[Cane] Cura del cane anziano.

Il cane anziano: la senescenza
I progressi compiuti dalla medicina veterinaria per gli animali da compagnia nel corso degli ultimi decenni hanno consentito di allungare la vita dei nostri cani: la buona igiene, un’alimentazione completa e bilanciata adatta ai fabbisogni specifici e il controllo costante dello stato di salute contribuiscono a farli vivere meglio e più a lungo.

La soglia geriatrica media del cane, nelle diverse razze e taglie varia in base al peso:
– Taglia piccola (Peso < 10 Kg): 11,5 anni
– Taglia media (Peso tra 10-25 Kg): 10 anni
– Taglia grande (Peso tra 26-45 Kg): 8/9 anni
– Taglia gigante (Peso > 45 Kg): 7,5 anni
La durata massima della vita di un cane è fissata a 27 anni, mentre la vita media è di circa 13 anni, con una notevole differenza tra le razze : le razze giganti (> 40 kg) raramente superano i 9-10 anni, mentre le razze piccole possono vivere anche fino a 14-15 anni.
La soglia geriatria deve essere intesa come una età in cui gli effetti dell’invecchiamento iniziano a farsi vedere, anche se i cani sono ancora vivaci e pieni di energia.

Gli effetti dell’invecchiamento sull’organismo sono rappresentati da un declino lento e graduale delle capacità funzionali degli organi, che con il tempo portano alla manifestazione clinica del problema.
L’invecchiamento ha diversi effetti sul metabolismo, e questi si manifestano con alterazioni della composizione corporea, come una riduzione percentuale dei tessuti magri (muscoli) e un aumento della percentuale del grasso corporeo. Il fabbisogno energetico totale giornaliero può diminuire del 30-40% durante l’ultimo terzo di vita di un animale, per il calo del metabolismo e dell’attività fisica.

La maggior parte dei cani riduce volontariamente l’attività fisica quando invecchia, e questo non fa altro che contribuire ad una riduzione della massa muscolare. La massa muscolare va incontro ad atrofia sia per riduzione delle dimensioni delle cellule muscolari, sia per riduzione del loro numero.
A livello osseo, la corticale delle ossa lunghe si assottiglia, diviene più densa e fragile. Queste alterazioni possono essere collegate alle difficoltà di assorbimento a livello intestinale che possono coinvolgere anche il calcio e determinare nei soggetti anziani fratture patologiche in risposta a traumi di minima entità.
L’artrite è molto frequente così come l’obesità: entrambe possono peggiorare il quadro generale, in quanto il dolore può ridurre la voglia e la possibilità dell’animale di alimentarsi. L’obesità nel cane anziano dovrebbe essere considerata come una vera e proprie malattia, perché va complicare un quadro preesistente. Inoltre a causa della riduzione fisiologica del metabolismo potrebbe aggravarsi, con un ulteriore incremento del peso corporeo.
L’obesità colpisce una grande quantità di cani in età compresa fra i 5 e i 12 anni (30-40% secondo alcune ricerche), ma è anche vero che la maggioranza dei cani anziani (60-70%) si mantiene in forma o è addirittura troppo magra.
L’artrite invece rende faticoso ogni movimento per il vostro cane e spesso si rende necessario l’uso di antinfiammatori specifici per cani; consigliamo inoltre di far dormire il cane in un ambiente caldo e riparato.

I primi segni evidenti della “vecchiaia” sono rappresentati dalla comparsa di peli bianchi sul muso e sul resto del corpo (dovute alla perdita di cellule pigmentate nei follicoli piliferi)  e dalla perdita di  elasticità della cute, che diviene meno flessibile. Queste modificazioni si accompagnano spesso ad un fenomeno detto iperparacheratosi (accumulo di cheratine nei follicoli piliferi con conseguente morte del follicolo) determinando la comparsa di aree senza pelo (alopeciche).

