Mangiar sano a Go! Veg, The Home Restaurant: intervista a Miriam Putignano

12401018_1634485493484189_7141758344352745805_nQuando viaggiamo in un luogo a noi sconosciuto, ci piacerebbe scoprire le tradizioni e le usanze tipiche, la storia, e soprattutto entrare in una vera cucina di una casa, che ci ospita e ci fa assaporare cibi genuini e gustosi facendoci conoscere altre persone. Sarebbe come andare a mangiare a casa di una zia o di un parente, o di un’amica. Sarebbe come portar a casa un pezzetto del nostro viaggio, differente dal dire “ho mangiato in quel ristorantino tipico a riva di mare”, dove spesso il personale ha solo il tempo di servire e pochi secondi per scambiare una chiacchiera. Questa è l’idea di home restaurant, che sta facendo tendenza anche qui in Italia, dove si mangia risparmiando, rispetto ad un ristorante  normale e c’è tempo per raccontarsi e passare una bella serata. Socializzare è il principio.

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Una scamorza al giorno toglie il veterinario di torno: intervista a Gatto Isidoro.

Sui social network sono sempre più diffuse foto, storie e pagine che hanno come protagonisti animali domestici. Pervadono la scena, con le loro avventure, i loro guai, le marachelle appassionando milioni di persone che premiano con un like le gesta del gatto o del cane in questione, regalando sorrisi o a volte lacrime ai propri fans.

C’è Elodie, principessa gatta, I mici di Lola Grey, Sissy e Trudi gatti adorabili, Rocco di Ortacesus, mascotte di un museo in Sardegna, Polino, gatto lavoratore trovato vicino ad un negozio di animali e adottato dai proprietari, Pippo il gatto milanese super selfie, Angus di Manchester, gli esordienti Tamy & Theo, che condividono appelli dei loro cugini in adozione,  il toscano Orazio Robiolino che farebbe pazzie per la robiola, e poi c’è Gatto Isidoro, che cerca sempre di elemosinare un pezzetto di scamorza dalla sua mamy tirchiazza.

1619154_971145766243789_5719722496273743190_nProtagonista di questa intervista è proprio lui, Isidoro, il gatto rosso, amante della scamorza che assomiglia a Garfield, pugliese di nascita, guerriero contro i Thun e perseguitato dalle pietre a quattro zampe (tartarughe di casa) Dante e Virgilio, e cactus pungenti. Adottato da  una bella e gioiosa famiglia composta da mamy, papy e Saretta. Autore insieme alla sua mamy anche di un blog, ancora in fase di costruzione ma già ricco di storie per tutti coloro che amano gli animali e di una pagina Facebook dove scrive: vi racconterò la mia storia, quella del gatto randagio e quella del principe felicemente adottato. Dedico questa pagina a tutti gli amanti degli animali.

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Hamburger di lenticchie rosse e patate

lenticchie-rosse-2La ricetta è semplice e rapida da preparare, sfiziosa e nutriente, ideale per l’autunno che è giunto inaspettato, dopo un lungo caldo. Protagonista: la lenticchia rossa, conosciuta anche come “lenticchia egiziana”, molto diffusa in Medio Oriente, commercializzata decorticata, e che richiede un tempo di cottura piuttosto breve.

Ingredienti per 4 persone

  • 250 grammi di lenticchie rosse decorticate
  • 2 patate
  • 1 carota
  • 1 cipolla rossa
  • Cumino, coriandolo, curcuma
  • Pan grattato
  • 1 cucchiaio di lievito alimentare in scaglie
  • Pepe, olio e sale

Preparazione

Mettiamo in padella con un po’ di olio la cipolla tagliata a pezzettini piccoli, aggiungiamo le lenticchie, la carota e le patate grattugiate e lasciamo cuocere per 15 minuti, salando e unendo un bicchiere di acqua. Nel frattempo in una coppa mettiamo il pangrattato e le spezie e mescoliamo.

Uniamo poi le lenticchie e il lievito alimentare in scaglie e lasciamo freddare per una decina di minuti.

Amalgamiamo con le mani il composto e creiamo gli hamburger, che cuoceremo in olio caldo o se preferiamo al forno finché saranno dorati o ottimi grigliati sulla piastra.

20150825_200657Ideale per accompagnare gli hamburger di lenticchie rosse è l’insalata di spinacino con noci, uva passa e pane tostato.

Ed il piatto è pronto.

 


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Pet food: Monge, la nostra esperienza.

mongeQualche settimana fa ci è capitato di trovare un filo di plastica blu in una scatoletta di cibo per cani. Preoccupati, abbiamo scritto alla ditta produttrice del cibo in questione, la Monge.

Fortunatamente, abbiamo ricevuto – nel giro di 24 ore – una premurosa risposta, in cui ci proponevano di ritirare tramite un loro agente il prodotto e il corpo estraneo rinvenuto, per capirne la natura e la provenienza.

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