11 marzo 2013: stop ai test su animali. Cosa significa?

rabbitVegAmami13 marzo 2013: la data che tutti stavamo aspettando con ansia. Negli ultimi decenni è stata rinviata parecchie volte, con le scuse e le strategie più disparate. Ma finalmente è arrivata: la Commissione Europea ha completato il processo di revisione e da oggi, dunque, nessun prodotto o ingrediente in Europa sarà più sperimentato su animali. La Commissione, inoltre, delinea come intende sostenere la ricerca e l’innovazione in questo settore e come promuovere  il benessere degli animali in tutto il mondo. L’ECVAM 2013 Technical Report fornisce una panoramica dettagliata dei progressi compiuti nello sviluppo delle alternative.

Cosa significa? 

Attenzione! Non significa che da oggi tutti i marchi sono cruelty free! Il tempo di passaggio, in cui le aziende dovranno adeguarsi alle nuove regole, sarà piuttosto lungo e, a mio parere, troveranno diversi escamotage per prolungarlo e fare i propri interessi. Inoltre, le aziende possono ancora continuare a fare i test cosmetici sugli animali, quando questi cosmetici sono venduti anche al di fuori dell’UE.

Inoltre, le normative valgono solo per i nuovi prodotti, non per quelli già immessi in commercio.

Come comportarsi?

Il buon senso ci dice di fidarci e affidarci ancora a quelle marche che, in tempi non sospetti, hanno garantito il loro marchio cruelty free grazie alle certificazioni icea-Lav. Coloro, cioè, che hanno investito per garantire la propria affidabilità anche quando le normative europee consentivano di acquistare sostanze testate su animali.

Inoltre, attenzione ai prodotti dell’import extraeuropeo: queste nuove normative riguardano esclusivamente i paesi della comunità europea.

Infine, occhio anche ai prodotti delle multinazionali, che da anni abbiamo scelto di boicottare per ragioni etiche. “La cultura globale americana, la cultura McWorld, non è tanto ostile quanto indifferente alla democrazia: il suo obiettivo è la creazione di una società universale dei consumi, senza tribù né cittadini, tutti potenziali cattivi clienti, ma costituita solo da quella nuova razza di uomini e di donne che sono i consumatori. Questa nuova cultura globalizzante mette fuori gioco non solo coloro che la criticano da un punto di vista reazionario, ma anche i suoi oppositori democratici, che sognano una società civile internazionale costituita da cittadini liberi provenienti dalle culture più diverse.” (Benjamin R. Barber)

Il consiglio è di comprare ancora solo dalle aziende che hanno certificazioni affidabili cruelty free! (vedi la lista)

Da oggi cosa cambia?

Da oggi non saranno più aggiornate le liste cruelty free, e pian piano le aziende si adegueranno allo standard del non testato. Noi, comunque, dobbiamo tenere gli occhi ben aperti e cercare di informarci il più possibile su cosa acquistiamo. Se avete delle opinioni personali su certi marchi, volete consigliarne alcuni o sconsigliarne altri, il nostro forum è sempre aperto, non serve registrazione!


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LadyCat

LadyCat

Amministratrice di VegAmami! Vegetariana dal 2002, volontaria in canili e CRAS per tanti anni, mamma, moglie, maestra, innamorata degli animali selvatici e della vita di campagna.

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