No all’Adidas.

Negli ultimi anni in Australia i canguri uccisi per rifornire le aziende che producono scarpe atletiche sono stati mediamente 3 milioni all’anno. Ma nel 2001 il numero di vittime è salito a circa 5,5 milioni di canguri e quest’anno a ben 7 milioni, cifra nella quale non sono compresi i numerosi cuccioli che muoiono quando le loro madri sono colpite durante le battute di caccia notturna: i piccoli canguri vengono rimossi dai loro marsupi e massacrati a bastonate dai cacciatori.
“Il paradosso sta nel fatto che se la carne di canguro, il cui impiego per il consumo umano è consentito in Australia sin dal 1980, è generalmente rifiutata, molte persone, italiani inclusi, non si rendono conto che la maggior parte dei gol segnati nei campionati mondiali di calcio sono stati tirati con scarpe realizzate con pelle di canguro – sostiene Simona Cariati, responsabile settore pellicce della LAV – come la famosa scarpa da calcio Predator dell’Adidas, indossata da Alessandro Del Piero della Juventus, David Beckham del Manchester United o Zinedine Zidane del Real Madrid.

Sul sito Internet viene dettagliatamente descritta una delle consuete ed agghiaccianti scene di caccia al canguro, che la LAV vuole far conoscere anche agli italiani: “immagina questo: una madre canguro con il suo bellissimo cucciolo, di notte, nell’entroterra australiano. E’ una scena vecchia milioni di anni. Quello che è nuovo è il rombo di una quattroruote. Lei si volta verso il rumore e viene abbagliata da un riflettore. Un fucile spara e un proiettile fa un buco nel suo collo. Lei cade sofferente ed è incapace di proteggere il suo cucciolo, che si ritira nel marsupio per salvarsi. La prima cosa che fa il cacciatore è la ricerca della sacca e, quando sente il cucciolo dentro, lo tira fuori e lo calpesta sulla testa. Il piccolo si contorce in agonia. La madre lotta mentre la sua zampa viene aperta ed inserito dentro un gancio; viene caricata su un camion e muore lentamente. La scena si ripete ogni notte. Questa è la realtà dell’uccisione dei canguri. Ma la strage continua.
Ogni negozio, ristorante e locale che vende carne o pelle di canguro contribuisce ad alimentare questo massacro”.

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LadyCat

LadyCat

Amministratrice di VegAmami! Vegetariana dal 2002, volontaria in canili e CRAS per tanti anni, mamma, moglie, maestra, innamorata degli animali selvatici e della vita di campagna.

3 commenti su “No all’Adidas.

  • 3 agosto 2012 alle 14:16
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    Purtroppo non è solo Adidas a produrre scarpe sportive con la pelle di canguro. Basta una rapida ricerca in internet per vedere che altri marchi (come Nike) lo fanno.

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  • 13 agosto 2012 alle 23:11
    Permalink

    C****** immonda. Anzi, le multinazionali, soprattutto le citate hanno calato considerevolmente l’utilizzo delle tomaie in canguro nei modelli di punta dei vari “silos” di produzione. Basta un solo dato macro: a cavallo degli anni 70 e 80 le tomaie dei modelli di punta e non (parlo di Copa Mundial di Adidas, di King di Puma perché ai tempi Nike non c’era) erano in canguro e vitello pieno fiore. Per cui il 100% delle calzature NON SOLO DEI PRO erano in pelle naturale. Le predator citate hanno un contenuto in canguro limitatissimo e presente solo nella fascia alta di prezzo. Nike utilizza tomaie di sintetico più performanti delle pelli naturali e limita l’uso di tomaie naturali. Ora son stanco di scrivere con l’ipad, un’ultima cosa: la calzatura che segna più al mondo é la Mercurial Vapor della Nike. 100% sintetico tejin. Sia benedetta la malinformazione.

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