Nicotina e sperimentazione su animali.

Cosa sta dietro a sigarette, multinazionali del tabacco e sperimentazione animale?

Per decenni le multinazionali del tabacco si sono nascoste dietro alla sperimentazione animale, cercando di dimenticare che tutto quello che sappiamo sul cancro ai polmoni e sulle altre malattie correlate al fumo è stato scoperto grazie a studi epidemiologici e clinici e non dalla vivisezione. Nonostante la legge federale statunitense non richieda più che i prodotti del tabacco vengano testati sugli animali e il fatto che dal 1997 i test su animali in questo campo siano illegali in Gran Bretagna, ogni giorno migliaia di animali continuano ad essere torturati con congegni quali smoke masks (maschere di fumo) immobilizzati su sedie di contenzione in esperimenti orribili ed inutili. In questo momento, all’Oregon Regional Primate Research Center (ORPRC) negli U$A, scimmie gravide sono imprigionate in gabbie strettissime per studiare l’effetto che la nicotina ha sui feti. Lo sperimentatore Eliot Spindel ammette che “gli effetti nocivi del fumo durante la gravidanza sono già da tempo conosciuti”. Ciononostante, questi esperimenti, nei quali i vivisettori sezionano i neonati per studiarne i polmoni, sono sovvenzionati con soldi dei contribuenti americani fino al 2004. Questo è solo uno degli innumerevoli esempi di come gli esperimenti sugli animali sono usati dalle multinazionali unicamente per futili guadagni economici e dagli sperimentatori stessi per far carriera sulla pelle di milioni di animali innocenti. I vivisettori hanno ricevuto, e ricevono tuttora, ingenti somme dalle multinazionali del tabacco, come la Philip Morris, dalle agenzie governative, inclusi l’Environmental Protection Agency e il National Institute of Health, per avvelenare gli animali con nicotina, forzandoli ad inalare il fumo e rendendoli dipendenti al tabacco, sostanza che non avrebbero mai incontrato se non fosse per la follia di una specie chiamata homo sapiens.

Altri esperimenti per studiare il tabacco includono altre assurde atrocità:

– a cani Beagle vengono fatti dei buchi nella gola attraverso i quali i cani sono forzati ad inalare fumo da sigarette concentrato, durante un anno intero – ad altri cani vengono inseriti degli elettrodi nel pene per studiare l’effetto del consumo di sigarette sulle performance sessuali – a delle scimmie e a dei topi vengono messe delle maschere in modo da fargli respirare continuamente fumo di sigaretta – dei cani sono posti in un ventilatore meccanico che li espone al fumo perpetuamente – delle scimmie rhesus sono immobilizzate su sedie di contenzione ed esposte a dosi di nicotina e caffeina per determinare come queste sostanze influenzano la respirazione.

Esperimento dopo esperimento, i ricercatori tentano di provare, o in certi casi di negare (a seconda di chi finanzia gli esperimenti), nei ratti, topi, criceti, agnelli, cani, scimmie, gatti, e altri animali, ciò che la comunità scientifica sa già da molto tempo grazie a studi di epidemiologia, che non fanno uso di animali.

Per esempio che:

fumare causa il cancro ai polmoni, laringe, lingua, ghiandole salivali, bocca, faringe ed esofago – fumare incrementa il rischio di contrarre cancro a vescica, reni, pancreas, stomaco, e cervice.

– fumare contribuisce all’insorgere di malattie cardiovascolari.

– 50-55% di tutti i colpi apoplettici negli stati uniti sono direttamente attribuibili al fumo.

– fumare durante la gravidanza nuoce al feto.

– il fumo è la maggior causa di malattie polmonari e morte negli U$A, inclusi asma e polmonite.

– fumare riduce la resistenza generale del corpo alle malattie.

Ciononostante gli esperimenti continuano, sacrificando migliaia di vite animali semplicemente per testare un prodotto in cui oltretutto si conosce la nocività da decenni senza il bisogno della vivisezione. Chi è vegan cerca di evitare, nel limite del possibile, qualsiasi prodotto derivante dalla sofferenza animale. Visto che per legge tutti i prodotti vengono testati ciò è molto difficile ma in certi casi qualcosa si può fare. In commercio esistono diversi prodotti cruelty free ma soprattutto è importante cercare di consumare il meno possibile in modo da ridurre il proprio contributo ad un sistema che tortura gli animali. Lasciatemi aggiungere che l’astinenza dal fumo e da qualsiasi droga legale o illegale (tutte vengono testate) è un piccolo contributo che ogni persona che si oppone alla vivisezione potrebbe cercare di dare. Grazie per non fumare, se non per i nostri polmoni, almeno per quelli degli animali torturati nei laboratori.

Fonte. Fonte: Veganize (foglio d’informazione Vegan), Agosto 2003, Milano

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LadyCat

LadyCat

Amministratrice di VegAmami! Vegetariana dal 2002, volontaria in canili e CRAS per tanti anni, mamma, moglie, maestra, innamorata degli animali selvatici e della vita di campagna.

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