Piccione. Ratto volante o eroe urbano?

Vorrei qui condividere con i gentili lettori un articolo apparso su un’importante rivista naturalistica ovvero “BBC WILDLIFE”. Il titolo dell’articolo è “Ratto volante o eroe urbano?” scritto da Steve Harris tradotto e riadattato dalla redazione di MI.F.A Buccinasco.

Il piccione torraiolo (Columba livia) era l’antenato selvatico dei piccioni e il primo uccello ad essere addomesticato circa 6000 anni fa. Da allora il suo contributo al benessere umano è stato eccezionale.

Il guano dei piccioni è un prodotto molto ricco di preziose sostanze nutritive rispetto alle altre specie e in molti paesi ha giocato un ruolo chiave nello sviluppo agricolo.

Oltre a fornire alimenti, fertilizzanti e divertimento, i piccioni hanno anche svolto un ruolo utile in medicina. La prolattina, un tipo di ormone, è stato isolato nel 1933 nei piccioni; lo stesso ormone stimola gli uccelli maschi e femmine a secernere un particolare tipo di “latte” per sfamare i loro piccoli. Ma i piccioni sono probabilmente più famosi per la loro capacità di trovare la strada di casa e di recapitare i messaggi. Tale impiego risale a circa 3.000 anni fa.

La capacità di “homing” degli uccelli è stata sfruttata in due guerre mondiali. Nei primi anni del 1940, l’American Signal Corps Pigeon consisteva di 3.150 soldati e 54.000 uccelli. E’ stato recapitato circa il 90 % dei messaggi. Questi agenti segreti aviari hanno salvato innumerevoli vite e delle 54 medaglie Dickin  (il riconoscimento al valore dell’animale) rilasciate nella seconda guerra mondiale, 32  sono andate a piccioni.

La moderna tecnologia ha rapidamente ridotto la nostra dipendenza dai piccioni. Tutto ciò che la maggioranza vede oggi sono gli stormi di uccelli selvatici trovati in città in tutti i continenti tranne l’Antartide; la più ovvia traccia superstite della stretta associazione tra l’uomo e piccioni che dura da diversi millenni.
I piccioni selvatici prosperano nelle aree urbane perchè gli edifici sono siti di nidificazione ideale per questi uccelli, mimando le scogliere battute dal vento utilizzate dai loro antenati.

E’ difficile capire perché i piccioni selvatici sono oggi così ampiamente insultati. Dopo tutto, sono fra i pochi uccelli che mediamente ogni abitante della città vede regolarmente.
Si dice spesso che i piccioni selvatici sono una vera seccatura, ma quali sono esattamente i problemi? La critica tipica è che ce ne sono troppi e quindi occorre un controllo. L’accusa è anche rivolta a ratti, gazze, cornacchie, scoiattoli, volpi, tassi e caprioli per citare solo alcuni dei cosiddetti “infestanti”.

Certo, nessuno dice mai quale sarebbe il numero ideale di piccioni selvatici, solo che ce ne sono troppi.
I piccioni vengono additati di essere “sporchi” perchè defecano sia su strade che edifici. Personalmente, trovo gli escrementi di piccione molto meno offensivi di graffiti, gomme da masticare appiccicate sui marciapiedi e sui sedili degli autobus, e le masse di rifiuti sparse ovunque.
Raccogliere tutta la sporcizia lasciata dalle persone costa enormemente più della rimozione del guano di piccione. Allo stesso modo, la protezione degli edifici dai piccioni costa molto meno della pulizia dopo il passaggio dei cani domestici.
Molti siti web elencano la lista delle malattie registrate nei piccioni selvatici. Ma molte delle malattie sono già note alle persone e nei loro animali domestici. Inoltre, tutti gli animali portano malattie. La questione chiave è quanto spesso può avvenire la trasmissione all’uomo, e non ci sono prove che ciò avvenga con i piccioni selvatici.
Inoltre, i piccioni domestici spesso entrano in contatto con i piccioni selvatici, pur rimanendo in perfetto stato. Non esiste quindi un rischio significativo per la salute. E ‘un non-problema.

Nel novembre del 1855, Charles Darwin, forse l’amatore di piccioni più famoso di tutti, ha inviato una lettera al suo grande amico il geologo Charles Lyell, che stava per fargli una visita. Darwin ha scritto: “Io vi mostrerò i miei piccioni! Essi sono il più grande regalo, a mio parere, che può essere offerto a un essere umano “.
Come aveva ragione!

Fonte: mifaonlus.com

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LadyCat

LadyCat

Amministratrice di VegAmami! Vegetariana dal 2002, volontaria in canili e CRAS per tanti anni, mamma, moglie, maestra, innamorata degli animali selvatici e della vita di campagna.

2 commenti su “Piccione. Ratto volante o eroe urbano?

  • 18 ottobre 2011 alle 20:25
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    Sconcertante leggere tali assurdità! Il piccione è portatore di oltre 40 malattie trasmissibili all’uomo! Respirare il guano di piccione essiccato può far ammalare di polmonite, clamidia e altre malattie, senza contare il numero di parassiti, tra cui zecche, di cui questi volatili sono portatori. I piccioni inoltre sono un veicolo per la trasmissione della West Nile Disease…. Bisogna fare una differenza tra i piccioni selvatici e i piccioni urbani, questi ultimi ormai da potersi considerare veri e propri animali infestanti, alla stregua dei ratti.

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  • 19 ottobre 2011 alle 21:30
    Permalink

    Ciao Claudio, assurdo direi leggere il tuo commento! liberissimo di dire quello che vuoi ma per lo meno argomentalo! Quanto leggi è stato tratto da una rivista autorevole (è scritto in calce) quindi dovresti rivolgerti all’autore. Tutti gli animali sono portatori di malattie, l’uomo è un rischio molto maggiore invece. Non credere a quello che leggi sui giornali o che ti dicono certi esponenti solo per i loschi interessi che hanno. Informati, fai ricerche e pensa: credi davvero che se fossero un reale problema sanitario, non si sarebbe già fatto nulla? Un piccione fa meno danni dei pregiudizi umani (che causano morte) e poi ti ricordo che i patogeni sono spesso “specie-specifici” e la probabilità di contrarre una malattia da un piccione, almeno qui da noi, è assai scarsa. E poi dai non esistono animali infestanti, sono le condizioni che l’uomo crea a favorire determinati fenomeni.
    Per educazione ti saluto con simpatia 🙂

    RispondiRispondi

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