Uso dei feromoni nella terapia comportamentale del cane.

Gli animali da compagnia, in particolare il cane, presentano spesso problemi comportamentali.

La feromonoterapia, associata alla terapia comportamentale, può essere di grande aiuto. 

Introduzione
La comunicazione è  fondamentale per la sopravvivenza di tutti gli esseri viventi; le informazioni sono scambiate attraverso segnali di tipo meccanico, chimico o attraverso radiazioni che vanno a stimolare strutture sensoriali dell’individuo che le riceve.
I segnali chimici sono il più antico mezzo di comunicazione; le prime ricerche sono state condotte sugli insetti.
Agli inizi degli anni ’60 sono stati condotti studi che hanno portato alla scoperta e alla classificazione di numerose sostanze che, liberate nell’ambiante esterno, possono modificare la fisiologia e/o il comportamento dell’individuo che le riceve.
Tali sostanze sono percepite dal sistema olfattivo e, in base alla specie alla quale sono rivolti, possono essere indicati come allomoni (azione interspecifica, con beneficio di chi li emette) e kairomoni (azione interspecifica, con beneficio di chi li riceve); tra le sostanze ad azione intraspecifica (che interessano, cioè, la stessa specie) ci sono, invece, i feromoni (dal greco jerein=portare e wrmao=stimolare, eccitare) che sono usati non solo dagli insetti, ma anche da pesci, rettili e mammiferi (tra questi ultimi, i carnivori sono quelli dotati del maggior numero di strutture deputate alla loro produzione).
I meccanismi legati al funzionamento di queste sostanze non sono ancora chiari; alcuni studiosi ritengono che i feromoni intervengono grazie al coinvolgimento di ipotalamo ed ipofisi (e degli ormoni che le 2 ghiandole secernono), influenzando soprattutto la produzione degli ormoni sessuali.
I feromoni sarebbero capaci di indurre modificazioni comportamentali che si trovano alla base dei meccanismi di lotta e di fuga a seconda delle variazioni dello stato reattivo dell’individuo.
A seconda di come agiscono possono essere incitatori (se danno risposta comportamentale immediata, es. feromoni sessuali o quelli di identificazione) o modificatori (quando producono trasformazioni fisiologiche e, solo in un secondo tempo, comportamentali).

Le strutture secernenti
Le strutture che secernono i feromoni non sono ancora ben conosciute, ma sembra certo che la loro produzione sia involontaria.
A seconda delle specie variano gli organi coinvolti nella produzione/secrezione: negli insetti i feromoni sono prodotti da ghiandole del tegumento (così come negli invertebrati inferiori), nei mammiferi sono escreti da strutture ghiandolari  distribuite in epidermide e mucose che circondano gli orefizi naturali (nel cane, per es., sono attorno al muso, nel padiglione auricolare, nel solco intermammario, nella zona anale e della coda, e a livello podale; esistono anche feromoni detti di adozione che si trovano in soluzione nel liquido amniotico, nella saliva e nell’urina (minzione sociale) e nelle feci (defecazione sociale).

La percezione
Le secrezioni feromonali si possono trasmettere attraverso l’aria, l’acqua o possono essere deposte sul suolo o su supporti solidi. anche se hanno proprietà odorose particolari non agiscono solo come stimoli olfattivi, quindi non possono essere quindi considerati semplici odori.
I feromoni sono costituiti da sostanze volatili e, come le sostanze odorose vere e proprie arrivano, per mezzo di correnti d’aria, all’organo dell’olfatto.
Nei mammiferi la struttura deputata alla percezione ed al riconoscimento dei feromoni è l’organo di Jacobson (organo vomeronasale), che è molto più sviluppato, però, nei rettili.

