Gli animali prevedono i terremoti?

Cani, gatti, topi, serpenti e altri animali sono davvero in grado di prevedere i terremoti, di percepire i debolissimi segnali premonitori che possono precederli?

di Mauro Carta e Olimpia Barbato; fonte: cicap.org

C’è un uomo in Turchia, che afferma di saper interpretare il comportamento delle formiche per prevedere l’insorgere di un fenomeno sismico. Da anni, Istanbul, che sorge in corrispondenza di un allineamento di faglie profonde e ben attive che dall’Europa spezza la continuità della crosta sino ad arrivare all’India, è in attesa di un formidabile terremoto che potrebbe devastarla gravemente. È comprensibile che in tanti, tra scienziati e tecnici, abbiano provato ad aggiungersi al lungo elenco di chi da molti anni cerca un modo affidabile per prevedere dove, quando e con quale intensità colpirà il terremoto. Kadir Sutcu non si può certo considerare un esperto in materia. Non è un geofisico, e nemmeno un etologo. Ma dichiara che grazie alle formiche, che alleva nella sua abitazione, è in grado di presagire un terremoto ed è disposto ad avvertire chiunque, tramite una semplice e-mail, per consentirgli di mettersi al sicuro. L’idea di Sutcu potrebbe sembrare inverosimile e non degna di approfondimenti sperimentali, ma in realtà altri, ben più competenti, se ne sono occupati in modo scientifico. John Lighton dell’Università del Nevada a Las Vegas e Frances Duncan dell’Università di Witwatersrand in Sud Africa hanno studiato le formiche del deserto del Mojave, in California, analizzandone comportamento e fisiologia, in seguito a osservazioni casuali avvenute durante un terremoto di magnitudo 7.4. I due scienziati hanno osservato il via vai di questi insetti nel loro formicaio prima e durante il terremoto e per i due giorni successivi. Le loro conclusioni contraddicono le affermazioni di Sutcu: i terremoti non mostrano alcun effetto misurabile sul comportamento e sulla fisiologia delle formiche.

Ma allora? Tutte le notizie sul comportamento bizzarro e insolito degli animali prima di un terremoto sono solo aneddotiche? Prive di fondamento? Oppure sono soltanto le formiche a non possedere o ad aver smarrito questa capacità?

Storie vecchie e nuove

Esiste una vera e propria letteratura dedicata al misterioso comportamento degli animali prima di un terremoto. Da secoli le cronache riportano notizie sbalorditive sul comportamento osservato in animali domestici (quali cani, gatti, galline e altri uccelli, cavalli, pecore, mucche e ancora topi, serpenti, uccelli migratori, piccioni, animali ospitati in uno zoo, insetti, eccetera), da qualche giorno a qualche ora prima del verificarsi di un terremoto. Difficile però capire quanto ci sia di attendibile, perché spesso si tratta di osservazioni viziate dalla scarsa capacità critica dei testimoni, dall’emotività post-terremoto, dalla ricerca del sensazionalismo. Eppure, non ci sarebbe nulla di irrazionale nell’ipotizzare che gli animali, spesso molto più sensibili di noi, possano captare i segni premonitori – se ne esistono – di un terremoto. A dire il vero, non conosciamo molto bene quali sono i segnali premonitori, i piccolissimi e a malapena avvertibili (o non avvertibili affatto, se non strumentalmente) indizi precursori che annunciano il verificarsi di un sisma. Indubbiamente geologi e sismologi ne hanno individuati diversi: la variazione del livello delle falde idriche, l’aumento della conducibilità elettrica delle rocce del sottosuolo, la deformazione della superficie terrestre, le variazioni del campo geomagnetico locale, l’intorbidimento dell’acqua di pozzi e sorgenti. Ma questi segnali possono verificarsi anche se non seguiti da un terremoto, e già questo potrebbe rivelarne una dubbia utilità. Inoltre, non dicono nulla su quando esattamente avverrebbe il terremoto e su quale potrebbe essere la sua intensità.

Cominciamo col dire che nessuno ha mai dimostrato che gli animali, se pure in grado di presagire l’imminenza di un terremoto, possano farlo per via di presunti e sconosciuti poteri paranormali. Sappiamo bene invece che molti animali possiedono una sensibilità uditiva ben maggiore di quella dell’uomo, il quale è in grado di udire i suoni aventi una frequenza superiore ai 16 hertz (Hz), ma non oltre i 16.000-20.000 Hz. Al di sotto dei 16 Hz si parla di infrasuoni, al di sopra dei 20.000 Hz si parla di ultrasuoni. I cani sono invece in grado di udire suoni di frequenza sino a 60.000 Hz, i gatti addirittura fino a 70.000 Hz, ma pipistrelli, delfini e balene fanno anche molto di più.

Le piccole scosse che possono precedere un terremoto passerebbero inosservate agli esseri umani, ma potrebbero essere percepite da cani, gatti e altri animali, sotto forma di sibili e schiocchi ad alta frequenza. Va però osservato che, per quanto sensibili siano le orecchie di cani e gatti, difficilmente esse possono competere con la sensibilità dei nostri strumenti di rilevamento, come le reti di sismografi che monitorano costantemente il tremore della superficie terrestre. Naturalmente esistono altri parametri ambientali che possono mutare nelle ore immediatamente precedenti un sisma. Per esempio, si sa che i cani sono molto sensibili agli odori e quindi potrebbero percepire le piccole quantità di gas intrappolate nelle rocce del sottosuolo e che possono essere liberate con le deformazioni e le fratture. Ma quali sono questi gas? Per esempio il radon, ma questo gas non è individuabile da alcun organo olfattivo, mentre può essere rilevato da un contatore Geiger-Muller, essendo radioattivo.