L’effetto dell’invecchiamento può influenzare a livello di apparato digerente la capacità di consumare, digerire o metabolizzare il cibo: a livello di cavo orale il tartaro, le gengiviti, la perdita dei denti possono contribuire ad una minore assunzione di cibo. Anche le cellule intestinali possono andare incontro ad invecchiamento e l’intestino in questo modo perde l’efficienza di assorbimento delle sostanze nutritive.
Con la senescenza diminuisce la motilità del colon con la comparsa molto frequente nei soggetti anziani di stipsi.
I cani anziani quindi hanno maggiori difficoltà ad assimilare il cibo e necessitano per questo motivo di ingredienti di alta qualità per digerire bene e non avere problemi intestinali. Nei cani di taglia gigante bisognerà porre attenzione a somministrare alimenti ricchi di energia per compensare le dimensioni ridotte del tubo digerente e allo stesso tempo ridurre il rischio di torsione–dilatazione dello stomaco.

L’insufficienza renale è una delle principali cause di morte sia nel cane che nel gatto. Questa patologia è molto subdola e si manifesta con dimagramento, atrofia muscolare, alterazioni ematiche a carico delle proteine plasmatiche, malassorbimento intestinale e ridotta assimilazione e utilizzo dei nutrienti.
L’accumulo dei composti derivati dall’utilizzo delle proteine, dei quali l’urea è la più abbondante, contribuisce alla comparsa delle alterazioni fisiopatologiche e delle manifestazioni cliniche.

Altro distretto spesso coinvolto dal processo di senescenza è quello cardiovascolare: con l’età geriatrica la gittata cardiaca può diminuire del 30%, mentre a livello vascolare si può osservare un ispessimento della membrana dei vasi, un deposito di calcio a livello dell’aorta e dei vasi periferici.
Tutto questo porta ad un peggioramento della funzionalità cardiaca con comparsa dell’insufficienza cardiaca congestizia.

Anche i sensi con l’invecchiamento mostrano i segni del declino: la vista diminuisce a causa della sclerosi nucleare e della cataratta, ed anche udito e gusto  appaiono spesso compromessi. La reattività dei soggetti nei confronti degli stimoli tende progressivamente a diminuire: il cane abbaia meno, non gioca più e appare un po’ apatico. Alcuni animali perdono addirittura interesse verso il cibo.
Altro aspetto caratteristico della senescenza è la riluttanza a cambiare le proprie abitudini: il cambio di casa, o l’arrivo di un nuovo compagno  per esempio, potrebbero determinare la comparsa di depressione e di alterazioni comportamentali di vario genere, come urinazione e defecazione inappropriate e anoressia.

La gravità di questi problemi varia da soggetto a soggetto.

In linea generale, l’invecchiamento determina nei nostri amici a quattro zampe:

– Minore sensibilità olfattiva e gustativa
– Minore senso di sete: predisposizione alla disidratazione
– Maggiore rischio di insorgenza di problemi dentari
– Alterazione della funzionalità gastrointestinale per diminuzione della produzione di enzimi e per assottigliamento della mucosa intestinale
– Riduzione del metabolismo: rischio di obesità
– Minore motilità del colon: predisposizione alla costipazione intestinale
– Minore funzionalità renale
– Minor capacità di termoregolazione
– Disfunzioni cardiache
– Riduzione delle riserve proteiche per riduzione della massa muscolare
– Maggiore sensibilità alle infezioni
– Difficoltà locomotorie a causa dell’artrosi

A causa di tutti questi fattori, per mantenere sano e forte il nostro beniamino sarà utile:

– Effettuare regolari controlli clinici continuando la profilassi vaccinale in modo costante
– Evitare improvvisi cambiamenti nella dieta
– Fornire diete altamente digeribili e ricche di proteine di elevata qualità
– Prevenire l’obesità
– Far fare al cane regolare e moderato esercizio fisico
– Cura dei denti e delle gengive per prevenire odontopatie e gengiviti

Fonte

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LadyCat

LadyCat

Amministratrice di VegAmami! Vegetariana dal 2002, volontaria in canili e CRAS per tanti anni, mamma, moglie, maestra, innamorata degli animali selvatici e della vita di campagna.

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