I feromoni nel cane
La complessità chimica delle secrezioni, soprattutto nei carnivori, ha fatto sì che solo pochi feromoni siano stati identificati ed associati ad una precisa funzione comportamentale.
Nei mammiferi, i feromoni identificati sono stati associati a funzioni di adozioneappagamento, identificazione, delimitazione del territorio, allarme e sessuali.
Nel cane e negli erbivori i feromoni di adozione sono sciolti nel liquido amniotico e servono ad indurre la madre a prestare le cure parentali al neonato, creando il legame madre-cucciolo; non si sa ancora quale sia la struttura responsabile della loro produzione, ma si sa che la loro secrezione cessa 3 giorni dopo il parto.
I feromoni di appagamento sono prodotti, sempre nel cane, a livello del solco intermammario della femmina che allatta a partire dal 3°-5° giorno dopo il parto; servono a  favorire il legame di attaccamento primario tra madre e cucciolo.
I feromoni prodotti dalle ghiandole periorali e della zona intorno alla coda hanno un ruolo negli scambi sociali (riconoscimento degli individui e del rango sociale); quelli contenuti nelle secrezioni anali sono evacuati durante la defecazione ed hanno un ruolo di identificazione del rango gerarchico e nel comportamento sessuale (hanno composizione diversa nel maschio e nella femmina) e possono subire modificazioni delle loro caratteristiche nel corso di processi infiammatori la punto che l’individuo può non essere riconosciuto dai conspecifici facenti parte del gruppo sociale ed aggredito.
La scelta del luogo di emissione di feci ed urine, così come il grattamento degli arti prima e/o dopo l’emissione, non fanno altro che rafforzare la deposizione di feromoni che indicano lo stato gerarchico; nella femmina tali sostanze sono presenti anche nell’urina e danno informazioni sull’attività sessuale dell’animale, inducendo il maschio ad aumentare la marcatura del territorio.
Nei mammiferi i feromoni di appagamento appartengono alla famiglia delle Apaisine prodotte dalle ghiandole sebacee della regione del solco intermammario; hanno la funzione di favorire il legame di attaccamento primario tra cucciolo e madre facendo di quest’ultima il punto di riferimento/il polo rassicurante del cucciolo.
Proprio sull’effetto tranquillizzante e di stabilizzazione emozionale indotti dall’Apasina si basa la feromonoterapia.

Feromonoterapia
Circa 10 anni fa è stata sintetizzata un laboratorio l’Apasina canina, commercializzata con il nome di D.A.P. (Dog Appeasing Pheromone), che può essere usata per la terapia comportamentale del cane da sola o in associazione a terapia farmacologica (psicofarmaci), in occasione di un trasloco, di una vacanza in albergo o in appartamento ed in tutte quelle che possono essere situazioni stressanti per l’animale.
I feromoni di appagamento vanno collocati all’interno della stanza nella quale l’animale passa la maggior parte del tempo lasciando il vaporizzatore in sede giorno e notte; i locali possono essere areati più volte durante la giornata, perché i feromoni permangono nell’ambiente.
La feromonoterapia può essere impiegata nelle principali affezioni comportamentali (defecazione/urinazione in luogo inappropriato, vocalizzi/distruzione di oggetti/autotraumatismo  dovuti ad ansia da separazione), ma non è la soluzione del problema e deve sempre associata ad un’adeguata terapia comportamentale.
In commercio esistono diversi prodotti utilizzabili; tra i principali troviamo:

  • D.A.P. collare o  diffusore elettrico
  • Adaptil collare o diffusore elettrico

E nel gatto?
Anche il gatto può presentare gli stessi o analoghi problemi comportamentali del cane.
Un prodotto equivalente a quello canino utilizzabile per la terapia comportamentale del gatto è il Feliway®, un analogo di sintesi dei feromoni facciali che il gatto usa per marcare il territorio.
È disponibile in 2 formulazioni: diffusore elettrico e spray.


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LadyCat

LadyCat

Amministratrice di VegAmami! Vegetariana dal 2002, volontaria in canili e CRAS per tanti anni, mamma, moglie, maestra, innamorata degli animali selvatici e della vita di campagna.

2 commenti su “Uso dei feromoni nella terapia comportamentale del cane.

  • 14 Ottobre 2012 alle 17:19
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    grazie x l’articolo, molto interessante 🙂

    RispondiRispondi
  • 14 Ottobre 2012 alle 21:35
    Permalink

    Grazie, sono contenta che sia piaciuto!!! 🙂

    RispondiRispondi

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