In molti casi gli osservatori hanno riportato comportamenti anomali da parte dei loro animali domestici prima di un terremoto: cani che abbaiano, gatti che rifiutano la ciotola del latte. Si tratta di comportamenti che normalmente non destano particolare interesse e non vengono ricordati, ma qualora si verifichi un terremoto, vengono riportati come eccezionalità. Sono stati poi segnalati comportamenti insoliti da parte di rane, rospi, serpenti, topi. Secondo diverse testimonianze, nelle ore immediatamente precedenti lo spaventoso terremoto in Cina del maggio 2008, un gran numero di rospi attraversavano le strade a Minyang, non lontano dall’epicentro del sisma. Un comportamento anomalo che sarebbe stato determinato dall’approssimarsi del terremoto.

Qualche spiegazione scientifica

Gli spostamenti di masse rocciose ferrifere presenti nel sottosuolo potrebbero modificare, sebbene in ridotta misura, l’entità del campo magnetico locale. E noi sappiamo bene che esistono molti animali, pesci, uccelli migratori, in grado di orientarsi seguendo le linee di forza del campo magnetico terrestre. Sarebbe questo, secondo alcuni, il motivo che porterebbe molti bovini a spostarsi secondi direzioni N-S, le stesse del campo di forza geomagnetico. Anche gli elettrodotti e le linee di alta tensione producono campi elettromagnetici a bassissima frequenza in grado di interrompere la continuità del campo geomagnetico, già piuttosto debole. Alcuni esperimenti avrebbero mostrato gli effetti di questi campi sugli animali migratori. Se è vero che prima di un terremoto lo spostamento di masse rocciose profonde (contenenti minerali ferriferi) può modificare il campo geomagnetico locale, questo potrebbe essere percepito da alcuni animali? Si tratta di un’ipotesi non irragionevole, ma ad oggi non esiste alcuna prova che la dimostri.

Nella tabella sottostante, elaborata da Roberto Santacroce dell’Università di Pisa, vengono descritti alcuni comportamenti anomali mostrati dagli animali prima di un terremoto.

 

Va osservato che le descrizioni del comportamento degli animali sono quasi sempre dovute a testimoni che le hanno richiamate alla memoria solo in seguito al terremoto, dopo che il sisma è avvenuto. Possiamo allora chiederci: quante volte abbiamo osservato comportamenti insoliti dei nostri animali senza che essi siano stati seguiti da un cataclisma?

Gli animali sono in grado di percepire anche altre variazioni delle condizioni ambientali. Per esempio, grazie alla così detta “linea laterale“, una struttura che corre dal capo alla coda, i pesci sono in grado di percepire la vibrazioni dell’acqua. Non sarebbe quindi strano che un terremoto sottomarino, o uno tsunami che si approssimasse alla costa, possano produrre vibrazioni nell’acqua avvertibili dai pesci, che cercherebbero scampo per esempio raggruppandosi nella linea di costa. Ma anche questo fenomeno non è al momento suffragato da alcuna prova certa.

Altri comportamenti non sono invece associabili ad una capacità di percepire variazioni dei parametri fisici e chimici dell’ambiente. La migrazone di massa di topi e serpenti, i cavalli imbizzarriti nei loro recinti, gli animali dello zoo insolitamente irrequieti… costituiscono solo prove indiziarie, non associabili a un determinato evento. In altre parole, è difficile prevedere un terremoto (il che significa determinare dove, quanto e come un terremoto colpirà) sulla base del comportamento degli animali, perché si tratta di comportamenti difficilmente quantificabili. È infatti importante ricordare che la previsione dovrebbe essere chiara e specifica, visto che eventuali provvedimenti disposti dalle autorità, come l’evacuazione di una o più città e la messa in sicurezza di impianti industriali, costituiscono soluzioni molto costose, disagevoli e potenzialmente rischiose, e non potrebbero quindi essere adottate ogni qual volta si osservassero topi scappare in massa dai cunicoli fognari o una decina di serpenti intenti ad attraversare una strada. Tanto più che, per esempio, in molti casi cani e gatti non hanno manifestato alcun comportamento insolito prima di un terremoto anche devastante, come è stato riportato dalle cronache in relazione a eventi sismici avvenuti in Cina e in Giappone. In conclusione, non esiste alcuna prova scientifica certa che attesti la capacità degli animali di avvertire l’imminenza di un terremoto, ma va osservato che se anche questa venisse dimostrata, non si tratterebbe comunque di informazioni facilmente gestibili e utilizzabili. È chiaro che la strada per la costruzione di un modello di previsione dei terremoti passa per altre vie, anche se ancora la ricerca scientifica non ha potuto individuarle con chiarezza.

Bibliografia

  • Foresta Martin F., Polizzi P. (1998), Terremoto, Roma: Avverbi editore.
  • Ikeya M.H., Matsumoto H., Huang Q.B., “Alignment of silkworms as seismic anomalous behavior (SAAB) and electro-magnetic model of a fault: a theory and laboratory experiment”, Acta Seismologica Sinica, 11, 1998, pp. 365-374.
  • Lighton J.R.B, Duncan F.D., “Shaken, not stirred: a serendipitous study of ants and earthquakes”, Journal of Experimental Biology,208, 2005, pp. 3103-3107.
  • Quammen D., “Animal and earthquakes”, San Francisco Chronicle, 21 aprile 1985, pp. 15-16.
  • Schaal R., “An evaluation of the animal-behavior for earthquake prediction”, California Geology, 41, 1988, pp. 41-45.
  • Tributsch H. (1979), Prima del terremoto, Milano: Armenia Editore.
  • Il sito web di Kadir Sutcu (in turco): http://www.dkos.org/

Fonte: cicap.org

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