[Fiera Millenaria di Gonzaga] La sofferenza è una sola…

“Scusi, sono suoi quei cavalli?” chiedo.
“Sì, certo” afferma il commerciante.
“Ci sono anche animali gravidi?”
“Sì alcuni”
“Lo sa che trasportarli è vietato per legge??”, informo, senza ricevere altra risposta che una risata.

Sul programma della fiera Millenaria di Gonzaga (MN) 2012, finalmente, non era annotata la cosiddetta “mostra/mercato” di equini, quindi si credeva che non ci fosse. Un sollievo, viste le condizioni in cui venivano solitamente esposti: ammassati in un piccolo paddock vivevano animali in calore, gravidi e ammalati. Volevi portartene a casa uno? Settecento euro e potevi caricarti il pony sopra un furgoncino da elettricista, un Ducato, non c’era bisogno dell’apposito van, “tanto DIFFICILMENTE ti beccano”. Parola di commerciante.

L’ultimo giorno di questa edizione, domenica, ci si ritrova una brutta sorpresa che rattristisce e sconforta molto: quell’allevatore è ancora tra gli espositori, ma in un posto diverso, tra i cavalli dei privati. Per illudere che ci sia più spazio a disposizione delle bestie? Per nasconderlo all’occhio di chi, negli scorsi anni, ha notato alcune irregolarità?
Dopo due anni di segnalazioni e lettere di chiarimento (mai corrisposte) mandate da un’importante associazione per i diritti degli animali, l’organizzazione della fiera Millenaria e chi sarebbe di dovere non hanno ancora preso provvedimenti per questa vergogna che, da anni, si consuma in questa manifestazione.

Oltre alla sofferenza provocata a questi esseri che non possono difendersi, il pensiero va anche a tutti quei bambini che, osservando con i genitori questa situazione, impareranno che gli altri animali (e non solo, andando avanti nel tempo) sono come pupazzi, senza sentimenti. Un evento come la fiera Millenaria dovrebbe educare al rispetto della natura, non alla sua distruzione. Quest’ultima ci ospita e ci permette di vivere, proprio perché siamo suoi ospiti, non suoi padroni. Non abbiamo nessun diritto di violentarla così. Non dimentichiamoci che il non rispetto del prossimo comincia quando si è indifferenti alla sofferenza altrui, per egoismo e/o ignoranza.

Non esistono scuse. Nel 2012 non si può più pensare “Tanto è solo un animale”, perché anche se siamo più intelligenti, animali lo siamo anche noi. Tutto ciò che prova dolore non dovrebbe soffrire, questo dovremmo capirlo proprio perché siamo più sviluppati.
L’anno prossimo si spera di non rivedere più una mamma (con zoccoli e criniera) cadere tremante sulle sue gambe perché non riesce più a sostenere lo stress e il suo pancione riempito dal suo cucciolo, chiusa in un box, circondata da visitatori curiosi e dal frastuono delle giostre e della musica.
Diamo la voce a chi non ce l’ha. Apriamo gli occhi.


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Valentina

Valentina

Avvicinandomi agli altri animali, ho capito che il mondo non è della specie umana. L'uomo sta violentando la natura e la piega ogni volta sotto la sua volontà, soprattutto quando si tratta di esseri più deboli che non conosce. Così a 12 anni ho sentito che la sofferenza non poteva più stare nel mio piatto, non mi si addiceva...a me l'ipocrisia non piace.... Intraprendendo il cammino "cruelty free" mi sono resa conto di quanti altri gesti quotidiani urtano l'incolumità dei più vulnerabili e che l'ignoranza (voluta dai produttori di dolore) circonda questi temi: serve tanta informazione. Senza dimenticare che aiutando gli altri, ci si prende cura anche di sé stessi: non c'è felicità più grande di quella che si prova nel fare del bene senza interesse.

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