciao

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  • Salvatore Noschese
    1 Novembre 2010 alle 16:29
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    L’ignoranza, la stupidità, l’ineducazione, la mancanza di valori basilari quali rispetto e giustizia.
    Spero tanto che si facciano almeno 10 anni di galera a testa.

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  • 7 Novembre 2010 alle 08:42
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    Mi trovi d’accordo sul fatto che si debbano mostrare gli episodi positvi relativi alla generosita’ nei confronti dei nostri amici.
    Mostrare pero’ (senza accanimento) anche l’idiozia umana puo’ servire per scuotere coscienze volutamente addormentate.
    Contesto ad alcuni siti la “crudezza” di filmati e immagini e suppongo che tra gli spettatori oltre alle persone sensibili che si vogliano solo informare, ci siano anche i malati e che questi si sollazzino con queste aberrazioni.
    Non perdiamo di vista che il nostro scopo principale e’ aiutare gli altri esseri viventi e che in questo momento stanno gridando di dolore e terrore.

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